Dino Risi

IL GIOVEDì

Dino Risi


1964 » RECENSIONE | Commedia
Con Walter Chiari, Michele Mercier, Roberto Ciccolini, Umberto D'Orsi

di Salvatore Molignano
Esistono film che piombano inesorabilmante nel dimenticatoio. Film che alla loro uscita non destano che un flebile ricordo che poco dura, ma che a ben guardare, dopo molti anni, è possibile rivalutare serenamente e coglierne il senso nonchè l' attualità. E' il caso di questo azzeccato e grazioso film di Dino Risi del 1964, che ci spiega come due mondi contrapposti, quello di un padre fallito (Dino Versini), separato dalla moglie e che si finge ciò che non è, un uomo ricco e di successo, e quello del figlio Robertino, un obbediente e rigoroso bambino che la madre fa crescere in un collegio tedesco. L'avvocato che cura la separazione legale della coppia, decreta il Giovedì quale (unico) giorno in cui Dino può vedere il figlio. Dino è uno spiantato, vive alle spalle della nuova compagna che lo mantiene e ne sopporta la vacuità, nonchè la mancanza totale di voglia di lavorare. La mattina di giovedi la ragazza lascia allo spiantato ventimila lire per poter fronteggiare le spese del padre col piccolo, che tra l'altro non vede da molto tempo. Infatti, Dino in collegio scambierà un bimbo americano per suo figlio. Durante la lunga giornata passata in cadillac affittata da Dino per fare bella figura, i due si divertono, vanno alle giostre, al mare e per la campagna, mentre Dino ostenta amicizie inventate ed episodi di guerra mai avvenuti. Purtroppo per lui Robertino è un bambino intelligente e sensibile, che capisce la patetica e goffa messinscena del padre ma lo asseconda comunque. Verso fine giornata, Dino porta Robertino a visitare la nonna dopodichè si recano in RAI (dove si vedono tra l' altro le gemelle Kessler), e un industriale che ha ricevuto una vecchia fregatura, umilia colà pesantemente Dino sotto gli occhi di Robertino. La giornata finisce proprio quando tra loro si ristabilisce un rapporto di fiducia reciproca e affetto. La scena finale è emblematica: nel collegio dove i due sono giunti in ritardo, Dino deve salutare Robertino. Il bambino si getta verso il padre e lo abbraccia e bacia affettuosamente, sotto gli occhi stizziti di sua madre e della direttrice tedesca. E' una scena di enorme intensità emotiva, anche per la sua durata, e che rappresenta la sintesi del rapporto tra questo padre e un figlio così diverso da lui, ma che in fondo sono molto più vicini delle apparenze. Fuori dalle performance comiche a tutto tondo, concentrato nel rendere l'immagine di un mitomane fallito, parassita e mantenuto, Walter Chiari interpreta impeccabilmente un ruolo così importante. Cio fa piacere e dispiace al tempo stesso. Resta forse la migliore prova di Chiari in una parte non facile, nel misconosciuto piccolo capolavoro della commedia all'italiana, "Il Giovedi". Dino Risi nel 1964 ebbe a dire del suo film che l'insuccesso nelle sale era dovuto proprio alla faccia poco cinematografica dell'attore veronese, con una faccia che a teatro rende, ma che al cinema non passa. Il che è probabilmante vero, senonchè a guardare il film oggi, dopo quarant'anni, ci rendiamo conto tuttavia di quante occasioni Walter Chiari ha perduto (un pò per colpa sua un pò per colpe altrui) per lasciare un segno molto più netto nel cinema italiano, anche nel genere drammatico. Va detto, per concludere, che Tognazzi avrebbe voluto interpretare il protagonista del film, giungendo in seguito ad affermare che con lui al posto di Chiari, Il Giovedi' avrebbe goduto di ben altra accoglienza. Probabile. (scritto nel luglio 2005)