Vanvera

Vanvera

Alternativo , indie electro

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Anche la Sardegna ha un suo leggendario crooner e si chiama Vanvera. Nonostante avesse militato in tante band dalla tenera età solo nel 2005 iniziò a girare il suo nome. Ai tanti rimaneva comunque un personaggio misterioso di cui non si conosceva realmente il volto; unico riferimento un avatar, collage tra il suo viso e quello di Elvis nel suo un profilo Myspace dal quale si potevano ascoltare alcune demo sorprendenti. Brani interamente arrangiati, suonati e registrati autonomamente, una voce tenebrosa e profonda che rimandava iconicamente ai grandi crooner come Jim Morrison, Nick Cave, Morrisey, rendeva quasi surreale l’ascolto per cui veniva da chiedersi se fosse reale, chi fosse, dove vivesse. Il cut up dei testi, con un apparente e pronunciato accento americano, riportava temi noir agghiaccianti che trasportavano immediatamente nelle ambientazioni cupe della Virginia statunitense. Da li a breve si capì che le foreste più vicine fossero verosimilmente quelle di Villacidro e scenografie, così sanguigne e tetre, proiezioni della mente di un grande artista. 
Finalmente nel 2007 uscì il suo primo disco pubblicato da Here i Stay che ebbe un ottimo riscontro di pubblico e grazie al quale iniziò ad esibirsi con una band collaudata e molto solida. Nonostante stesse andando tutto per il meglio si ritirò pian piano in quello che sembrava una sorta di disincanto, sciolse la band e smise di pubblicare musica. Di tanto in tanto si poteva assistere a qualche sua esibizione in situazioni molto defilate, quasi sempre prive di un vero palco e con una peculiare band di amici che lo accompagnava Vanvera and the Villains. Musicalmente il tutto era più informale e selvaggio ma al contempo ricercato e consapevole, lui non usava più la chitarra e si lanciava continuamente a terra cadendo appositamente a picco sulle ginocchia, impressionando e mettendo spesso a disagio il pubblico.  Solo pochi intuirono che quel momento di tormento aveva un valore preciso ed era a suo modo assolutamente brillante, l’apparente fine di Vanvera come artista.
Per qualche anno non si sentì più niente di lui fino alla nascita dei Pussy stomp, duo in condivisione con la compagna di vita Roberta Etzi, nonchè una delle chitarre più interessanti del panorama indipendente sardo. Questa nuova avventura musicale si presenta da subito energica, prolifica e in qualche maniera rasserenata, allora perchè dopo anni di live e pubblicazioni riesumare un progetto storico che ha portato a tanto turbamento e tante crisi? La risposta o ciò che può assomigliarle forse andrebbe cercata direttamente nella musica e nel fascio di luce delle sue parole.

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