Alessandro Tonda

Drammatico

Alessandro Tonda Il Nibbio


2025 » RECENSIONE | Drammatico | Storico
Con Claudio Santamaria, Sonia Bergamasco, Anna Ferzetti



10/03/2025 di Arianna Marsico
Quanti ricordi. Il Nibbio di Alessandro Tonda, sulla storia del sequestro nel 2005 della giornalista de Il Manifesto Giuliana Sgrena, ha riportato in superficie ricordi che si erano solo nascosti. Impossibile dimenticare il mese di apprensione per le sorti dell'ostaggio, la sinergia che si era creata tra parti assolutamente distanti tra loro (un giornale militante come il Manifesto, un esponente dei servizi segreti come Nicola Calipari e un governo guidato da Silvio Berlusconi) e la gioia della liberazione, subito annientata dal dolore per la morte di Calipari. Ricordo ancora la vignetta di Vauro su Il Manifesto con una colomba con le ali macchiate di sangue.
 
Il film risulta estremamente rispettoso delle parti coinvolte, in primis la famiglia della vittima, toccante e misurata è l'interpretazione di Rosa Maria Villecco Calipari da parte di Anna Ferzetti. E risulta estremamente potente appunto attraverso i suoi attori, oltre alla già citata Ferzetti. Con il corpo di Sonia Bergamasco che si contorce per il terrore e il suo viso che si fa sempre più pallido e smunto e ci fa soffrire con Giuliana Sgrena. Con lo sguardo di Claudio Santamaria che trasmette quel senso di giustizia che guidava le azioni di Calipari come uomo, prima che dirigente, anche in un contesto scivoloso come quello del SISMI.
 
Risale prepotente quel senso di ingiustizia, perché nessuno ha pagato quel tragico errore. Perché Calipari era una "persona per bene" come dice il direttore de Il Manifesto Gabriele Poli (Sergio Romano), tra le lacrime, quando deve annunciare alla redazione in festa che il funzionario che aveva restituito la libertà alla loro collega e compagna non c'è più. 
 
Andate a vedere Il Nibbio. Per la memoria di Nicola Calipari, per il dolore di tutte le vittime delle guerre (c'è un intermediario che chiede, in cambio di alcune informazioni, di avere dei generatori per poter irrigare i suoi campi, perché con la guerra non ha più niente), non solo in Iraq.