Tori Amos

Tori Amos

Live @ Villa Arconati


13/07/2010 - di Vito Sartor
L’apertura di questo grande evento è stata affidata al rock folk passionale di Ray Tarantino: chitarra e voce, qualche problema tecnico, superato con maestria, tanta passione ed esperienza oltre che l’amore dimostrato dal cantautore milanese per il rock e il folk a stelle e strisce, interpretato da una manciata di brani tratti dal suo lavoro Recusant (2009) oltre a qualche inedito.
Tori Amos seduta dietro il suo piano sembra una furia indomabile dalla liscia chioma rossa, un look che evoca esoterismo da favole celtiche: in piedi la si intravede solo per pochi secondi, poi per due ore è un tripudio di talento e bravura.
La musica per Tori Amos è come un respiro naturale, per il ´set- solo´ di Villa Arconati l’artista americana ha scelto di divedere la propria personalità musicale in due: il pianoforte rappresenta senza ombra di dubbio la sua formazione classica, mentre le testiere rappresentano l’amore per un pop di ampio respiro ma sopratutto per gli arrangiamenti, elemento molto presente nella discografia di Tori del nuovo millennio. Un suono curato nei minimi dettagli che renderà giustizia alla sua performance, sia vocale che strumentale.
La femminilità negata e la provocazione più autentica vengono espresse dalla pop star con uno dei dischi più riusciti e dissacranti della sua nuova era, ovvero American Doll Posse (2007): la nostra trasforma la prima parte del live in un equilibrismo sonoro segmentato, le sue gambe aperte verso il pubblicano sembrano partorire queste caustiche e meravigliose poesie, tra tonalità classiche e barocche. Il suo stile è inconfondibile, la sua voce si muove in maniera spettrale con effetti molteplici, dolci quanto spietati nell’interpretazione di se stessa. Non mancano, da seduta, le tipiche movenze da rocker così fino ad omaggiare il Boss con il delicatissimo arrangiamento per pianoforte di ´I’m On Fire´. Non sarà l’unica cover della serata, la sua innata passione per il rock 8e per le cover) la vedrà impegnarsi in una versione davvero misteriosa ed aggressiva di ´Personal Jesus´ in chiusura.
Il concerto nonostante cresca d’intensità, prende forme melodiche sempre più differenti, la nostra lady cambia stile, l’approccio ai tasti bianco-neri si fa più autorale ed intimista, le esecuzioni giovano di tonalità basse, mentre la voce viene più volte impegnata ad esaudire gli impulsi vocali più leonini.
Tori Amos saluta il suo vastissimo pubblico con la perfetta melodia invocando l’amore universale con ´Hey Jupiter´.

Set List:
Beauty of Speed
Girl
That Guy
Caught a Lite Sneeze
Doughnut Song
Space Dog
Dragon
Northern Lad
I’m On Fire (Bruce Springsteen)
Bouncing Off Clouds
Gold Dust
Siren
Rattlesnakes (Lloyd Cole & the Commotions)
Yes, Anastasia
Take To The Sky

Encore:
Body and Soul/Personal Jesus [Depeche Mode]
Hey Jupiter

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