Harley Cokoss

fantascienza

Harley Cokoss BATTLETRUCK


1982 » RECENSIONE | fantascienza
Con Michael Beck, Annie Mc Enroe, James Wain Wright

di Marco Genzanella
Era veramente difficile negli anni ottanta fare film ambientati in un futuro decadente senza dover fare i conti con una pellicola come Interceptor 2 di Miller, film che segnò un punto di non ritorno per un certo genere catastrofico fantascientifico. Miller con i suoi primi due film seppe realmente cambiare la fantasia collettiva e chi pensava ad un futuro apocalittico, cinematograficamente, ma non solo, pensava a Interceptor. Nei primi anni ottanta il film post-atomico fù una vera mania che in Italia diede il via ad un vero e proprio mini filone di notevole interesse. Cokoss nella realizzazione della sua pellicola inserisce diverse caratteristiche milleriane, anche se i risvolti della sceneggiatura colpiscono per la loro originalità anche i più accaniti estimatori di Interceptor.
Battletruck fù un film concepito con un grande impegno sui particolari. La fotografia si potrebbe definire addirittura impeccabile soprattutto a contatto con il testo filmico. Le immagini nitide e fredde, spesso vengono messe al servizio di enormi carrellate che descrivono panoramiche meravigliose nelle apocalittiche distese desertiche di questo mondo sconvolto dalle esplosioni atomiche. Il regista crea anche un’ottima sceneggiatura, pregna di riferimenti dal modello milleriano ma sempre con una buona dose di originalità.
Se i luoghi di Interceptor 2 erano i desolatissimi deserti australiani privi di vita, Cokoss insiste sulla povertà degli spazi arrivando ad ambientare il suo film in una grigiastra landa desolata dove vecchie carcasse di macchine fuoriescono dal terreno e le poche piante sono carbonizzate dalle esplosioni atomiche. Il regista calca più il piede sulla desertificazione rispetto al collega australiano e diversamente dal suo modello elimina la componente barbarica dei guerrieri post-atomici.
Infatti i “cattivi” in Battletruck sono soldati asserragliati in un iper tecnologico autotrenoche si configura come una delle macchine più diaboliche del cinema di fantascienza.
La storia narra le vicende di un solitario guerriero( Michael Beck) che aiutato da una giovane donna cerca di distruggere una macchina infernale, che con il suo esercito guidato da un violentissimo generale, stà tentando di instaurare una dittatura disseminando morte e violenza fra le comunità sopravvissute al disastro atomico.
Vincitore al festival di fantascienza di Avoriez del’82, il film fù un modello di chiara ispirazione per Anno 2020 i gladiatori del futuro di Aristide Massaccesi che realizzò la sua pellicola nel’85.