Lucio Fulci

Horror

Lucio Fulci ZOMBI 2


1979 » RECENSIONE | Horror
Con Tisa Farrow, Ian McCulloch, Richard Johnson, Al Cliver, Olga Karlatos

di Marco Genzanella
Un'imbarcazione abbandonata e trascinata dalle correnti giunge, dalle Antille (dove uno scienziato fa esperimenti misteriosi), a New York. Apparentemente vuota, la polizia si trova invece a dover fronteggiare uno zombi obeso e feroce che azzanna un poliziotto. La figlia del proprietario disperso della barca e un giornalista decidono di recarsi nelle Antille per trovare il padre. Trovano l'isola infestata dai morti viventi. Film sul tema degli zombi che fa il verso ai capolavori di Romero, con il piglio del dilettante, esibendo una trama lenta e noiosa ed effettacci spesso scadenti nel ridicolo. Cio' che pare piu' strano e' che i personaggi, trovandosi al centro di una situazione terribile, non paiono poi cosi' spaventati e sconvolti. per appassionati del genere puo' servire come film per ingrassare le proprie conoscenze e farsi qualche risata. Sinceramente e' ridicolo.
In un sito internet, Lucio Fulci viene definito il "miglior regista gore degli ultimi vent'anni". Il film del regista e' indubbio che negli anni siano stati ampiamente rivalutati (forse fin troppo!), soprattutto da quella schiera di addetti ai lavori che sostengono vivamente l'horror italiano di serie b. E' anche vero che grazie a Giacometto DeRossi, che curava gli effetti speciali, i film di Fulci sono stati dotati di ottima estetica splatter, ma un buon film horror credo (spero!) non si possa ridurre solo a questo. La capacita' di coinvolgere, di farci vivere nelle vicende, di rapirci nella storia, non c'e' stata, Fulci ha fallito, almeno con me. Veniamo alla storia del film. Un'imbarcazione misteriosa, apparentemente priva di equipaggio, giunge nel porto di New York dove viene individuata dalla guardia costiera che si mobilita per vederci chiaro. Giunti all'imbarcazione i poliziotti iniziano a perlustrarla (molto suggestivo l'interno della barca, sporca e disordinata con ronzio di mosche e strani vermi sui tasti di un piccolo pianoforte). Da una porta esce uno zombi obeso e feroce che azzanna un poliziotto con rara ferocia (notare lo scatto con cui addenta la carne dello sbirro. Questi cambi veloci di inquadratura, realizzati in sede di montaggio, conferiscono alle scene splatter una grande violenza). Questo merito, al film, bisogna concederglielo. Lo zombi poi viene meticolosamente eliminato dall'altro poliziotto. Fin qui tutto bene, anzi, il film si carica di un velo di mistero che giova, ma che non sara' in grado di mantenere successivamente. L'imbarcazione risulta di proprieta' di un uomo, la cui figlia viene chiamata dalla polizia per far luce sulla vicenda. Del padre della ragazza non si hanno notizie, ma si sa con certezza che mesi prima si era recato nelle isole delle Antille. La ragazza sconvolta, decide di partire per le isole assieme ad un giornalista e cercare suo padre. Giunti in quelle zone (la colonna sonora esibisce intanto una musica caraibica piu' adatta ad una pellicola soft-porno anni settanta che per questa), vengono scortati in barca da una coppia di giovani che fanno strane allusioni ad una delle isole dell'arcipelago: << Dicono che sia maledetta...>>. Intanto la mancanza di una buona recitazione da parte degli attori fa degenerare velocemente il film e i dialoghi, privi di contenuti, non aiutano affatto. La coppia si dedica alla fotografia subacquea e, nel tragitto, la ragazza ne approfitta per fare un'immersione. Qui Fulci decide di farci ridere (purtroppo!!), facendo intervenire sott'acqua uno squalo e uno zombi, che si fronteggiano in un duello subaqueo. Va beh... passiamo avanti, ah, addirittura lo zombi fa fuggire lo squalo!: ottima ridicolaggine, emblematica del cinema di serie b. Nel frattempo la ragazza risale a bordo dell'imbarcazione e si riparte. Il gruppo così si appresta a raggiungere l'isola agognata.