Nichols Jeff Take Shelter
2011 » RECENSIONE | Drammatico
Con Michael Shannon, Jessica Chastain, Katy Mixon, Shea Whigham
13/06/2012 di Claudio Mariani
Nella provincia-campagna degli Stati Uniti, in quelle terre sempre a pericolo di tornado, Curtis porta avanti la sua vita completamente dedita al lavoro, a sua moglie Samantha, e alla loro amata bambina sordomuta. Tutto sembra filare liscio fin quando inizia a fare dei sogni catastrofici dove la fanno da padrone tempeste apocalittiche e dove le visioni ossessive sconfinano nella realtà quotidiana. Ben presto si capisce che il cervello del protagonista sta prendendo strade già battute dalla stessa madre, bipolare da decenni. Le paranoie del protagonista si trasformano in atti incontrollabili e si riversano sulla sua stessa famiglia, rendendolo consapevole e inconsapevole, nello stesso momento, della sua malattia. L’oggetto-luogo principe di queste ossessioni è il rifugio sotterraneo, da qui il titolo Take Shelter. Ma tutto si limiterà a stagnare nella mente del protagonista, oppure esiste una reale minaccia?
Tra l’analisi psicologica e la presenza reale del pericolo, che comunque non è poi così distante, le due ore del film trascorrono velocemente. Ancora una volta a farla da padrona sono le paure post-11 settembre; questa volta l’ambientazione è l’Ohio, ma potrebbe essere qualsiasi stato degli USA, qualsiasi paesino, qualsiasi città.
Trattasi tecnicamente di un’opera di gusto indipendente anche se la sontuosità visiva delle immagini appartiene a livelli altissimi, così come la fotografia e le seppur scarne ricostruzioni. Ci sono delle scene madri, tipo quella degli uccelli che cadono dal cielo, che non fanno rimpiangere nessun grande film o regista del passato.
Questo Jeff Nichols, classe 1978, ci sa fare davvero, ma in questo caso è anche supportato da due attori eccezionali: da una parte quel Michael Shannon che è particolarmente adatto a ruoli dove la psiche del personaggio è al centro della trama. La sua è una carriera lunghissima che ha raggiunto il culmine con Revolutionary Road e il ruolo grandioso nella serie Boardwalk empire. Dall’altra parte, a fare da contraltare, l’incredibile protagonista di The Tree of Life, quella Jessica Chastain che, con la sua grazia e naturalezza, è destinata a lasciare un segno nella storia del cinema. Questi due formano una coppia perfetta, che regge da sola un film che comunque ha delle fondamenta fortissime. La piccola figlia e un altro protagonista di Boardawalk Empire, Shea Whigham, completano un ridottissimo ma perfetto cast.
Il film, già apprezzato al festival di Cannes del 2011, è una bella scoperta, anche se ad oggi non è chiarissimo il percorso che sta facendo/farà nelle sale italiane; è meglio non addentrarsi nei misteri dell’oscura distribuzione delle pellicole nel nostro Paese. Non ci stupiremmo se venisse relegato solo in alcune realtà d’Essai o cineclub (dove l’abbiamo visto noi). Se così non sarà, benissimo, altrimenti, gran peccato…
Tra l’analisi psicologica e la presenza reale del pericolo, che comunque non è poi così distante, le due ore del film trascorrono velocemente. Ancora una volta a farla da padrona sono le paure post-11 settembre; questa volta l’ambientazione è l’Ohio, ma potrebbe essere qualsiasi stato degli USA, qualsiasi paesino, qualsiasi città.
Trattasi tecnicamente di un’opera di gusto indipendente anche se la sontuosità visiva delle immagini appartiene a livelli altissimi, così come la fotografia e le seppur scarne ricostruzioni. Ci sono delle scene madri, tipo quella degli uccelli che cadono dal cielo, che non fanno rimpiangere nessun grande film o regista del passato.
Questo Jeff Nichols, classe 1978, ci sa fare davvero, ma in questo caso è anche supportato da due attori eccezionali: da una parte quel Michael Shannon che è particolarmente adatto a ruoli dove la psiche del personaggio è al centro della trama. La sua è una carriera lunghissima che ha raggiunto il culmine con Revolutionary Road e il ruolo grandioso nella serie Boardwalk empire. Dall’altra parte, a fare da contraltare, l’incredibile protagonista di The Tree of Life, quella Jessica Chastain che, con la sua grazia e naturalezza, è destinata a lasciare un segno nella storia del cinema. Questi due formano una coppia perfetta, che regge da sola un film che comunque ha delle fondamenta fortissime. La piccola figlia e un altro protagonista di Boardawalk Empire, Shea Whigham, completano un ridottissimo ma perfetto cast.
Il film, già apprezzato al festival di Cannes del 2011, è una bella scoperta, anche se ad oggi non è chiarissimo il percorso che sta facendo/farà nelle sale italiane; è meglio non addentrarsi nei misteri dell’oscura distribuzione delle pellicole nel nostro Paese. Non ci stupiremmo se venisse relegato solo in alcune realtà d’Essai o cineclub (dove l’abbiamo visto noi). Se così non sarà, benissimo, altrimenti, gran peccato…