Silvio Soldini Il comandante e la cicogna
2012 » RECENSIONE | Commedia
Con Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston, Claudia Gerini, Luca Zingaretti
22/10/2012 di Arianna Marsico
Il cielo di Torino sembra essere al loro fianco. Citando i Subsonica questo si può dire dei protagonisti del film al termine del dolceamaro Il comandante e la cicogna, ultima prova di Silvio Soldini. Amarezza per le difficoltà patite dai teneri e stralunati personaggi e lo spettacolo dell’Italietta a cui è costretta ad assistere la statua di Giuseppe Garibaldi ( doppiata da Pierfrancesco Favino). Ma anche tanta dolcezza, come quella che si prova assistendo agli immaginari dialoghi tra Leo Buonvento, alle prese con i figli adolescenti Elio e Maddalena, e la defunta consorte Teresa ( Claudia Gerini).
In una Torino sorniona le sliding doors della vita portano diverse storie ad intrecciarsi. Quelle di Leo e Diana (Alba Rohrwacher), grazie all’avvocato Malaffanno (Luca Zingaretti)e alla segretaria Cinzia (vicina di Leo, interpretata da Maria Paiato). Quelle di Amanzio (Giuseppe Battiston) ed Elio, entrambi colti a rubare in un supermercato. Ed una cicogna, Agostina, che riannoda tutti i fili.
La narrazione appare un po’ dispersiva nella prima parte del film, durante la quale si fa un po’ fatica a stare dietro all’originalità di ciascun personaggio. Ognuno sembra una monade, non amalgamato con il resto. Poi però Soldini riprende saldamente in mano le redini della storia e la poesia ha il sopravvento.
E così questo piccolo surreale riscatto può avere inizio.
In una Torino sorniona le sliding doors della vita portano diverse storie ad intrecciarsi. Quelle di Leo e Diana (Alba Rohrwacher), grazie all’avvocato Malaffanno (Luca Zingaretti)e alla segretaria Cinzia (vicina di Leo, interpretata da Maria Paiato). Quelle di Amanzio (Giuseppe Battiston) ed Elio, entrambi colti a rubare in un supermercato. Ed una cicogna, Agostina, che riannoda tutti i fili.
La narrazione appare un po’ dispersiva nella prima parte del film, durante la quale si fa un po’ fatica a stare dietro all’originalità di ciascun personaggio. Ognuno sembra una monade, non amalgamato con il resto. Poi però Soldini riprende saldamente in mano le redini della storia e la poesia ha il sopravvento.
E così questo piccolo surreale riscatto può avere inizio.