Irma Cardano: intervista in punta di piedi

Irma Cardano: intervista in punta di piedi


05/07/2018 - News di ginger

 

Gira il mondo in punta di piedi con un curriculum professionale lungo, intenso e carico di passione. Reduce dall'esperienza  fatta in Brasile presso  la  FUNDACAO THEATRO MUNICIPAL DE SAO PAOLO
ESCOLA DE DANÇA NA PRAÇA DAS ARTES dove, invitata dalla Tentaculo Dança Company in particolare dall' artistic Director Liliane de Grammont per cui ha anche creato una coreografia originale "all of Sudden”,
 ha tenuto master class alla  Compagnia Giovanile, e alla Cpmpagnia BALE DA CIDADE DE Sao Paolo con la direzione artistica di Ismael Ivo, la Danzatrice coreografa Irma Cardano si racconta in un'intervista lunga e carica di aneddoti, ricordi, progetti per il futuro e consiglio per le giovani generazioni. Un fiume in piena, un concentrato di passione, energia, professionalità e classe. Ecco a voi Madame Irma Cardano: 

Quando è iniziata questa grande passione, la danza?

 

Non riesco a dare un riferimento cronologico per definire quando è iniziata la mia passione per la danza, penso che sia nata con me. So solo che da bambina appena ascoltavo musica danzavo, pertanto i miei genitori decisero di iscrivermi ad una scuola di danza e ricordo quella sensazione bellissima, che ancora oggi provo, entrando in una sala, di trovarmi in un’altra dimensione dove non esiste più niente e nessuno, solo io con il mio corpo. La danza mi è servita per forgiare il mio carattere, mi ha insegnato il senso del sacrificio e una grande resistenza.

 

Hai raggiunto vette importanti con tenacia, com'è stato questo tuo percorso professionale? 

Ho voluto con tutte le mia forze vivere la mia vita con la danza e la mia tenacia è stata premiata. Ho costruito il mio percorso lavorativo un passo alla volta. La mia fortuna è stata essere apprezzata molto presto per l’insegnamento e per le mie doti di coreografa. Il primo a credere nel mio lavoro è stato il maestro Renato Greco che dopo aver visto dei miei lavori coreografici mi consigliò di creare una compagnia: la IVIR DANZA, compagnia che ebbe, per la sua attività, il riconoscimento dal Ministero dei Beni e delle Attivita’ culturali. Un periodo bellissimo che non mi ha lasciato spazio per fare altro ma che mi ha formato tanto e mi ha fornito tante esperienze: facevo di tutto, oltre alle coreografie mi interessavo della distribuzione e quando c’era bisogno aiutavo anche I macchinisti avendo spettacoli quasi ogni sera in posti diversi. Riuscii da sola a realizzare, per ogni anno, circa quaranta spettacoli in giro per l'Italia e, per quel periodo, era un risultato enorme. Ebbi un riscontro di pubblico e critica enorme con recensioni anche dalla Sig.ra Vittoria Ottolenghi che era, all'epoca, una dei critici di danza più temuti. Ogni obiettivo raggiunto mi dava la spinta per raggiungerne un altro.

 

Alcuni momenti importanti che ti piace ricordare

Il primo sicuramente è il periodo vissuto nella famosa scuola di Renato Greco in Piazza della Repubblica a Roma, un posto dove tutti i grandi nomi della danza andavano a fare lezione ed essere a contatto con loro era molto gratificante.Ero molto giovane, avevo appena finito gli studi di danza classica e sentivo che ciò che avevo studiato non mi bastava più . Iniziando a prendere lezioni in una tecnica diversa (la tecnica jazz) mi sentivo bene e il mio corpo si esprimeva in un modo che gli era più congeniale.

Il secondo momento importante è stato quando, proseguendo nella mia formazione, mi sono avvicinata alla danza contemporanea a New York. Era molto difficile allora andare negli USA e quando arrivai lì fu come un elettroshock! Per la scoperta di questa città così ricca a livello culturale con una concentrazione di artisti aperti alla danza, al canto, al teatro, senza precedenti. E nel mio girovagare tra le varie scuole conobbi il maestro, nonché oggi amico, Bill Hastings che mi ha aperto un universo sulla danza contemporanea. Il terzo momento significativo è stato quando ho deciso, nel 2010, la strada del diploma all'accademia nazionale di danza di Roma. Ho voluto intraprendere questo difficile percorso per una soddisfazione personale e per completare il cerchio della mia formazione , nonostante l'attivita' artistica che avevo alle spalle. Ricordo che mi sono messa in gioco completamente, ho fatto un audizione, ricordo ancora il numero: 2. Faticosissima. Circondata da ragazze giovanissime. Sveglia tutte le mattina alle 5 per seguire i corsi, ritorno a Napoli per insegnare: 21 esami. E' stato veramente molto faticoso,ma quando decidi di intraprendere quel percorso sei un'allieva come un'altra: non hai sconti. A volte ho pensato di non farcela ma poi il giorno del conseguimento della laurea è stato un momento molto gratificante, bellissimo ed emozionante. Ho studiato con maestri veri, ho approfondito tante materie e ho arricchito senza ombra di dubbio il mio bagaglio conoscitivo su questa magnifica arte. Non posso non ricordare anche quando al Teatro delle Vittorie sono entrata come aiuto coreografa a Franco Miseria per "Fantastico '90" e una bellissima esperienza, sempre a Rai1, vissuta con Gino Landi e Pippo Baudo alla trasmissione "Gran Premio"

 

Sei sempre all'estero ma insegni anche qui in Italia. C'è una differenza tra allievi italiani e quelli stranieri?

 

Più che una differenza tra gli studenti italiani e stranieri parlerei di differenza di cultura nei vari paesi rispetto a questa meravigliosa arte. In Italia purtroppo non c'è un adeguato rispetto attenzione per l'arte della danza. All'estero non basta un passaggio televisivo o un curriculum gonfiato, devi dimostrare ciò che sai fare per essere considerato. Principalmente, rispetto all'insegnamento, in Italia, a differenza di molti paesi, non c'è una regolamentazione. C'è una vera e propria giungla che con il passare del tempo peggiora sempre. Chiunque, anche chi non si è mai avvicinato al mondo della danza, ma che subodora un business può aprirsi una scuola con tutte le conseguenze del caso. Si spera che, nel giro di poco tempo, ci sia una regolamentazione che dia dignità alla figura dell'insegnante di danza. I danni che possono arrecarsi sul corpo di bambini da parte di gente senza scrupolo sono enormi .. Purtroppo i genitori spesso affidano i loro figli a veri e proprio cialtroni senza scrupoli e si fanno attrarre , per poca conoscenza, da insegnanti che pubblicizzano frequentazioni a corsi senza nessuna valenza e vittorie in concorsi dove vincono tutti. Bisogna assolutamente auspicare un'inversione di tendenza ed è per questo motivo, che dobbiamo dare merito alla sig.ra Amalia Salzano dell'AIDF che sta lavorando da tanto tempo per cercare un'attenzione al problema ,da parte del governo , per un riordino sulla materia.

 

Da anni insegni in tutto il mondo quali sono le qualità necessarie per essere una buona insegnante?

Penso prima di tutto che un'insegnante debba essere autorevole ma non autoritario. Insegnare è una missione che richiede capacità comunicativa, esperienza, conoscenza, tecnica del corpo, generosità e pazienza. Penso che un buon insegnante debba essere riconosciuto anche per la sua dimensione artistica e non solo come colui che trasmette una tecnica. L'insegnante deve essere in grado di mostrare il proprio stile, essere padrone della propria danza e far sì che questa possa essere trasmessa ai propri allievi anche a livello emozionale.

 

Cosa pensi dei giovani?

Penso che le nuove generazioni, fatte le dovute eccezioni, non abbiano la giusta pazienza e determinazione per affrontanre lo studio della Danza. Ai giovani servirebbe più umiltà e personalità. Non mi stanco mai di ripetere che non bisogna concentrarsi su quello che fanno gli altri ma porre attenzione su quello che si sta facendo in prima persona. Capire che le sconfitte fanno crescere, che non bisogna piangersi addosso, e che passato il momento di abbattimento bisogna imparare a recuperare le forze ed essere determinati ed ostinati nel raggiungere i propri obiettivi.

 

Cosa hai fatto recentemente?

 

In quest'ultimo anno ho davvero viaggiato tantissimo con la mia danza, sono stata in Armenia, Olanda, America – Detroit e Pontevedra (Miami) e Brasile.
Quest'ultima esperienza a San Paolo in Brasile è stata molto emozionante: ho coreografato per la compagnia Tentaculo Danza direzione artistica di Liliane De Grammont con dei danzatori incredibili che hanno un senso del ritmo molto spiccato, un'artisticità innata e fondamentalmente instancabili. Si lavorava praticamente dalle 11 del mattino alle 9 di sera.

Ho avuto anche la possibilità e il piacere di lavorare con la compagnia professionale Bale de Cidade de Sao Paolo con la direzione artistica di Ismael Ivo: una compagnia fantastica. Il maestro Ismael Ivo mi ha chiesto di ritornare il prossimo settembre e per me è stato un grande onore.

Il prossimo Agosto sarò, come insegnante e coreografa per la terza volta in Usa a Detroit per la importante Summer Intensive presso l'Opera House e fino alla fine del 2018 sarò ancora impegnata con altri importanti appuntamenti internazionali. Al momento cercherò di trovare un po' di tempo da dedicare ai miei nipoti che adoro.

 

Hai un sogno nel cassetto?

Non ho un sogno particolare ma solo il desiderio di continuare di fare ciò che ho fatto fino ad ora. Dare con passione qualcosa che serve ai miei allievi, creare nuove coreografie in giro per il mondo che mi daranno nuove emozioni attraverso danzatori e pubblico.