Christopher Mcquarrie

Azione

Christopher Mcquarrie Mission impossible - The final reckoning


2025 » RECENSIONE | Azione | Avventura
Con Tom Cruise, Hayley Atwell, Ving Rhames, Simon Pegg, Vanessa Kirby



27/05/2025 di Roberto Codini
Personal Jesus: l’ultimo miracolo dell’agente Tom

Personal Jesus dei Depeche Mode potrebbe essere a pieno titolo la colonna sonora di questo ennesimo capitolo di Mission impossible - The final reckoning.
La missione, più che impossibile, è incredibile. Incredibile è ancora una volta lui, Tom Cruise, sempre giovane, sempre uguale, senza controfigure e che ormai ambisce ad essere non il Superuomo di nietzschiana memoria, ma qualcosa di più.
Non si può negare che l'attore, piaccia o no, è uno degli indiscussi protagonisti del cinema degli ultimi decenni. Da Top gun fino a Eyes Wide Shut, passando attraverso Collateral, Cruise si è reso protagonista di film d’azione ma, non solo, e nonostante io non abbia apprezzato la retorica di Top gun, può senza dubbio essere considerato un bravo attore. Ma questa è un'aggravante. La saga di Mission impossible nasce nel 1996 (e nel film c’è una dedica che scoprirete), ma i capitoli sono tanti, forse troppi, tanto che in questo ultimo (per ora) capitolo vengono passati tutti in rassegna.
Dopo le corse folli in una Roma deserta solo al cinema, ritroviamo l’agente, più vivo e vivace che mai, impegnato contro un nemico invisibile e proprio per questo pericoloso: l”Entità”, una via di mezzo tra il Lato Oscuro di Star Wars e il Tesseract degli Avengers (è di colore blu), che non può che essere l’Intelligenza Artificiale. Questa però è l’unica cosa buona del film. Ottima l’idea, non originale, ma attuale, eppure la resa non convince.
Il film dura troppo (quasi tre ore) ed è costato troppo. I virtuosismi dell’agente Cruise alle prese con aerei, sottomarini e capriole superomistiche senza controfigura alla fine annoiano e questo agente che aspira al divino (il villain si chiama Gabriel, come l’Arcangelo Gabriele) in realtà non è interessato alle sorti del mondo, ma solo alla sua eterna riproposizione. Grace, la sua bella, viene in secondo piano. Non c’è tempo per l’amore. C’è la missione. Ma, a differenza dei Blues Brothers, che erano in missione per conto di Dio, l’agente Tom è in missione per conto di Cruise. C’è azione, c’è divertimento, da’accordo, ma la trama è sempre la stessa e il nemico è ancora meno convincente.
Negli anni ’70 quel genio di Kubrick aveva raccontato l’intelligenza artificiale attraverso Hal 9000, il computer che prese il comando, mandando l’astronave a schiantarsi. Ma con l’agente Cruise per l’Entità non c’è niente da fare, come avevamo sospettato.

Provaci ancora Tom, ma, parafrasando quello che Dino Risi disse riferito a Nanni Moretti: Tom, spostati e facci vedere il film.