Jeanne-pierre Jeunet UNA LUNGA DOMENICA DI PASSIONI
2004 » RECENSIONE | drammatico
Con Audrey Tautou, Gaspard Ulliel, Jean-Pierre Becker, Dominique Bettenfeld, Julie Depardieu
di Andrea Battantier
Dal romanzo di Sebastien Japrisot l'ultimo film di Jeunet, con l’ombra di Amélie ad aggirarsi (pur in un ruolo più doloroso) in questo strano ed accattivante noir di guerra. 1917, cinque uomini sul fronte della Somme si feriscono per tornare a casa, finendo invece davanti alla corte marziale e poi sbattuti tra le trincee, nel cosiddetto ultimo combattimento del codardo. Matilde (Audrey Tautou in un’interpretazione intensa), non ricevendo più notizie dal fidanzato Manech (un appena onesto Gaspard Ulliel), partirà alla sua ricerca. Sognatrice, inventrice di ingenue superstizioni tutte personali (Amélie giocava coi proverbi), va alla ricerca ossessiva di indizi disseminati come una caccia al tesoro scritta però con troppi foglietti. Atmosfere affascinanti e terribilmente realistiche, dettagli curati maniacalmente, un uso accorto del digitale (che rende tra l'altro una grande Parigi, merito anche della splendida fotografia di Bruno Delbonnel), funzionale alla realizzazione di tante idee fantastiche ed originali (piuttosto, solo a tratti convincono le musiche già sentite di Angelo Badalamenti) idee che tuttavia solo parzialmente contribuiscono alla costruzione e all'evoluzione di una storia, invero piuttosto sfilacciata e pesante da seguire. Ad un certo punto, infatti, si perde la strada e ci si affida al regista, con la stizza però di chi il film avrebbe voluto percorrerlo da solo. E alla fine, quando l'equilibrio narrativo è compromesso da troppi nomi, troppe facce, troppe sottostorie, perdi interesse a sapere se Manech sia vivo o morto. Ma se l’attenzione a tratti si placa, non si dorme mai come in certi film italiani (non so, vogliamo parlare di “Occhi di cristallo” di Puglielli o preferite “Te lo leggo negli occhi” della Santella? Sempre in attesa dei prossimi Calopresti e Piccioni, naturalmente).