Rodrigo Sorogoyen

Drammatico

Rodrigo Sorogoyen El ser querido


2026 » RECENSIONE | Drammatico | SPECIALE FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA
Con Javier Bardem, Victoria Luengo, Melina Matthews, Raúl Arévalo, Marina Foïs, Mourad Ouani, Malena Villa



18/10/2026 di Arianna Marsico
Javier Bardem riceve da Paolo Sorrentino il premio alla carriera della Festa del Cinema di Roma, giunto alla sua ventunesima edizione. L’attore spagnolo è colmo di gratitudine, spendendo bellissime parole verso il regista Rodrigo Sorogoyen e l’attrice Victoria Luengo, presenti alla sala Sinopoli e suoi compagni d’avventura nel film El ser querido, presentato in anteprima a Cannes.

Il lungo piano sequenza iniziale riassume l’essenza dell’opera.  Il regista premio Oscar Esteban Martínez (Bardem), famoso tanto per il suo genio che per il suo passato da enfant terrible, rientra in Spagna dopo anni negli Stati Uniti, e vuole girare un film, Deserto, sul colonialismo spagnolo in Sahara Occidentale (quanta attualità in questo tema!). Per interpretare Gabriela, la protagonista femminile, vuole sua figlia Emilia Vera (Luengo), che non vede da anni e per la quale è stato un padre prima problematico e poi totalmente assente. Il loro primo incontro è un misto di imbarazzo, sorpresa, ed Esteban sembra quasi volere gettare un colpo di spugna su un passato doloroso e non condiviso con il suo tentativo di aiutare la ragazza a rilanciare una carriera da attrice che fino a quel momento aveva avuto esiti altalenanti. Emilia accetterà la proposta, e padre e figlia si troveranno a Fuerteventura, che con i suoi paesaggi tra il vulcanico e il lunare contribuisce a ricreare il senso di alienazione dei due.

El ser querido è un film che parla del fare cinema e anche del dolore che certi processi creativi possono portare nella vita delle persone. Non c’è una battuta che sia superflua, ogni personaggio è essenziale, inclusi i membri della troupe. El ser querido è un bisturi che va a incidere la pelle inspessita dal dolore dell’abbandono ma non ricuce e non vuole essere lacrimevole e consolatorio, anche quando inquadra gli occhi lucidi dei protagonisti.  Lucido e senza sbavature, non ci regala solo un eccellente Javier Bardem e una luminosa Victoria Luengo ma anche un ineffabile Raúl Aréval (César) e una magnetica Marina Foïs (Marina).

El ser querido emoziona e lascia scossi e composti assieme.