Gianni Zanasi

Commedia

Gianni Zanasi La felicità è un sistema complesso


2015 » RECENSIONE | Commedia | Drammatico
Con Valerio Mastandrea, Hadas Yaron, Giuseppe Battiston, Filippo De Carli, Camilla Martini



14/06/2026 di Roberto Codini
Il tagliatore di teste preventivo: la missione impossibile di Valerio Mastandrea
“Il problema dell’Italia è la classe dirigente”. Sono cavallette che bisogna stroncare sul nascere, impedendo che diventino dirigenti.
La felicità è un sistema complesso, di Gianni Zanasi, è del 2015, ma bisogna rivalutarlo, perchè è profetico, e oggi più che mai si rivela attuale.
Il film comincia sulle note di Ça plane pour moi di Plastic Bertrand e ci regala una colonna sonora davvero notevole, con brani come In a manner of speaking di Nouvelle Vague.

Valerio Mastandrea è Enrico Giusti, un tagliatore di teste, il cui lavoro consiste
principalmente nel convincere dirigenti incompetenti ad andarsene prima che
questi mandino in rovina le loro aziende. Una mattina però accade qualcosa che
cambierà il corso degli eventi: in un incidente d’auto muoiono due imprenditori lasciando orfani i due figli, Filippo di 18 anni e Camilla di 13, che diventano soci di maggioranza dell’impresa dei genitori. Enrico ha il compito di portare i due ragazzi a
rinunciare all’incarico, cercando anche di far loro cedere le quote; il compito però si rivela più difficile del previsto. Inoltre, un giorno l’uomo si ritrova una ragazza israeliana, ex del fratello, nel suo appartamento. La sua esistenza così lineare inizia a prendere delle strade impreviste.

Il film di Zanasi è un’opera assolutamente geniale, con una rappresentazione lucida
del capitalismo, che fa sì che, nelle riunioni aziendali, i personaggi appaiano come pedine in attesa di essere manovrate, anche se è solo un’illusione; è da rivedere e recuperare, con un Mastandrea magistrale, che già si rivelava uno dei migliori attori italiani, la versione romana di George Clooney, ora anche regista.

La felicità è sicuramente un sistema complesso, e questo film riesce a raccontare
la sua ricerca e forse il suo raggiungimento, come avevano fatto Muccino e Virzì,
ma qui con risultati davvero sorprendenti. Oggi più che mai, uno dei problemi dell’Italia è la classe dirigente, per cui la dissuasione resta l’unico modo per assicurare, ai futuri dirigenti e a noi, un futuro forse complesso, ma sicuramente più felice.