Leo Folgori

Leo Folgori

In anteprima e in esclusiva il video de Il ballo del serpente


27/04/2014 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Tra sonorità folk-rock, quasi western, Folgori illumina le stanze di chi è “all’angolo della vita” nel suo primo singolo, tratto dall`album di debutto Vieni via, in uscita il 15 maggio.
È approdato sulle maggiori piattaforme (iTunes, Deezer e Cubomusica, ecc.) mercoledì 23 aprile il primo singolo di Leo Folgori, cantautore originario di Roviano, vicino Roma, cresciuto a pane, cantautori e canti di protesta che, dopo le prime esperienze giovanili, ha definito un suo stile ed è pronto a pubblicare il suo album di debutto, Vieni via, in uscita il 15 maggio. Ad influenzarlo nel cammino più personale il folk-rock americano da Bob Dylan a Neil Young, così come la tradizione italiana, da De Gregori a Lolli, passando per Rino Gaetano.

Vi mostriamo in anteprima esclusiva il video del singolo d’esordio, intitolato Il ballo del serpente; il brano è presentato così:

Il “Ballo del serpente” è una fotografia sul vivere quotidiano, un brano in cui vaghiamo e "serpeggiamo" per le città, cercando di entrare in quei posti per noi segreti dove accadono fatti che segreti devono restare: le carceri o l`universo della religione visto con gli occhi di un semplice operaio.

Negli abiti di Folgori, nelle sonorità e nella luce del video si respira un’atmosfera da western, che, come il testo della canzone, è un percorso che illumina le stanze di chi è “all’angolo della vita”, dalla sposa nevrotica sporca di trucco al venditore di rose nell’ombra, da chi si rifugia in paradisi fiscali alle persone indebitate e disperate che rischiano di compiere gesti inconsulti. I personaggi, che abitano un luogo imprecisato, non facilmente localizzabile geograficamente, sono osservati o “quasi spiati” dall’artista, che, con il suo “incedere lento e sicuro”, rappresenta il trait d’union del video.

La canzone “vuole mostrare ed esaltare la diversità come motore di bellezza, esaltando la forza della vita da affrontare a denti stretti e gridando che l`arte e la cultura sono armi a disposizioni di tutti”.

In questo senso, la musica di Folgori è “popolare”: spalanca una finestra sul reale senza scivolare nel pathos ed è un canto che inneggia alla vita nella sua complessità chiaroscurale, nel suo coacervo di sofferenze e serenità, quale quella che traspare nei sorrisi dei protagonisti nelle scene finali del video. Non c’è difficoltà che non possa essere superata, mentre il serpeggiare sinuoso della vita si configura come uno strisciare trasversale, ma anche e soprattutto come danza ammaliante. Nella presentazione del video si precisa che il ballo è “inteso quest’ultimo come una sorta di arma utile a liberare il corpo e la mente, per affrontare la vita con semplice bellezza”.

Nel video Folgori attraversa ambienti quasi diroccati, che racchiudono la città in spazi abbandonati e fatiscenti, emblema forse di condizioni ai margini, su cui puntare i riflettori per aprire gli occhi sulla realtà; analogamente anche le altre undici canzoni del suo disco raccontano storie “difficili, malandate, il più delle volte messe in disparte dallo sguardo comune”.

Buona visione e buon ascolto.



 

Credits del singolo: 

Testi e musiche: Leo Folgori e Luca Manoni

Produzione artistica e arrangiamenti: Nicolò Pagani

Prodotto da Beta Produzioni-Folgori

Edizioni: MArteLabel Srl

Distribuzione: Believe Digital

Management: Claudio Coticoni

Ufficio stampa e Promozione: MArtePress

Registrato a Manziana da Mauro Menegazzi

Tromba registrata presso il Sonoria studiorec da Vincenzo Cavalli

Missato presso il Gas Vintage Studio di Roma da Mauro Menegazzi

Mastering presso Reference Studio, a cura di Fabrizio De Carolis

 

Credits del video:

Scritto da: Leo Folgori e Luca Manoni

Diretto da: Armando Brecciaroli

Prodotto da: 2e40 storytellers. 

 

Biografia

Leo Folgori (Tivoli, 1982) cresce e vive tutt’oggi a Roviano, piccolo paese della provincia di Roma. La passione sempre crescente nei confronti della musica e dell’arte in generale lo porta a trascorrere il tempo macinando la collezione di vinili della sua famiglia, da De Gregori a De André, da Lolli ai canti di protesta operaia custoditi da suo nonno, dischi ai quali nel tempo si affianca la migliore produzione pop-rock del passato, dai Beatles ai Rolling Stones fino a Santana.

In età adolescenziale, nei primi anni Novanta, tra le reminiscenze punk e l’esplodere del movimento grunge, Leo trova spunto per nuovi interessi musicali, che danno il via al suo primo progetto musicale: insieme a Luca Manoni, Alberto Bonanni e Jamil Quadarella nel 1994 nasce il gruppo The Scarecrow, che in seguito si ridefinirà, nel nome e nello stile, nei Leo Lucas & J. Hotel, La Zattera.

Si iscrive al liceo artistico in via Ripetta a Roma, dove la sua passione musicale ha modo di crescere e maturare ulteriormente, entrando in rapporto con le multiformi facce che una capitale mostra ai suoi visitatori.

Tornato nella sua Roviano, si attiva fortemente attraverso l’associazionismo per rivitalizzare il panorama culturale e sociale della sua comunità, non separandosi dal suo fidato collaboratore, il chitarrista Alberto Bonanni. Si cimenta in vari progetti, sia come vocalist (Rino Gaetano Tribute, The Beatles Tribute) sia come batterista (Ratti del Nimh).

Tante esperienze, un approccio sempre più dinamico e attento alla grande tradizione cantautoriale, italiana così come americana (Bob Dylan, Neil Young), lo indirizzano sempre più chiaramente verso il suo debutto discografico, un’esigenza di incidere tutto quello che è maturato, è stato masticato e suonato in tanti anni di passione musicale.

Ritrova l’amico Luca Manoni e, insieme, si decide di tornare live solamente quando il loro progetto discografico da massa infinita di idee e di stimoli diventerà una serie conclusa di brani musicali.

Durante il 2013 si sono esibiti per i teatri e le piazze italiane con il progetto Leo Folgori & Band – Luca Manoni: Oltre la strada (Reading and Songs).

 

Contatti:

Sito ufficiale: http://www.leofolgori.it/

Facebook: https://www.facebook.com/LeoFolgoriOfficial

 

Si ringrazia Michele Severino michele.severino@martelabel.com