Enrico Caria

Commedia

Enrico Caria L’era legale ovvero l’incredibile ascesa di Nicolino Amore a sindaco di Napoli


2011 » RECENSIONE | Commedia | Fantastico | mockumentary
Con Patrizio Crispo, Cristina Donadio, Pietro De Silva

23/01/2012 di Arianna Marsico
L’era legale è un mockumentary  che ha il sapore del sogno realizzato. Siamo a Napoli nel 2020. Ma ora in città regna un ordine da far invidia alla Svizzera. Raccolta differenziata, criminalità piccola e grande praticamente azzerata, senso civico dei napoletani alle stelle. Come è stato possibile? Tutto inizia con l’ascesa in politica di Nicolino Amore (Patrizio Crispo), donchisciottesco personaggio nato nei Quartieri Spagnoli. Inizia allora un vero e proprio documentario teso tra passato presente e futuro, che riporta alla luce le umili origini e il passato da galeotto del primo cittadino e ricostruisce, con illustri contributi (Bill Emmott, Giancarlo De Cataldo, Pietro Grasso e Vincenzo Macrì), il contesto di rapporti tra malavita e droga che ostacola gli esordi di Amore nel 2008. Ed è grazie quest’uomo bislacco ed ingenuo che l’utopia prende corpo.

Detta così potrebbe sembrare una storia melensa e fuori dal tempo. Invece le interviste e gli interventi ricreati ad arte che raccolgono le impressioni dei cittadini iniettano una veracità che rende il tutto esilarante e paradossale. Per non parlare della bravura dei protagonisti. Da Patrizio Crispo, perfetto nell’incarnare un Candido partenopeo,  a Pietro De Silva nei panni di Tony Lenza, scapestrato detective provato che aiuterà il neosindaco. Una nota a parte merita la dolente interpretazione di Cristina Donadio nei panni di Irma Duarte, potente moglie di un narcotrafficante a cui la morte del figlio, proprio per overdose, suggerirà come  aiutare il nostro nella sfida di togliere alla Camorra il controllo della droga e delle sorti di Napoli.

E questa  miscela di contributi ora comici, ora tragici, fa de L’era legale un film corale e carico di non utopica speranza. Da far vedere alle scuole per dimostrare che la ricchezza di contenuti in un film non è sinonimo di noia.

 E pur nei suoi paradossi, potrebbe suggerire non pochi spunti a tanti primi cittadini, da Luigi De Magistris in poi , su come davvero contrastare il crimine, e non solo con magniloquenti proclami. Su come  con la Camorra si possa non convivere.

“Lo so che verrà un giorno in cui saremo un po' di più perché ci credo” (Rein Sul tetto)