Francis Ford Coppola

Drammatico

Francis Ford Coppola UN'ALTRA GIOVINEZZA


2007 » RECENSIONE | Drammatico
Con Tim Roth, Alexandra Maria Lara, Marcel Iures, Bruno Ganz, Zoltan Butuc, Mirela Oprisor, Adrian Pintea, Dan Sandulescu

di Claudio Mariani
Che fatica, che difficoltà iniziare una recensione di un film così particolare, così ricco di spunti che quasi non ti vengono le parole…un film che non ti aspetteresti da Coppola, meditato e coltivato per anni, in un decennio che l’ha visto più che altro produttore, viticoltore, e durante il quale è nata e ha brillato la nuova stella del cinema americano, quella sua figlia, Sofia, che sembra averlo spodestato. E invece lui non torna con un film spettacolare e imponente, con cui avrebbe tranquillamente conquistato il pubblico, no, torna con un film ostico, criptico, pieno di significati più o meno reconditi, con tanta filosofia, simbolismo e sentimento. Quella raccontata nel film, è la storia di un vecchio docente di linguistica, depresso e sull’orlo del suicidio, ancora fermo al ricordo di un amore svanito e terminato con la morte di lei, che viene colpito da un fulmine e miracolosamente ringiovanito. Siamo in Romania nel 1938, e il suo caso, oltre ad interessare tutta la scienza medica, attira le attenzioni anche dei nazisti. Questa è in sintesi ciò che accade nella prima lineare parte del film, poi c’è la svolta, con la “nuova vita” che prende i contorni del mistero, con un nuovo amore che ricorda e rispecchia quello del passato, con un viaggio a ritroso della persona amata nella proto-lingua tanto teorizzata da lui, e con un terribile e irrimediabile destino che si profila all’orizzonte. Il soggetto del film è tratto dal romanzo del filosofo e storico delle religioni Mircea Elide, e da esso mutua tutto il discorso metafisico, della ricerca dei simboli e della relazione tra il linguaggio e il tempo. Ancora una volta Tim Roth fa da mattatore, diventando il film stesso, caratteristica tipica dell’attore, uno dei pochi a saper dare la “svolta” a una storia cinematografica; perfetto nella parte del vecchio, del malato e del ringiovanito. Accanto a lui meritano menzione il grande Bruno Ganz e la rivelazione rumena Alexandra Maria Laura, perfetti nelle loro parti. Alla fine si potrebbe scrivere moltissimo su questo film, spendere righe e righe sui significati e sui simbolismi, ma l’impressione è quella di rischiare di calpestare l’incalpestabile e di smorzare gli slanci di fantasia che la storia riesce a regalarci. Comunque rimane una pellicola importante per coraggio e spessore, ma che verrà vista poco e che magari non otterrà mai una piena valutazione, e che avrà sempre la caratteristica di essere un film più facile da ricordare, da rimuginare, pensare e ripensare che da godere durante la visione…