Loris G. Nese

Documentario

Loris G. Nese Una cosa vicina


2025 » RECENSIONE | Documentario | Drammatico
Con Francesco Di Leva, Mario Di Leva



10/09/2025 di Arianna Marsico
Quando il cinema guarda dentro il cinema e cura le ferite dell’anima. Questo potrebbe essere il sottotitolo di Una cosa vicina, esordio al lungometraggio del salernitano Loris G. Nese.
Presentato ad agosto durante le Giornate degli Autori della Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (sezione Notti veneziane), l’opera mescola biografia, videoclip, disegni, metacinema e documentario.  A fare da uno sfondo a un’infanzia segnata dalla morte del padre di Nese, una Salerno anni ‘90 dilaniata dalle faide tra i clan della criminalità organizzata.

Il protagonista ha per certi veri rimosso, o meglio, congelato dentro di sè, le conseguenze dei fatti, e attraverso le voci di Francesco e Mario Di Leva sembra andare alla ricerca del tempo perduto. Non ci sono madeleine. Incubi da bambino si intrecciano con la cronaca, con la vita che cerca di andare avanti.

Non prende subito, Una cosa vicina. Ma a un certo punto elementi come il dolore composto di una famiglia e la dignità della madre del protagonista prendono il cuore. La musica di Raffaele Caputo sottolinea i momenti di sgomento, di terrore, di tenerezza.

Una cosa vicina fa conoscere se stessi e la storia passata, ma non così remota di un territorio; è fine e nuovo inizio insieme.