Pedro Almodovar La pelle che abito
2011 » RECENSIONE | Drammatico
Con Antonio Banderas, Elena Anaya, Marisa Paredes
23/02/2012 di Francesco Bove
Potrebbe apparire come un film di genere ma è solamente imprigionato in una seconda pelle, come la sua bellissima protagonista. Un po’ di Almodovar è presente in tutti e due i protagonisti : nel medico che vuole plasmare a suo piacimento la sua creatura e in Vera, che abita un corpo che non è il suo, emblema di tante persone costrette a vivere una pelle che non riconoscono come propria. Nella scena finale, Vicente si disvela con la madre, è sempre quel figlio indisciplinato che ha tentato di violentare la figlia del Dottor Ledgard, gesto pagato a caro prezzo, ma, in apparenza, è un altro, ed è il suo vero disagio.
L’ultimo film di Almodovar è impossibile da raccontare perché è contorto, pregno di sottotesti, ed è solamente un’opera matura, seppur bislacca e barocca, da visionare. Un film che si racconta, quindi, per immagini, che ragiona per doppi, drammatico ed eccessivo. Non si risolve niente nell’ultimo Almodovar, il finale da tragedia elisabettiana evidenzia la caratura di questo regista un tempo vitale, adesso chiuso in se stesso, meditativo, che ripensa alla morte e alla follia in maniera quasi ossessiva. Lui, adesso, fa del melò uno stile definito, del cinismo un’arma di difesa e mostra il patologico con una freddezza e un rigore inaspettato. La domanda che ci poniamo è questa : cosa vuole comunicare Almodovar al suo pubblico in questo periodo della sua vita?