Gabriele Salvatores Il ragazzo invisibile
2014 » RECENSIONE | Drammatico | Fantascienza
Con Ludovico Girardello, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Noa Zatta, Christo Jivkov, Ksenia Rappoport
07/01/2015 di Eliana Barlocco
Michele è un ragazzino come tanti e come nessuno. Insicuro, timido, alla ricerca della propria personalitàe della propria via per imparare a confrontare e definire il proprio essere rapportandosi al mondo che lo circonda. Da un lato i suoi coetanei di cui spesso èvittima, dall’altro gli adulti - individui instabili, iper protettivi, esigenti, cupi.
Un giorno il suo essere invisibile agli altri diviene uno stato reale. Michele si sveglia e non si vede più. Da questo momento la sua vita inevitabilmente cambia. Si ritrova catapultato in una storia fantastica abitata da spie, uomini assetati di potere, scienziati pazzi che si esercitano tra cavie umane geneticamente modificate. Insomma, si direbbe all’apparenza un bel intreccio fantascientifico.
In tutto questo turbinare di eventi, nitide si stagliano le personalitàe le figure dei ragazzini protagonisti, insieme all’eroe Michele, dell’avventura di crescere.
Troviamo il bullo manesco, il ragazzino incattivito dalla presenza di un genitore troppo esigente, il secchione, la ragazza da conquistare.
La pellicola è girata interamente a Trieste, che nel corso della storia presta i suoi mille volti. Da città elegante con i suoi edifici, alla tranquillità e all’irruenza del suo mare, fino a trasfigurarsi in una Gotham italiana dei nostri giorni.
Bellissima la sequenza della passeggiata di Michele nudo mentre si incammina sulla scalinata che porta a scuola. In quell'istante decide volontariamente di accogliere la propria invisibilità, si spoglia della propria armatura (i vestiti) e nudo decide di affrontare il mondo. Una sorta di passaggio verso il cammino che lo porteràall’etàadulta.
Un film che narra la battaglia per e della vita. Vi sono i buoni, i cattivi, la sofferenza, il riscatto, l’amore incondizionato in ogni forma e in ogni grado di intensità, la diversità.
Convincenti i protagonisti, soprattutto il giovane attore tredicenne Ludovico Girardello (al suo debutto), Ksenia Rappoport (bravissima come sempre) e Fabrizio Bentivoglio (una conferma).
Attenzione, non bisogna assistere al film cercando le stesse sensazioni che si hanno nella visione di un classico film d’oltreoceano sui supereroi. Non bisogna aspettarsi effetti speciali spettacolari. L’approccio èinevitabilmente introspettivo.
Certo, non è da film sui supereroi, però uscire indenni dall’adolescenza - per chi non dovesse ricordarlo - è già da Eroi.
Un giorno il suo essere invisibile agli altri diviene uno stato reale. Michele si sveglia e non si vede più. Da questo momento la sua vita inevitabilmente cambia. Si ritrova catapultato in una storia fantastica abitata da spie, uomini assetati di potere, scienziati pazzi che si esercitano tra cavie umane geneticamente modificate. Insomma, si direbbe all’apparenza un bel intreccio fantascientifico.
In tutto questo turbinare di eventi, nitide si stagliano le personalitàe le figure dei ragazzini protagonisti, insieme all’eroe Michele, dell’avventura di crescere.
Troviamo il bullo manesco, il ragazzino incattivito dalla presenza di un genitore troppo esigente, il secchione, la ragazza da conquistare.
La pellicola è girata interamente a Trieste, che nel corso della storia presta i suoi mille volti. Da città elegante con i suoi edifici, alla tranquillità e all’irruenza del suo mare, fino a trasfigurarsi in una Gotham italiana dei nostri giorni.
Bellissima la sequenza della passeggiata di Michele nudo mentre si incammina sulla scalinata che porta a scuola. In quell'istante decide volontariamente di accogliere la propria invisibilità, si spoglia della propria armatura (i vestiti) e nudo decide di affrontare il mondo. Una sorta di passaggio verso il cammino che lo porteràall’etàadulta.
Un film che narra la battaglia per e della vita. Vi sono i buoni, i cattivi, la sofferenza, il riscatto, l’amore incondizionato in ogni forma e in ogni grado di intensità, la diversità.
Convincenti i protagonisti, soprattutto il giovane attore tredicenne Ludovico Girardello (al suo debutto), Ksenia Rappoport (bravissima come sempre) e Fabrizio Bentivoglio (una conferma).
Attenzione, non bisogna assistere al film cercando le stesse sensazioni che si hanno nella visione di un classico film d’oltreoceano sui supereroi. Non bisogna aspettarsi effetti speciali spettacolari. L’approccio èinevitabilmente introspettivo.
Certo, non è da film sui supereroi, però uscire indenni dall’adolescenza - per chi non dovesse ricordarlo - è già da Eroi.