"Quanto Basta vol.3", il nuovo disco di Gian Marco Basta


12/10/2018 - News di Libellula Music

 

“Quanto Basta Vol.3” e' il terzo disco in studio di Gian Marco Basta, che ha visto luce il 15 settembre 2018. Registrato all’ Underground Studio di Bologna, con gli arrangiamenti di Claudio Giovannini e di Giuseppe Quaranta, il disco conta dieci brani dove il “cantattore tragicomico racconta le sue storie metropolitane e un po' sgangherate di ultra-marginali, perdenti, disgraziati, amori andati a male e di sfighe di umanita' varia. E nonostante tutto questo, o forse proprio grazie a questo, riesce a farti ridere”, come racconta lo scrittore e giornalista Nando Mainardi. Tra ballad sull’amicizia (Il Miglior Amico – To Lorenzo), serratissimi swing (Accalappiacani) e polke ritmate, echi delicati che rimandano a Sergio Endrigo (Via Altaseta, 3) ma anche ai piu' ironici Enzo Jannacci e Piero Ciampi, Gian Marco Basta canta della commedia nella tragedia in un modo semplice e canzonatorio, restituendoci il suo piu' sincero ritratto in musica.


In questo ultimo lavoro ho voluto proseguire sulla via tracciata dai precedenti album” – racconta Gian Marco Basta – “Chi scrive canzoni deve mostrare tutta la gamma di sfumature possibili, passando dal registro comico a quello drammatico, come si passa dall’adagio al prestissimo in musica. Nei 35 minuti del disco ho voluto far sentire la vita pulsare fino a sentirne l’odore: per questo ho alternato, ancor piu' che nel precedente, storie raccontate in terza persona a canzoni intimiste. Quasi un concept-album sui tic e le nevrosi dell’uomo contemporaneo, dove in primo piano c’e' il tema del rapporto di coppia e, in generale, il rapporto tra maschio e femmina, con tutte le declinazioni possibili del caso, con punte di ironia caustica che sfocia nel grottesco, debitrice del cinema di Marco Ferreri, della narrativa Nord Americana e degli chansonnier francesi. E' il mio autoritratto in musica. Un ritratto espressionista dove riverberano gli ultimi due anni vissuti “a ritmo di rumba”: lo scrittore e giornalista Nando Mainardi mi ha definito un “cantattore tragicomico”. Queste le sue parole nella prefazione del disco: <Mi piace pensare che Gian Marco assomigli un po’ ai protagonisti dei brani di questo cd: altrimenti non saprei spiegarmi come le sue canzoni suonino cosi vere>”.