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Joel E Ethan Coen

THE LADYKILLERS

Joel E Ethan Coen


2004 » RECENSIONE | Commedia
Con Tom Hanks, Irma Hall, Marlon Wayans, Ryan Hurst, Stephen Root, Tzi Ma

di Claudio Mariani
Tornano i Coen a breve distanza dal divertente ed intelligente Prima ti sposo poi ti rovino con una sorpresa: Ethan per la prima volta accreditato ufficialmente alla regia e non più solo alla sceneggiatura e produzione. Questa volta i fratelli più famosi di Hollywood si cimentano con un remake, l’originale, dallo stesso titolo (da noi La signora omicidi) diretto nel lontano 1955 da Mackendrick con i grandi Alec Guinness e Peter Sellers. La trama è semplicissima: Mrs. Munson affitta una camera al professor Dorr, che si spaccia per letterato e dilettante di musica sacra “barocca”, il tutto per preparare un colpo sfruttando la posizione favorevole della casa dell’anziana signora. Naturalmente le cose prendono una piega diversa e gli omicidi fioccheranno. Una trama classica, che ci rimanda a moltissime storie viste e riviste, un film per esempio parente dell’americano Cose molto cattive, ma anche delle scalcinate commedie con le bande di delinquenti in primo piano, dal nostrano e mai dimenticato I soliti ignoti, all’alleniano Criminali da strapazzo. L’impressione che dà questa pellicola è quella di essere un film d’altri tempi, con situazioni comiche appartenenti al passato, con quel gusto macabro nell’affrontare la morte, con quelle incongruenze di trama palesi, con quei suoi tempi comici inattuali e quel grottesco così...inglese. Appurato che questa è l’impressione che lascia il film, non ci si può che compiacere dal fatto che questo era l’intento dei Coen: (ri)fare un film di 50 anni fa, come se lo si fosse fatto, appunto, 50 anni fa, niente di più, niente di meno. Preso in questa maniera The ladykillers diventa spassoso, si ride, e molto, e le ambientazioni (la storia è spostata sul Missisipi) sono molto belle come belle sono le riprese e come coinvolgenti sono le musiche, quasi un film sul gospel, dall’inizio alla fine. In tutto questo calderone i Coen riescono a metterci delle chicche vere e proprie, come il quadro che cambia espressione quasi ad accompagnare ogni atteggiamento dei protagonisti, il ruolo del gatto assolutamente non secondario, la morale-immorale sempre presente e, soprattutto, delle caratterizzazioni dei personaggi trascinanti. Da un Tom Hanks diabolicamente esilarante, ai componenti della banda che raccolgono in loro tutti gli stereotipi della multirazzialità americana, primo fra tutti il giovane di colore McSam interpretato da Wayans, con le sue espressioni devastanti degne del migliore Arsenio Hall, a, soprattutto, una fantastica protagonista, l’anziana donna di colore interpretata da una splendida Irma Hall, che riesce a prendere a schiaffi i criminali in nome del suo moralismo e della sua fede nella chiesa e nel gospel, un’interpretazione da parte di un’attrice che è impossibile non amare. Alla fine è un film piacevole, che scorre via come le chiatte che trasportano i rifiuti sul fiume Missisipi e che avranno un ruolo importante nell’economia del film. Si finisce a suon di gospel con la voglia di cantare chiedendosi anche se la verve comica dei Coen prima o poi si esaurirà e se torneranno a fare noir come L’uomo che non c’era, noi voteremmo, sinceramente per un’alternanza studiata; come hai tempi del film con Billy Bob Thornton scommisi con i lettori (vincendo) su un ritorno alla commedia più sfrenata, adesso scommetto che il prossimo lavoro dei Coen sarà il film più cupo della loro carriera...