Denis Brotto Estra In Corpus Christi
2026 » RECENSIONE | Documentario | Storico
Con Estra, Giulio Casale





08/04/2026 di Laura Bianchi
Nel 2024, uscì Gli Anni Venti, ultimo lavoro degli Estra, il primo in studio dopo un periodo di oltre vent’anni di lontananza dalle scene, e Gianluca Crugnola concluse così la recensione: "Aggressivi, muscolari, gli Estra irrompono nel piattume odierno, ridando fiato al rock italiano troppo spesso trascurato o sottovalutato." Si potrebbero usare le stesse parole, dopo aver visto Estra In Corpus Christi, diretto da Denis Brotto, il film concerto che racconta da vicino gruppo guidato da Giulio Casale durante la conclusione della tournée dell'estate 2025, in particolare nel live tenutosi a Treviso, nella loro città ("I'm at home tonight! This is my hometown!", esclama a un certo punto Casale), lo scorso 17 luglio. Giulio «Estremo» Casale alla voce, Alberto «Abe» Salvadori alla chitarra, Nicola «Accio» Ghedin alla batteria e Eddy Bassan al basso, si offrono al pubblico senza infingimenti, armati solo della loro musica e dell'energia che sprigiona dagli strumenti e dalla voce di un Casale magnetico. Vestito di bianco, a piedi nudi, sigaretta tra le dita, irrompe sul palco cantando il mantra di Risveglio, che ben descrive gli Anni Venti del Duemila, così sinistramente simili a quelli del Novecento: "Once again the lights have changed", ripete, mentre la folla batte le mani e non stacca gli occhi da quel corpo magro, ma potente.
Ma il film non è solo imperniato sul concerto, bensì raccoglie immagini in bianco e nero di Casale, mentre la sua voice off propone riflessioni sulla musica, sul comporre canzoni, sulla sua idea di arte e di società, e verrebbe voglia di fermare la pellicola, per catturarne il senso, per rifletterci ancora e ancora; del resto, i suoi studi di filosofia teoretica si sentono, nella ricerca del senso, nell'esattezza lessicale e nel costante mettersi - e metterci - in discussione. La sua esperienza come scrittore emerge netta da queste sequenze, come dalle immagini sul palco scaturisce quella come performer teatrale, abituato a controllare la scena, ora incitando il pubblico, ora dirigendone umori e sensazioni, e la cinepresa di Brotto è attenta a cogliere tutte le sfumature di quanto non solo la voce, ma anche il corpo offrono durante la performance. Il montaggio esalta anche l'interazione tra il leader e gli altri componenti il gruppo, come nel caso di Puoi Distruggere, in cui i versi recitati si alternano a quelli cantati e le chitarre di Salvadori e di Casale si intrecciano con la sezione ritmica.
Splendida è anche la sequenza in cui vengono accostate molte foto, anche di Marco Olivotto, sempre in bianco e nero: ritratti di tutto il gruppo, in un ambiente industriale, oppure quando erano giovanissimi, o come quelle che presentano l'Agnus Dei di Francisco de Zurbaràn, o il cantautore che compone alla luce di tre ceri, figura paracristologica, che motiva anche il titolo del film: senza nessuna velleità sacrilega, l'uomo che vive la propria passione, consumandosi per un dono artistico da decenni, guarda allo specchio il se stesso cinquantacinquenne, che pensa che "alla fine si rimane, per consolare gli altri, se stessi", o si protende, sudato, verso il pubblico, in uno stage diving simile a quello che celebra il carisma di Nick Cave, eppure diverso, più sofferto. E la musica degli Estra rimane intatta, anche nel passo dei tempi: Miele, ad esempio, conserva la sua forza dirompente a distanza di quasi trent'anni, Veleno che resta (2014) sembra scritta oggi, ma anche i brani tratti dal disco del 2024, come Monumenti Immaginari, sono coerenti con tutto il percorso di una band ancor oggi all'avanguardia.
Prodotto da Luisa Tortolina e da Federico Massa, il film sarà distribuito in Veneto in un tour nelle sale. Si parte il 9 aprile al Cinema Lux di Padova, si prosegue il 13 aprile al Cinema Italia Eden di Montebelluna (Treviso), il 15 aprile al Cinema Manzoni di Paese (Treviso), il 17 aprile al Cinema Teatro Duomo di Rovigo, il 21 aprile al Cinema Edera di Treviso con calendario in aggiornamento. Le proiezioni saranno di volta in volta accompagnate da Giulio Casale con il regista Denis Brotto. Un'occasione da non perdere, che speriamo sia proposta anche fuori dal Veneto.
Ma il film non è solo imperniato sul concerto, bensì raccoglie immagini in bianco e nero di Casale, mentre la sua voice off propone riflessioni sulla musica, sul comporre canzoni, sulla sua idea di arte e di società, e verrebbe voglia di fermare la pellicola, per catturarne il senso, per rifletterci ancora e ancora; del resto, i suoi studi di filosofia teoretica si sentono, nella ricerca del senso, nell'esattezza lessicale e nel costante mettersi - e metterci - in discussione. La sua esperienza come scrittore emerge netta da queste sequenze, come dalle immagini sul palco scaturisce quella come performer teatrale, abituato a controllare la scena, ora incitando il pubblico, ora dirigendone umori e sensazioni, e la cinepresa di Brotto è attenta a cogliere tutte le sfumature di quanto non solo la voce, ma anche il corpo offrono durante la performance. Il montaggio esalta anche l'interazione tra il leader e gli altri componenti il gruppo, come nel caso di Puoi Distruggere, in cui i versi recitati si alternano a quelli cantati e le chitarre di Salvadori e di Casale si intrecciano con la sezione ritmica.
Splendida è anche la sequenza in cui vengono accostate molte foto, anche di Marco Olivotto, sempre in bianco e nero: ritratti di tutto il gruppo, in un ambiente industriale, oppure quando erano giovanissimi, o come quelle che presentano l'Agnus Dei di Francisco de Zurbaràn, o il cantautore che compone alla luce di tre ceri, figura paracristologica, che motiva anche il titolo del film: senza nessuna velleità sacrilega, l'uomo che vive la propria passione, consumandosi per un dono artistico da decenni, guarda allo specchio il se stesso cinquantacinquenne, che pensa che "alla fine si rimane, per consolare gli altri, se stessi", o si protende, sudato, verso il pubblico, in uno stage diving simile a quello che celebra il carisma di Nick Cave, eppure diverso, più sofferto. E la musica degli Estra rimane intatta, anche nel passo dei tempi: Miele, ad esempio, conserva la sua forza dirompente a distanza di quasi trent'anni, Veleno che resta (2014) sembra scritta oggi, ma anche i brani tratti dal disco del 2024, come Monumenti Immaginari, sono coerenti con tutto il percorso di una band ancor oggi all'avanguardia.
Prodotto da Luisa Tortolina e da Federico Massa, il film sarà distribuito in Veneto in un tour nelle sale. Si parte il 9 aprile al Cinema Lux di Padova, si prosegue il 13 aprile al Cinema Italia Eden di Montebelluna (Treviso), il 15 aprile al Cinema Manzoni di Paese (Treviso), il 17 aprile al Cinema Teatro Duomo di Rovigo, il 21 aprile al Cinema Edera di Treviso con calendario in aggiornamento. Le proiezioni saranno di volta in volta accompagnate da Giulio Casale con il regista Denis Brotto. Un'occasione da non perdere, che speriamo sia proposta anche fuori dal Veneto.