Arnaud Desplechin Deux pianos
2025 » RECENSIONE | Drammatico | SPECIALE FESTIVAL DEL CINEMA DI ROMA
Con Charlotte Rampling, François Civil, Nadia Tereszkiewicz, Hippolyte Girardot





26/10/2025 di Arianna Marsico
Deux pianos. Due pianoforti, e potremmo dire quasi due film diversi, di Arnaud Desplechin, presentato alla Festa del cinema, racconta il ritorno a Lione del pianista Mathias Vogler (François Civil), richiamato per un concerto dalla sua maestra storica e mentore Elena (Charlotte Rampling), ormai prossima al ritiro. In modo totalmente fortuito incontrerà il suo passato (e mai sopito) grande amore Claude (Nadia Tereszkiewicz) e un bambino decisamente somigliante a lui alla stessa età.
Il film tiene fino a che Charlotte Rampling rimane sulla scena. Alla soglia degli ottant'anni, l’attrice riempie la scena con sguardo e gesti impalpabili, e il suo personaggio, libero e allo stesso tempo spaventato dalla malattia, è vivo e vibrante, illuminando anche quello di Mathias. Ma nella seconda parte, dopo il ritiro dalle scene della pianista, il riavvicinamento tra i due ex amanti avviene a colpi di trovate inverosimili (la scena di sesso nell' androne del palazzo e l'incontro in albergo ad esempio), che finiscono per far perdere poesia. Il personaggio di Claude in particolare, così volubile, risulta poco credibile sia nella parte della neo- vedova, sia in quella dell'amante ritrovata.
Oltre alla già citata Charlotte Rampling si salvano Valentin Picard (che interpreta il piccolo Simon) e Hippolyte Girardot (nei panni del manager di Mathias, Max).
Insomma, un film riuscito a metà, un’occasione persa, come se uno dei due pianoforti all' improvviso si fosse scordato.
Il film tiene fino a che Charlotte Rampling rimane sulla scena. Alla soglia degli ottant'anni, l’attrice riempie la scena con sguardo e gesti impalpabili, e il suo personaggio, libero e allo stesso tempo spaventato dalla malattia, è vivo e vibrante, illuminando anche quello di Mathias. Ma nella seconda parte, dopo il ritiro dalle scene della pianista, il riavvicinamento tra i due ex amanti avviene a colpi di trovate inverosimili (la scena di sesso nell' androne del palazzo e l'incontro in albergo ad esempio), che finiscono per far perdere poesia. Il personaggio di Claude in particolare, così volubile, risulta poco credibile sia nella parte della neo- vedova, sia in quella dell'amante ritrovata.
Oltre alla già citata Charlotte Rampling si salvano Valentin Picard (che interpreta il piccolo Simon) e Hippolyte Girardot (nei panni del manager di Mathias, Max).
Insomma, un film riuscito a metà, un’occasione persa, come se uno dei due pianoforti all' improvviso si fosse scordato.