“MOUNTAIN TOP”: VERSO LA SCOPERTA DI SE STESSI

“MOUNTAIN TOP”: VERSO LA SCOPERTA DI SE STESSI


23/01/2020 - News di chiarettasweetangel

MOUNTAIN TOP è il primo album di studio di Sarah, cantautrice nata il 24 ottobre del 2000, in provincia di Ferrara. Diplomata al liceo linguistico con il massimo dei voti, Sarah è attualmente iscritta alla facoltà di Giurisprudenza e, contemporaneamente, insegue la  passione per la musica, verso cui fin da piccola, dimostra grande interesse.

 Alla sola età di 11 infatti,  decide di voler vivere di musica, inizia quindi a lavorare nel mondo del musical, approcciandosi quindi anche alla danza,al canto e alla recitazione. Negli anni Sarah prende parte a diversi spettacoli nel ruolo di protagonista, e comincia a studiare canto moderno, dedicandosi così, anche alla scrittura di canzoni, sempre in lingua inglese- un modo, secondo l’artista- di rende più cosmopolita la sua musica, e quindi il messaggio racchiuso in ogni brano da lei composto. Sono svariate le partecipazioni di Sarah presso festival e concorsi canori, dove si piazza  spesso nelle prime posizioni, sino a quando, nel 2016, la vittoria ad un concorso locale, la porta a conoscere Manuel Auteri, a capo dell’etichetta discogra?ca SanLuca Sound.

Di qui, la cooperazione artistica che si crea tra lei e Renato Droghetti, arrangiatore dello

studio, porta Sarah all’idea di dedicarsi  interamente al progetto per lei più importante, ovvero la produzione del suo primo album, MOUNTAIN TOP, pubblicato  il 5 novembre 2019.

Risale a due anni fa la pubblicazione del primo singolo “Home”, mentre è del 2018 il secondo “World”: due titoli che sembrano tenere legate insieme, due sfere emotive apparentemente in contrasto: se stessi da una parte, il resto del mondo dall’altra;  eppure, se ci pensiamo bene, soprattutto se ascoltiamo una dopo l’altra le due tracce contenute in Top Mountain, possiamo accorgerci di quanto in realtà, e proprio nella realtà di tutti i giorni, i due universi lungi dall'essere  due rette parallele che non si incontrano mai, non siano altro che  due sfere intrecciate tra di loro,che si contaminano una con l’altra. Per avere un’idea del rapporto che intercorre tra questi due mondi, possiamo pensare all’immagine del Tao, in cui si nota come tra la terra ci sia anche il cielo e, viceversa, tra il cielo, la terra: non vi è una separazione netta, tra i due ambiti, le filosofie orientali ci insegnano infatti che siamo noi a porre confini e limiti, quando si tratta semplicemente di un modo diverso di guardare le cose e quindi di vederle, mentre dovremmo comprendere che dove sembra esserci divisione, c’è unione...un’ unione che spesso fa la forza, scaraventando le nostre debolezze altrove e ponendoci di fronte ad argine non più invalicabile.  

Come suggerisce il titolo della quarta traccia, HIGHER, sempre più in alto, verso una cima non più insormontabile, una salita che è la trasposizione simbolica delle difficoltà da affrontare ogni giorno e che, una volta superate, ci fanno godere il panorama dall’alto, con tutte le meraviglie che si possono osservare da lassù, fino a più piccoli dettagli, scrutabili con occhi vigili e tesi verso uno spazio più interiore che esteriore, ma non per questo disattenti a ciò che accade intorno. Nella title track dell’album  infatti, l’autrice descrive come alcune cose attorno a lei, nel caso specifico, una montagna, diventi metafora di un appoggio non solo morale, presso cui sorreggersi...quella forza rappresentata dalla natura e che per imitazione, noi possiamo assorbire. Ecco come quindi, quel legame tra esterno ed interno, tra cielo e terra, tra forza umana e forza della natura, viene qui esposto sottoforma di allegoria musicale, in una dicotomia che, rafforzando gli opposti, accresce l’armonia tra le due parti. Un’armonia che poi si riscontra a livello di sound: la voce di Sarah infatti, si inserisce a perfezione nel quadro compositivo: gli arrangiamenti così equilibrati, trovano un corrispettivo vocale ed espressivo che ne amplificano la la lucidità musicale: l’effetto è artificioso, ma senza eccessi, in un contesto regolare, ma incalzante. Il risultato sono brani accattivanti, con una struttura armonica libera e innovativa, ma che non smentiscono le aspettative dell’ascoltatore.  Traccia dopo traccia ci ritroviamo presto catturati da un piano ritmico che, accostandosi alle migliori sonorità del pop americano odierno, non rinnega sbalzi melodici più intimi e contenuti, a riprova dell’impatto emotivo della lirica di Sarah;una voce che risuona, come una nuvola stagliata su un orizzonte opaco, donde sono ravvisabili le scie vocali di Hannah Reid dei London Grammar e un paesaggio che l’ascoltatore, mentre sembra conoscere da sempre, percorre in realtà, per la prima volta: una scoperta che sembra una riscoperta e un viaggio, dove la meta sempre il punto di partenza..Il viaggio alla scoperta di se stessi.

 

Sonia Bellin