Leon Seti:

Leon Seti: "Hell" segna il ritorno sulle scene del producer toscano


04/02/2020 - News di Sfera Cubica

Poche linee melodiche ed un beat trascinante in cui chiedersi: "se all'inferno esiste il contrappasso, dove finiscono i masochisti a cui piace il dolore?".

 

Hell" è il nuovo brano ma anche il primo assaggio del nuovo materiale di Leon Seti. Pezzo diametralmente opposto al mood synth-pop precedente, "Hell" sfoggia atmosfere oscure, pesantemente elettroniche e minimaliste, dove non compare basso, per spingere su un retrogusto electropop dance che abbracci tutta la canzone. In "Hell" si pone l’interrogativo: “se all’inferno esiste il contrappasso, dove finiscono i masochisti a cui piace il dolore?” e Leon Seti dichiara apertamente di voler andare a vedere cosa succede in quel luogo dell’immaginario comune pieno di demoni.

"All'interno di un filmetto soft erotico in bianco e nero" spiega Mirco Sassoli regista del videoclip che accompagna il singolo "lo sguardo del montatore si insinua ad una prima visione del girato, una visione che lo porta ad un atto erotico, eppure improvvisamente ci accorgiamo che anche il montatore, intento a guardare il film, fa parte di film stesso, proiettato all'interno di alcune situazioni che generano disagio, stupore, incubi o compiacimenti, dove ogni personaggio che viene mostrato rivela una sua solitudine, un suo malessere. Un vero e proprio inferno".
"La mia visione del video è ovviamente molto simile a quella di Mirco ed essendo io un artista indipendente, gay e di nicchia, volevo fare qualcosa che fosse particolare e non immediato. Il fatto che nel video ci siano molti personaggi che guardano senza sapere di essere osservati rispecchia molto il mio rapporto con l'ascoltatore: io voglio essere ascoltato, osservato e sono attivamente complice in questo rapporto. Pur di farmi ascoltare metterei la mia musica in faccia alla gente, che gli piaccia oppure no. Proiettare il video girato sul viso di persone che non sono direttamente nel film indica quanto un artista sia niente senza una audience e quanto una audience sia parte dell'artista" (Leon Seti).

Il nome Leon Seti contiene una parte del nome proprio del musicista e il nome Seti che in egiziano antico significa “lui di Seth”, dio del deserto, per omaggiare l’antichità e aggiungere una sfumatura di regale. Leon Seti è un progetto principalmente pop che gioca con ispirazioni synth e elettroniche, sia contemporanee che retro, da Peter Gabriel a BANKS, da Bjork a Anohni. 

Leo produce, scrive, compone e canta tutti i pezzi della discografia.


Per ulteriori informazioni: https://open.spotify.com/album/2F76PxiVXlBRLwIhhG3LF8