Robert Zemeckis Ritorno Al Futuro Day
» RECENSIONE | Commedia | Fantascienza
Con Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Lea Thompson, Thomas F. Wilson
31/10/2015 di Kevin Ben Alì Zinati
«Marty, devi tornare indietro con me!». Dove? «Indietro nel futuro!». Si chiude così il primo capitolo della saga di “Ritorno Al Futuro”: Emmett “Doc” Brown fa il suo ritorno nel passato e dopo aver sorpreso il giovane amico Marty McFly e la sua ragazza Jennifer, risale sulla DeLorean trasformata in una macchina del tempo e digita come data di destinazione mercoledì 21 ottobre 2015. Era il 1985 (stesso anno in cui vive Marty) quando uscì “Ritorno Al Futuro” e dopo essersi soffermato a ragionare sull’ordine temporale («perché mai indietro nel… futuro?») ogni spettatore si è senza dubbio catapultato avanti di 30 anni immaginando di poterci essere in quel preciso giorno di quel preciso mese di quel preciso anno per vedere Marty e Doc ritornare al futuro. Una data che negli anni è diventata mitica, quasi leggendaria visto il successo planetario riscosso dall’intera trilogia interpretata da Michael J. Fox e Christopher Lloyd e che di generazione in generazione ha lasciato una lunga “ansia” di attesa.
«Grande Giove!», direbbe “Doc”. L’attesa, infatti, è finita e mercoledì sera 21 ottobre per celebrare il viaggio nel tempo dei due protagonisti è stato organizzato un raduno mondiale. Dove? Ovviamente al cinema, con la proiezione originale dei primi due capitoli della saga in quello che è stato ribattezzato come il “Ritorno Al Futuro Day”. Diretto da Robert Zemeckis e prodotto da Steven Spielberg, “Ritorno al Futuro” è diventato un cult della cinematografia internazionale, uno di quei classici fuori dal tempo - in tutti i sensi - che ha fatto sognare e divertire fan di ogni età. La DeLorean volante fornita di flusso canalizzatore («che rende possibile il viaggio nel tempo») ha stregato per anni tutto il mondo e anche in Italia la “febbre” per il 21 ottobre 2015 ha colpito milioni di spettatori convogliando veri flussi di persone nelle moltissime sale cinematografiche che hanno aderito all’iniziativa. Il raduno è stato organizzato da Nexo Digital e Universal Pictures Italia Home Video in collaborazione con Radio DEEJAY e il website MYmovies.it. e ha permesso la visione dei primi due episodi regalando inoltre ai primi 100 spettatori quello che potrà diventare un vero oggetto da collezione: il poster ufficiale del “Ritorno Al Futuro Day”.

Anche a Varese, nelle due sale Giove (una scelta non casuale) e Terra del cinema MIV, il copione è stato rispettato e l’affluenza è stata «davvero importante tanto da portarci a spostare la proiezione anche in una seconda sala arrivando così a circa 500 posti venduti» come spiega il responsabile del cinema Andrea Cervini.

L’appuntamento è fissato per le 20. L’atrio del MIV si riempie piano piano a partire dalle 19.30. I primissimi fan cominciano a mettersi in coda, pronti a prendersi la locandina del film che i ragazzi dello staff consegnano prima di entrare. «Non vedo l’ora di sedermi al mio posto e per le prossime quattro ore non ci sono per nessuno, moglie compresa!» commenta Marco, pubblicitario quarantacinquenne tenendo tra le mani un secchiello gigante di popcorn. Sono le 20 e puntualissimo si apre il sipario: nessuna pubblicità, “Ritorno Al Futuro” inizia subito. Epica, geniale, indimenticabile: la prima scena - un lungo “piano sequenza” che scivola tra tutti gli strani orologi di Doc - lascia gli spettatori ancora una volta a bocca aperta. La prima generale risata arriva poco dopo, quando Marty attacca la sua chitarra elettrica al «super stereo» e viene letteralmente scaraventato all’indietro per un sovraccarico. «Grande Marty!» urlano da qualche fila più in alto. E via altre risate. C’è un atmosfera serena e gioviale in sala e il pubblico, assai variegato, è tutto intento a seguire Marty che ora, sulle note di “The Power Of Love”, si attacca al retro di una macchina con il suo skateboard. Anche la canzone di Huey Lewis and The News è indimenticabile: colonna sonora di un film, lo è diventata anche di mille altre avventure di milioni di ragazzi… e non solo. «Dov’è, dov’è la DeLorean? La voglio!» bisbiglia un ragazzo nell’orecchio alla sua fidanzata. E alla fine anche lei arriva, anche l’altra protagonista femminile della trilogia fa la sua comparsa e la scena è tutta sua. Applausi per la macchina del tempo più famosa del cinema, così come per il primo viaggio nel tempo di Marty nel 1955, nell’anno in cui i suoi giovani genitori si innamorano. «Lorraine è molto bella vero?». Una ragazza si avvinghia al braccio del ragazzo al suo fianco, lo strattona e con un dito indica lo schermo aspettandosi in risposta un «mai quanto te amore», che però non arriva: il ragazzo è ammutolito e in fissa sugli occhi dolci e da furbetta di Lea Thompson. E che dire di “Johnny B. Goode”? Marty è nel 1955, si trova sul palco del ballo scolastico “Incanto Sotto il Mare” dove i suoi giovani genitori si sono appena baciati e deve suonare «qualcosa che dà la carica»: che cosa meglio del successo di Chuck Berry? Nulla. Magico e ovviamente… fuori dal tempo. «Marty, devi tornare indietro con me!». Doc è tornato, tutti in sala sussultano vedendo la DeLorean arrivare sgommando sul vialetto di casa McFly. «Indietro dove?» chiede Marty. «Indietro nel futuro!».

Intervallo di dieci minuti. Gli ultimi ragazzi, dopo una velocissima tappa al bar, riprendono i loro posti e il secondo capitolo di “Ritorno Al Futuro” può rincominciare.
È il futuro, o meglio, il presente. Marty e Doc sono arrivati nel 2015. Il momento è giunto, l’attesa è finita e in sala scatta qualche applauso perché il viaggio nel tempo di Marty e Doc e di milioni di fan si è finalmente avverato. Macchine volanti, scarpe che si autoallacciano e giubbotti con regolatore di taglia ma anche videochiamate, porte che si aprono con il pollice e schermi piatti. Tra illusioni e invenzioni trasformate in realtà questo è il 2015 in cui arrivano i due protagonisti e in cui, per un momento - purtroppo, solo un momento - veniamo catapultati anche noi. «Devo assolutamente avere quelle Nike! Sono pazzesche». La solita fidanzata è incredula, il suo fidanzato ora, oltre ad una macchina del tempo, vuole anche delle strane scarpe con gli autolacci. E chi non le vorrebbe? “Ritorno Al Futuro” è anche questo: un film che vive anche nei suoi oggetti scenici diventati davvero leggendari (come le Nike MAG - Magnet Anti Gravity - o l’Hoverboard con cui Marty scappa da Griff, il discendente tanto svitato quanto bullo del Biff del 1955). Il viaggio di Marty continua poi nel nostalgico “Caffè 80”, nella futura casa con Jen e in un 1985 alternativo, creato dopo che il Biff del futuro ruba la macchina del tempo per tornare nel passato cambiando così il continuum tempo-spazio. Il fattaccio di Biff porterà quindi ad un altro viaggio indietro nel 1955 in cui Marty e Doc rischiano di incontrare i loro stessi alter-ego («Ora ci sono due me qui, e ci sono anche due te. L'altro me è il dottor Emmett Brown del 1955, il giovane me che aiuta l'altro te a tornare nel 1985»). Biff viene battuto e tutta la sala esulta con Marty ma poi Doc viene colpito da un fulmine che manda istantaneamente lui e la DeLorean nel 1885. Doc svanisce dietro ad una scia di fuoco e tutti gli spettatori rimangono a bocca aperta. «E ora?» sussurra qualcuno che, forse, non si ricorda dell’arrivo di Marty nel vecchio west per cercare di riportare l’amico indietro nel futuro.

Con in sottofondo il “main theme” di Alan Silvestri scorrono i titoli di coda, le due sale del MIV di Varese si svuotano e cominciano gli immancabili commenti del post evento. «Che film, che trilogia e che storia! I creatori sono stati dei geni e forse questa è la miglior saga di sempre. Essere stati presenti a questo raduno è stato bellissimo» dice Mirko, elettricista di 55 anni, percorrendo le scale che portano all’uscita e tenendo stretta tra le mani la famosa locandina del raduno mondiale. «Non conoscevo molto bene i film - racconta invece Micaela, giovane studentessa di 24 anni -. L’ho scoperta grazie al mio ragazzo che è un amante del cinema. Venendo qui ed assistendo ad un evento del genere ho sentito un’energia potentissima che solo i grandi film come questo possono trasmettere e son felice di avervi partecipato».
Un evento epocale, dunque, a cui il mondo non poteva e non voleva mancare. Al pari di "Star Wars", la trilogia del tempo firmata da Zemeckis si è ritagliata - con merito - il ruolo di cult impareggiabile e di classico senza tempo. "Ritorno Al Futuro" è passato intoccabile attraverso tre generazioni, ha creato fan di ogni età e, come ogni film dovrebbe fare, ha insegnato grandi lezioni con disarmante semplicità. «Se ti ci metti d'impegno, raggiungi qualsiasi risultato» diceva Marty al giovane e inesperto padre nel 1955. Già...
Era il 1985 e trent’anni fa, Marty McFly e Doc Brown sono tornati al futuro. Il 21 ottobre 2015, tutto il mondo è stato testimone di questo viaggio, si è riunito al cinema e li ha rincontrati. Ora però Doc è intrappolato nel 1885 e Marty sta tornando ancora una volta indietro nel passato per salvarlo, tra duelli a colpi di pistola, saloon e infatuazioni. Il loro viaggio non è finito: e il nostro? Nemmeno. Dobbiamo tornare indietro anche noi! Indietro dove? A casa, a guardare il terzo capitolo di “Ritorno Al Futuro”. Grande Giove!
«Grande Giove!», direbbe “Doc”. L’attesa, infatti, è finita e mercoledì sera 21 ottobre per celebrare il viaggio nel tempo dei due protagonisti è stato organizzato un raduno mondiale. Dove? Ovviamente al cinema, con la proiezione originale dei primi due capitoli della saga in quello che è stato ribattezzato come il “Ritorno Al Futuro Day”. Diretto da Robert Zemeckis e prodotto da Steven Spielberg, “Ritorno al Futuro” è diventato un cult della cinematografia internazionale, uno di quei classici fuori dal tempo - in tutti i sensi - che ha fatto sognare e divertire fan di ogni età. La DeLorean volante fornita di flusso canalizzatore («che rende possibile il viaggio nel tempo») ha stregato per anni tutto il mondo e anche in Italia la “febbre” per il 21 ottobre 2015 ha colpito milioni di spettatori convogliando veri flussi di persone nelle moltissime sale cinematografiche che hanno aderito all’iniziativa. Il raduno è stato organizzato da Nexo Digital e Universal Pictures Italia Home Video in collaborazione con Radio DEEJAY e il website MYmovies.it. e ha permesso la visione dei primi due episodi regalando inoltre ai primi 100 spettatori quello che potrà diventare un vero oggetto da collezione: il poster ufficiale del “Ritorno Al Futuro Day”.

Anche a Varese, nelle due sale Giove (una scelta non casuale) e Terra del cinema MIV, il copione è stato rispettato e l’affluenza è stata «davvero importante tanto da portarci a spostare la proiezione anche in una seconda sala arrivando così a circa 500 posti venduti» come spiega il responsabile del cinema Andrea Cervini.

L’appuntamento è fissato per le 20. L’atrio del MIV si riempie piano piano a partire dalle 19.30. I primissimi fan cominciano a mettersi in coda, pronti a prendersi la locandina del film che i ragazzi dello staff consegnano prima di entrare. «Non vedo l’ora di sedermi al mio posto e per le prossime quattro ore non ci sono per nessuno, moglie compresa!» commenta Marco, pubblicitario quarantacinquenne tenendo tra le mani un secchiello gigante di popcorn. Sono le 20 e puntualissimo si apre il sipario: nessuna pubblicità, “Ritorno Al Futuro” inizia subito. Epica, geniale, indimenticabile: la prima scena - un lungo “piano sequenza” che scivola tra tutti gli strani orologi di Doc - lascia gli spettatori ancora una volta a bocca aperta. La prima generale risata arriva poco dopo, quando Marty attacca la sua chitarra elettrica al «super stereo» e viene letteralmente scaraventato all’indietro per un sovraccarico. «Grande Marty!» urlano da qualche fila più in alto. E via altre risate. C’è un atmosfera serena e gioviale in sala e il pubblico, assai variegato, è tutto intento a seguire Marty che ora, sulle note di “The Power Of Love”, si attacca al retro di una macchina con il suo skateboard. Anche la canzone di Huey Lewis and The News è indimenticabile: colonna sonora di un film, lo è diventata anche di mille altre avventure di milioni di ragazzi… e non solo. «Dov’è, dov’è la DeLorean? La voglio!» bisbiglia un ragazzo nell’orecchio alla sua fidanzata. E alla fine anche lei arriva, anche l’altra protagonista femminile della trilogia fa la sua comparsa e la scena è tutta sua. Applausi per la macchina del tempo più famosa del cinema, così come per il primo viaggio nel tempo di Marty nel 1955, nell’anno in cui i suoi giovani genitori si innamorano. «Lorraine è molto bella vero?». Una ragazza si avvinghia al braccio del ragazzo al suo fianco, lo strattona e con un dito indica lo schermo aspettandosi in risposta un «mai quanto te amore», che però non arriva: il ragazzo è ammutolito e in fissa sugli occhi dolci e da furbetta di Lea Thompson. E che dire di “Johnny B. Goode”? Marty è nel 1955, si trova sul palco del ballo scolastico “Incanto Sotto il Mare” dove i suoi giovani genitori si sono appena baciati e deve suonare «qualcosa che dà la carica»: che cosa meglio del successo di Chuck Berry? Nulla. Magico e ovviamente… fuori dal tempo. «Marty, devi tornare indietro con me!». Doc è tornato, tutti in sala sussultano vedendo la DeLorean arrivare sgommando sul vialetto di casa McFly. «Indietro dove?» chiede Marty. «Indietro nel futuro!».

Intervallo di dieci minuti. Gli ultimi ragazzi, dopo una velocissima tappa al bar, riprendono i loro posti e il secondo capitolo di “Ritorno Al Futuro” può rincominciare.
È il futuro, o meglio, il presente. Marty e Doc sono arrivati nel 2015. Il momento è giunto, l’attesa è finita e in sala scatta qualche applauso perché il viaggio nel tempo di Marty e Doc e di milioni di fan si è finalmente avverato. Macchine volanti, scarpe che si autoallacciano e giubbotti con regolatore di taglia ma anche videochiamate, porte che si aprono con il pollice e schermi piatti. Tra illusioni e invenzioni trasformate in realtà questo è il 2015 in cui arrivano i due protagonisti e in cui, per un momento - purtroppo, solo un momento - veniamo catapultati anche noi. «Devo assolutamente avere quelle Nike! Sono pazzesche». La solita fidanzata è incredula, il suo fidanzato ora, oltre ad una macchina del tempo, vuole anche delle strane scarpe con gli autolacci. E chi non le vorrebbe? “Ritorno Al Futuro” è anche questo: un film che vive anche nei suoi oggetti scenici diventati davvero leggendari (come le Nike MAG - Magnet Anti Gravity - o l’Hoverboard con cui Marty scappa da Griff, il discendente tanto svitato quanto bullo del Biff del 1955). Il viaggio di Marty continua poi nel nostalgico “Caffè 80”, nella futura casa con Jen e in un 1985 alternativo, creato dopo che il Biff del futuro ruba la macchina del tempo per tornare nel passato cambiando così il continuum tempo-spazio. Il fattaccio di Biff porterà quindi ad un altro viaggio indietro nel 1955 in cui Marty e Doc rischiano di incontrare i loro stessi alter-ego («Ora ci sono due me qui, e ci sono anche due te. L'altro me è il dottor Emmett Brown del 1955, il giovane me che aiuta l'altro te a tornare nel 1985»). Biff viene battuto e tutta la sala esulta con Marty ma poi Doc viene colpito da un fulmine che manda istantaneamente lui e la DeLorean nel 1885. Doc svanisce dietro ad una scia di fuoco e tutti gli spettatori rimangono a bocca aperta. «E ora?» sussurra qualcuno che, forse, non si ricorda dell’arrivo di Marty nel vecchio west per cercare di riportare l’amico indietro nel futuro.

Con in sottofondo il “main theme” di Alan Silvestri scorrono i titoli di coda, le due sale del MIV di Varese si svuotano e cominciano gli immancabili commenti del post evento. «Che film, che trilogia e che storia! I creatori sono stati dei geni e forse questa è la miglior saga di sempre. Essere stati presenti a questo raduno è stato bellissimo» dice Mirko, elettricista di 55 anni, percorrendo le scale che portano all’uscita e tenendo stretta tra le mani la famosa locandina del raduno mondiale. «Non conoscevo molto bene i film - racconta invece Micaela, giovane studentessa di 24 anni -. L’ho scoperta grazie al mio ragazzo che è un amante del cinema. Venendo qui ed assistendo ad un evento del genere ho sentito un’energia potentissima che solo i grandi film come questo possono trasmettere e son felice di avervi partecipato».
Un evento epocale, dunque, a cui il mondo non poteva e non voleva mancare. Al pari di "Star Wars", la trilogia del tempo firmata da Zemeckis si è ritagliata - con merito - il ruolo di cult impareggiabile e di classico senza tempo. "Ritorno Al Futuro" è passato intoccabile attraverso tre generazioni, ha creato fan di ogni età e, come ogni film dovrebbe fare, ha insegnato grandi lezioni con disarmante semplicità. «Se ti ci metti d'impegno, raggiungi qualsiasi risultato» diceva Marty al giovane e inesperto padre nel 1955. Già...
Era il 1985 e trent’anni fa, Marty McFly e Doc Brown sono tornati al futuro. Il 21 ottobre 2015, tutto il mondo è stato testimone di questo viaggio, si è riunito al cinema e li ha rincontrati. Ora però Doc è intrappolato nel 1885 e Marty sta tornando ancora una volta indietro nel passato per salvarlo, tra duelli a colpi di pistola, saloon e infatuazioni. Il loro viaggio non è finito: e il nostro? Nemmeno. Dobbiamo tornare indietro anche noi! Indietro dove? A casa, a guardare il terzo capitolo di “Ritorno Al Futuro”. Grande Giove!