Zibba nasce in Liguria nel 1978, inizia giovanissimo a salire sui palchi e a vent’anni fonda la band Almalibre, con l’amico Bale, ancora oggi alla batteria.
Dopo i primi due dischi, L´ultimo giorno (2003) e Senza smettere di far rumore (2006), pubblica nel 2010 Una cura per il freddo, lavoro riuscito che ottiene buona visibilità e riconoscimenti, tra cui l’invito al Premio Tenco.
Nella sua musica sa mescolare la grande tradizione della canzone d’autore con un’anima più rock, sporca e stradaiola. Sincero e diretto, come leggerete anche nell’intervista seguente, sa comunicare e… ci crede !
Mescalina: Ci piace iniziare la nostra chiacchierata chiedendoti di raccontarci il tuo percorso musicale: come lo presenteresti ai nostri lettori ?Dopo i primi due dischi, L´ultimo giorno (2003) e Senza smettere di far rumore (2006), pubblica nel 2010 Una cura per il freddo, lavoro riuscito che ottiene buona visibilità e riconoscimenti, tra cui l’invito al Premio Tenco.
Nella sua musica sa mescolare la grande tradizione della canzone d’autore con un’anima più rock, sporca e stradaiola. Sincero e diretto, come leggerete anche nell’intervista seguente, sa comunicare e… ci crede !
***Zibba: Domanda troppo difficile. Faccio musica per tutti, cercando di fare il mio meglio e provando a non mentire a nessuno, me compreso. Faccio quello che fanno tutti quelli che vivono di musica. Ci fondo le mie bestemmie come i miei sorrisi e mi ritengo fortunato perché ho la possibilità di fotografare con le canzoni momenti della vita importanti. Le cose che fai, i successi piccoli o grandi, sono comunque piccole cose. Poco importanti. La cosa fondamentale è stare su un palco per me. Avere contatto con le persone e portar loro qualcosa in regalo. Ma te l´ho detto. La domanda è troppo difficile... se devo parlare in termini musicali il nostro progetto è ampio, non suoniamo un genere in particolare, come dico sempre amo vestire dell´abito che mi sembra più adatto le mie parole senza pormi problemi di genere, identità ecc. Mi piace, è la mia vita e come tale non posso che abbandonarmi all´istinto, alla voglia di star bene.
***Mescalina: Il tuo è comunque un progetto cantautorale un pò atipico anche perché, fin dal nome, vuoi comunicare l’importanza del ruolo degli AlmaLibre, la tua band. Anche ora hai detto: "il nostro progetto è ampio": non mi sembra che tu ti senta il classico one man band......
***Zibba: Sono un solitario quando devo, e un uomo da branco in altri casi. La band è importantissima perché tutto, come nella vita, si fonda sui rapporti umani. Dal mio manager, a chi mi trova le date fino agli uffici stampa e ai musicisti mi sono sempre scelto persone con le quali vado volentieri anche a bere una cosa o al cinema insomma. C´è una correlazione evidente tra quello che provi per una persona ed il rapporto di lavoro che riesci a creare con essa. Quando si sta bene insieme, e si è amici magari, si passa sopra ai problemi con un abbraccio, e si cerca di risolvere insieme tutto quello che non va anche nel nome di quello che si prova l´un l´altro. La band per me è un´altra mia famiglia. Il pezzo di casa che mi porto dietro quando siamo in giro, e credo sia così anche per loro. Sul palco condividere le note con qualcuno che ami è fondamentale. Non riuscirei a suonare con qualcuno per cui non provo nulla. Come nell´amore. Non riuscirei a fare sesso con una mignotta, e non riesco a suonare con chi non amo. Ho conosciuto musicisti di una bravura disarmante così antipatici da far cancellare nella mia mente il loro talento. D´altra parte vita ne ho una, mi scelgo il meglio.
*** Mescalina: Parlaci del Progetto Leva: che ne pensi e come è avvenuto il tuo coinvolgimento ?
***Zibba: Progetto molto importante per la musica italiana, partorito da menti e braccia che masticano novità e note buone da tempo e anche per questo ci è venuto facile accettare l´invito. Criticato quanto apprezzato da tutti come capita ai progetti coraggiosi. Mettere insieme una manciata di nomi e dire che "quelli" sono la nuova Leva cantautorale italiana non è cosa da poco. Qualcuno si sente escluso, qualcuno ci trova partecipanti poco meritevoli e, girando per la rete, di commenti sulla Leva se ne trovano a centinaia e di ogni tipo. Dal mio canto credo che sia una cosa davvero bella, e mi sento a casa in mezzo a tanti colleghi bravissimi e spesso molto più cantautori di me nel senso stretto del termine. Essere in questa raccolta significa tanto per Zibba e Almalibre. Un traguardo in qualche modo, una bandierina sul cammino.
***Mescalina: Partecipi alla compilation con Aria di Levante...
***Zibba: Volevo dedicare al progetto una canzone speciale. Così mi sono rintanato insieme a Stefano, quello che negli Alma regge un pesante fender jazz, nella casetta di campagna dell´amico Brugo. Siamo stati un paio di giorni a chiacchierare, suonare e scrivere cose fino ad arrivare, in una notte tarda e molto assonnata, ad un discorso intimo che mi ha aperto la mente sul testo. Finita la stesura siamo tornati a casa. Abbiamo registrato al volo in un garage con la porta aperta perché faceva un caldo mortale (infatti la traccia è piena di "svaaaaunnnnn" di moto e macchine che passavano mentre si registrava) e mixato in Calabria nelle pause del tour dal nostro fonico. Ne è venuto fuori un lavoro a parer mio interessante, e ne vado molto fiero.
***Mescalina: Come sta andando questo progetto a tuo parere, anche rispetto alle aspettative che avevi, e in generale come lo valuti all´interno dello scenario musicale odierno in Italia ?
***Zibba: Il progetto sta andando bene, e confido in qualche data in più di presentazione dello stesso perchè permette momenti di aggregazione e scambio tra diversi autori. Preziose serate di cui portare il ricordo nel cuore non è difficile. Lo valuto forte, di impatto e di grande intensità. Il panorama odierno Italiano ha una perla in più in catalogo ecco, mettiamola così.
Mescalina: Sai che noi ed i nostri lettori siamo molto curiosi… Ci indichi qualche altro nome di giovane autore, non coinvolto nel progetto, su cui scommetteresti per il futuro? Ma poi spiegaci il perché…
***Zibba: Ti parlo di due persone che a me personalmente hanno regalato momenti di grande emozione. Sono Francesco Forni e Abba Zabba. Francesco è un amico, ed un cantautore con una preparazione musicale e lirica non da poco. Scrive in un modo così diverso dal mio che mi ha subito affascinato. Un autore importante, che nonostante la timidezza sul palco riesce a lasciarti dentro tanta roba. Abba Zabba è un songwriter di Trieste, con il quale ho avuto il piacere di condividere chiacchiere note e bevute e che mi ha appena regalato il suo nuovo disco. Che dire, canta in inglese e lo fa in modo da non sembrare per nulla Italico. Questo suo primo disco potrebbe essere il secondo capitolo di Grace di Buckley. Ma detta così sembro un coglione che deve favori a qualcuno quindi fate che ascoltarveli. Vi ringrazierete per avermi dato retta.
Mescalina: Personalmente ti senti un cantautore? E cosa pensi sia la canzone d´autore oggi ?
***Zibba: Il termine "cantautore" per me individua qualcuno che canta le cose che scrive. Quindi per me sono cantautori i rappers come quelli con il cappello e la chitarra classica arpeggiata che cantano nei localini dei vicoli di Genova. Tutte le menate da critici e moralisti le lascio a loro. La canzone d´autore di oggi è ricca di cose bellissime, e avrebbe solo bisogno di un po´ più di considerazione. Diciamo che Van De Sfroos a Sanremo ha messo un bel punto esclamativo sul tutto, ma ci vuole ancora lavoro. La gente ascolterebbe la musica Italiana d´autore, ma finchè ce la suoniamo tra noi...
***Mescalina: Sei davvero convinto di questo, cioè che la gente ascolterebbe musica italiana ? Eppure è un dato di fatto che ce la suoniamo (e cantiamo) tra noi, il solito giro dei soliti noti…L´ultimo Sanremo ha portato nomi di qualità sul palco, da Giovanardi a Van De Sfroos, ma ti chiedo se è cambiato qualcosa…
***Zibba: La gente ascolterebbe la musica Italiana di qualità. E ce n´è tanta. Vuoi dirmi che la generazione dei nostri genitori che ascoltava Battisti, Dalla, De Gregori, Graziani, Gaetano, De Andrè, Conte.. era una generazione di gente che non si intendeva di buona musica? Il problema è che ora grazie a svariate sinergie mal assortite e mal pensate si propina al grande pubblico musica di merda. E la gente, poco incline in questo momento storico alla ricerca personale, fa direttamente il collegamento "questo sento, questo c´è". Per quanto anche nel mainstream ogni tanto qualche cosa figa per fortuna si sente.
Sorvolo sul fatto di Sanremo perché le canzoni sono comunque filtrate, diverse da quelle che gli stessi che ci vanno comporrebbero senza l´idea di farlo per il festival. Spesso sono brutte, e non per forza per mancato talento di chi le scrive. Capiscimi. Vedo gente con le lacrime sotto il palco, ricevo mail da persone che parlano della mia musica come qualcosa che li aiuta addirittura nei momenti di merda. Sono pazzi? Forse un po´, ma rappresentano comunque una fetta di persone che vuole ascoltare cose sincere, belle e intime. In questo disco della Leva ci sono autori che farebbero vergognare molti big per la loro bravura e poetica. E ce ne sono a migliaia in Italia di autori e cantanti bravissimi che restano nei pub. Ma d´altra parte per vedere il nuovo film di Gianni di Gregorio devo andare in un mini cinema di quelli d´essai, non nella multisala. Non mi far essere polemico dai...
Mescalina: Quali sono gli ascolti che ti hanno maggiormente influenzato nel campo del cantautorato italiano e al di fuori di esso? Ti ho sentito live e mi sembra tu abbia riferimenti anche in area rock e black music...
***Zibba: Ascolto sempre le stesse cose. Ovvero, ascolto di tutto ma poi se voglio godere devo mettere su qualcosa di vecchio. Di sporco. Che siano gli Ac/Dc o Van Morrison, Coltrane o Waits o Dalla De Gregori, Graziani, Stones, De Andrè, Drake, Buckley, Waters, Dylan, Hendrix, Peterson, Rollins... posso andare avanti all´infinito fermandomi più o meno al ‘79. L´altro giorno in macchina mi hanno fatto sentire un po´ di cose nuove. Alcune carine, altre a mio avviso pallosissime. Poi ho messo un disco di Lou Reed e ho commentato "la musica è questa. ci deve avere le palle". Ecco, trovo molta più roba interessante tra i piccoli autori che non magari nelle cose del mainstream. Ho gestito un locale per diversi anni, e ho conosciuto autori minori che mi hanno lasciato davvero molto. Mi viene in mente Tarantula Waltz, conoscete? La musica buona resta nei club e per le strade, e la merda come in tutti i campi, va in televisione e arriva alle orecchie, purtroppo, di tutti.
Mescalina: Cosa ispira la tua scrittura, come nascono i tuoi testi?
***Zibba: Vita di tutti i giorni. Preferisco non pormi il problema sul tema da affrontare. Oggi ho voglia di scrivere ad esempio e finita l´intervista mi metto lì con chitarrina e microfono a provare a tirare giù un idea venutami ieri sera dopo aver assistito, per curiosità e condivisione di alcuni ideali, ad una riunione buddista. Mi rivolgo a chiunque abbia voglia di ascoltarmi. Cerchiamo di fare della nostra musica il nostro veicolo per portare alla gente qualcosa. Un messaggio. E quando questo arriva a qualcuno abbiamo fatto il nostro lavoro. Anzi, mi piace vedere ai concerti gente di ogni età ed estrazione culturale. Ci sentiamo "per tutti", e i fatti spesso ci danno ragione. Una gran bella soddisfazione, giuro. Sapere che quello che vuoi comunicare arriva è quella cosa che al mattino ti fa pensare che anche oggi sarà una giornata fantastica. Che vale la pena di lottare per quello in cui si crede.
***Mescalina: Un tema scabroso, cosa significa oggi in Italia provare a vivere di musica, ammesso sia possibile…
***Zibba: Significa pagare in ritardo qualche bolletta, mangiare la pizza fuori raramente e godersela in modo particolare. Ma soprattutto vivere in serenità. Mi sento libero, almeno più di quando lavoravo in ufficio. E sento che sono sulla strada giusta almeno per il mio cuore e la mia mente. Vivere alla giornata è da pazzi al giorno d´oggi, ma quando avrò un figlio e mi chiederà consiglio su cosa fare della sua vita gli dirò quello che disse a me Bill Abel nella stanzetta del Condorito in un importante novembre 2009: "nella vita basta una buona cosa da bere, una donna da amare e una corda da suonare" (Bill suona la Cigar Box, strumento ad una corda...).
***Mescalina: Hai pubblicato un disco nel 2010, che ha avuto una buona accoglienza, sei salito sul palco del Tenco: quali i prossimi progetti ?
***Zibba: Continuare a fare questa cosa. Girare l´Italia e magari anche l´Europa con la mia musica, con un gruppo di amici sul furgone pronti a regalare tutta l´emozione che abbiamo alla gente che sta sotto il palco. Ho scelto la musica quale mio modo di comunicare alle persone. Credo ce ne sia un gran bisogno e credo che noi cantanti abbiamo una forte responsabilità. Siamo su un palco, abbiamo la possibilità di arrivare a molte persone. Ghandi diceva che se puoi lasciare un messaggio dovresti fare in modo che sia un messaggio d´amore. Ci provo. Ci proviamo. Nel nostro piccolo, raccontando le nostre storie, proviamo a dire la nostra e a sensibilizzare le persone sull´importanza della vita, dell´onestà con se stessi e con gli altri. Duro lavoro, ma quando questo riesce ci si sente davvero dei bravi cantautori...