Simone Manetti

Documentario

Simone Manetti Giulio Regeni – Tutto il male del mondo


2026 » RECENSIONE | Documentario | Drammatico | Attualità
Con prodotto da Agnese Ricchi, Mario Mazzarotto, Domenico Procacci, Laura Paolucci



08/02/2026 di Arianna Marsico
Tutto il male del mondo. Non è solo un titolo di un documentario, è quello che Paola Regeni, madre di Giulio, ha dichiarato di aver visto sul volto del figlio quando ebbe finalmente modo di vederlo.
Il documentario diretto da Simone Manetti permette di recuperare tutti i pezzi della tristissima vicenda, e del conseguente kafkiano processo, iniziata il 25 gennaio 2016. Era il quinto anniversario della Rivoluzione di piazza Tahrir che aveva portato alla caduta di Mubarak, e che probabilmente non sognava di consegnare il Paese al regime paranoico di Abdel Fattah al-Sisi. Un regime che teneva sott’occhio quella ricorrenza, temendo lo scoppio di nuove rivolte.

E proprio il 25 gennaio 2016 Giulio scomparve, non arrivò mai all’appuntamento con il prof. Gervasio. Il suo corpo martoriato fu ritrovato pochi giorni dopo, il 3 febbraio, data che segna l’inizio di un caleidoscopio di menzogne. La morte del giovane friulano fu prima bollata come incidente stradale, a seguito dell’autopsia dei medici egiziani (esito ampiamente smentito dall’esame dei medici legali italiani); poi venne estratta dal cilindro la storia della banda criminale, i cui componenti furono uccisi a seguito di uno scontro a fuoco, dopo il quale vennero magicamente ritrovati i documenti di Giulio ed elementi che potevano infangarlo. Spia dei servizi italiani, anzi no, di quelli inglesi, con la scusa dell’Università.
Invece Giulio era solo un ricercatore, e prima ancora era solo un ragazzo.

Giulio Regeni - Tutto il male del mondo è un documentario doloroso e necessario. Che fa rabbia, non solo per il palese ostruzionismo delle autorità egiziane, ma anche per la marcia indietro di quelle italiane, che, dopo aver richiamato l’ambasciatore italiano al Cairo in segno di protesta, lo rimandarono il 14 agosto 2017, sostenendo frettolosamente che l’Egitto stesse collaborando.
In questa storia oscura, che vede intrecciarsi interessi economici, servizi segreti e libertà soffocate, c’è solo una luce, ed è quella dei volti dignitosi e composti di Paola e Claudio Regeni, i genitori, sostenuti dall’avvocata Alessandra Ballerini, che, nel cercare la verità per lui, la cercano anche per tutti gli altri “Giulio” egiziani, spesso lasciati soli dalle autorità, ma non dalle persone comuni, e l’affetto che ricevono anche occasione di trasmissioni come Che tempo che fa e Propaganda live lo dimostra.

Che quel giallo dei manifesti non smetta mai di brillare, che Verità per Giulio Regeni non rimanga un appello senza risposta.