Intervista a Giulia Grisetti

Intervista a Giulia Grisetti


14/06/2018 - News di desa-comunicazioni

 

Benvenuta su Mescalina. Presentati ai nostri lettori. Ci racconti il tuo percorso artistico fino a qui?

Ciao a tutti! Mi chiamo Giulia Grisetti, sono una cantautrice romagnola, originaria di Ravenna.

Mi sono appassionata alla musica sin da piccola, l’amore per la musica mi ha avvicinata allo studio del canto e della chitarra.

Nel tempo, ho avuto l’occasione di interpretare un vasto repertorio di tutti i generi musicali - pop, rock, funky, soul, blues, dance, etc. - e di esibirmi con diverse Band, in Emilia Romagna e in altre località italiane.

Sono stata ospite a puntate televisive locali e ad eventi teatrali, in qualità di cantante sia solista che corista. Ne cito alcuni. Nel 2012 sono stata ospite al Teatro Comunale Masini di Faenza, nello spettacolo “Una voce per l’Anffas” e al Teatro Rasi di Ravenna, in un concerto dedicato alla lirica e alle canzoni di successo.

Nel 2013 ho cantato ad “Hair for Love”, evento di moda e musica, presso le Artificerie Almagià di Ravenna. Nel marzo dello stesso anno, ho avuto l’onore di salire sul palco del Naima a Forlì in “Woman, la musica e le parole delle donne”, progetto sfociato nella pubblicazione di un disco contenente i brani interpretati, durante la serata, da tutte le voci presenti. Una settimana dopo, sono intervenuta al Teatro Socjale di Piangipane nell’evento “I ragazzi in: A volte ritornano!”. Nell’estate dello stesso anno, in diverse occasioni, ho avuto il piacere di esibirmi come cantante solista nella Band del noto trombettista Stefano Serafini. Nel dicembre 2013 ho cantato, ospite, insieme ad altri artisti, durante la presentazione del libro di Vince Vallicelli, storico batterista della scena soul blues italiana, presso la Vecchia Stazione a Forlì. Nel 2014 ho cantato, al Teatro Socjale di Piangipane, nello spettacolo “Women’s Choice”. Pochi giorni dopo, il 23 marzo 2014, ho partecipato, come corista, alla presentazione del disco “COF” di Manuel Auteri, al Teatro Comunale di San Giovanni in Persiceto (Bo).

A maggio dello stesso anno, mi sono esibita al Bravo Caffè a Bologna, in apertura del concerto della Duke Ellington Orchestra, insieme a Vince Vallicelli, Pippo Guarnera e ad altri artisti del panorama blues emiliano romagnolo.

Nel frattempo, ho conseguito la Laurea in Giurisprudenza, dopo la quale ho continuato a portare avanti altri impegni di studio e di lavoro.

Nel 2014 ho iniziato un percorso discografico, prodotto dall’etichetta bolognese San Luca Sound.

Ad aprile dello stesso anno, è uscito il mio singolo inedito “Ogni giorno vuole (che rinasca il sole)”, di cui sono autrice ed interprete, e di cui ho composto la musica insieme a Renato Droghetti; nel brano suonano le chitarre di Luca Longhini e di Manuel Auteri.

“Ogni giorno vuole (che rinasca il sole)” è un brano pop scritto in lingua italiana, con cui ho voluto lanciare un messaggio di speranza e di coraggio nella ricerca individuale della felicità interiore.

Il pezzo è entrato subito in rotazione in diverse radio italiane e nel maggio 2014, è uscito il relativo videoclip. Se vi va di ascoltare “Ogni giorno vuole (che rinasca il sole)”, mentre vi guardate il video, vi lascio il link: https://www.youtube.com/watch?v=POC9UmrEtAc

Da quel momento, ho intrapreso un periodo intenso di produzione e scrittura, scaturito da un mio bisogno profondo di esprimermi e di dare forma a progetti nuovi.

A maggio 2018 è uscito, sotto l’etichetta discografica bolognese San Luca Sound, il mio primo LP, “The Ordinary Way Of Stealing Samples”, una raccolta di dieci brani inediti in lingua inglese e due cover rivisitate. Sono autrice ed interprete dei brani contenuti nell’Album e ne ho coprodotto la musica insieme al noto pianista e arrangiatore Renato Droghetti. Il disco ha avuto il grande piacere di ospitare le chitarre di Pietro Posani in numerose tracce.

 

Com’è nata in te la passione per la musica?

Ho amato la musica sin da piccola e nel tempo, si è sempre rivelata una fedele compagna. La passione per la musica per me è innata, ma in parte mi è stata trasmessa da tutta la mia famiglia. Ho sempre ascoltato tutti i generi musicali: da Barry White a Lucio Dalla, dai Police ai Deep Forrest, da Madonna ai Tears for Fears e così avanti all’infinito. Ho iniziato a prendere le prime lezioni di chitarra da bambina e ho sempre amato cantare, mi ha sempre regalato forte emozione. Ho studiato canto moderno con diversi insegnanti. La voce è qualcosa che ci appartiene nel profondo e proviene dall’anima. C’è una citazione di Italo Calvino che dice: “sepolta in fondo a te stesso forse esiste la tua vera voce, quello che nessuno sa chi sei, o che sei stato, o che potresti essere si rivelerebbe in quella voce, basterebbe che liberassi questa voce che hai sempre nascosto e lei subito ti riconoscerebbe per chi sei veramente”.

 

Ci parli del tuo background musicale? Che musica ascolti? Nomina 3 Album o canzoni che hanno segnato la tua vita.

Io ho sempre divorato ogni genere di musica e in gran quantità, quindi faccio fatica ad essere sintetica nel dare questa risposta. Ho sempre assorbito come una spugna tutto ciò che le mie orecchie hanno sempre amato ascoltare, fin da bambina.

I riferimenti per me sono sempre stati tanti, difficili da enucleare in un elenco ristretto, ma giusto per nominarne alcuni: Afterhours, Bluvertigo, Carmen Consoli, C.Donà, Lucio Dalla, Jovanotti, Daniele Silvestri, Vasco. E ancora: Arctic Monkeys, Bjork, Blur, Bonobo, David Bowie, Coldplay, Daft Punk, Deep Forest, Depeche Mode, Doors, Duran Duran, Eminem, Jamiroquai, Jefferson Airplane, Jennifer Gentle, Joy Division, Iggy Pop, Interpol, Madonna, Massive Attack, M.Jackson, A.Morisette, Muse, Nine Inch Nails, Oasis, Patty Smith, Pearl Jam, Phoenix, Pixies, Portishead, Radiohead, Tina Turner, Skunk Anansie, Rihanna, Stevie Wonder, Sia, Strokes, The Cure, The National, The Police, The Smiths, Tori Amos.

Tre dischi per me fondamentali sono stati “Space Oddity” di David Bowie, “What’s The Story (Morning Glory)?” degli Oasis e “12000 lune” di Lucio Dalla.

 

Dal 15 maggio 2018, il tuo nuovo Album “The Ordinary Way Of Stealing Samples” è in tutti i Digital Store ed in rotazione in diverse radio italiane. Com’è nato? Di cosa parla? Raccontaci tutto.

The Ordinary Way of Stealing Samples” è nato come nascono tutti i dischi, ossia dal bisogno di esprimere riflessioni, emozioni, storie di vita vissuta e spaccati di vite altrui.

Ho sempre amato scrivere, sebbene a volte non sia così facile, richiede coraggio perché se fatto sinceramente, obbliga a tirare fuori se stessi, permettendo alle emozioni che portiamo dentro di mettersi sfacciatamente davanti ai nostri occhi senza mezzi termini e di parlare agli senza tanti convenevoli. E’ un’esperienza emotivamente forte.

Negli ultimi due anni ho visto accadere attorno a me tante cose che non mi sono piaciute affatto e ho sentito la necessità ed anche il dovere di pronunciarmi e di dire la mia a proposito di alcuni meccanismi della società odierna, per invitare la gente a riflettere e per dare un rinforzo alla voce di tante persone che non vengono ascoltate.

E’ nato così, a maggio 2018, “The Ordinary Way Of Stealing Samples”, il mio primo LP, una raccolta di dieci brani inediti in lingua inglese e due cover rivisitate.

Sono autrice ed interprete dei brani contenuti nell’Album e ne ho coprodotto la musica insieme al noto pianista e arrangiatore Renato Droghetti.

Il disco ha avuto il grande piacere di ospitare le chitarre di Pietro Posani in numerose tracce.

Il titolo dell’Album, con ironia, lancia una provocazione nei confronti di alcuni aspetti della società attuale, tra i quali, la mancanza di autenticità, la massificazione che addormenta le menti e la tendenza all’omologazione. E’ un invito all’introspezione, alla conoscenza e al rispetto di se stessi.

I brani dell’Album toccano molti temi, tutti collegati da un filo conduttore, richiamato dal titolo.

In “FM A14” lancio un attacco alla politica, all’uso maniacale e ossessivo dei social network, alla ricerca del potere e al terrorismo, e più in generale alla superficialità che porta le persone a mancarsi di rispetto e a calpestarsi a vicenda pur di raggiungere i propri obiettivi. “Like There’s No Tomorrow” è invece un inno alla vita che troppo spesso si dà per scontata. “Time Out” lancia invece un messaggio combattivo e di speranza nella realizzazione di sè e dei propri sogni. “A Wave” sottolinea l’importanza dell’amore che ci fa conoscere il divino, la parte più profonda di noi. “All My Wannas” esorta alla vera conoscenza di se stessi da cui deriva il rispetto di sè e degli altri. “Infinite Days” parla dell’amore nella sua connotazione più profonda. “O T A K U” analizza le malattie da pc, la perdita di contatto con la realtà e lo sviluppo di dipendenze da tastiera. “My Intention” invita le persone più fragili e sensibili a non permettere agli altri di spegnere la loro luce, è un pezzo che tocca criticamente temi come la bulimia, la violenza sulle donne, l’alcolismo e la depressione. “Music Is My Guide” è una dedica alla musica. “Bombs Away” affronta il tema della guerra, del terrorismo e della natura umana. Infine ci sono le due cover: “How Soon Is Now” dello storico gruppo dei The Smiths, parla della storia di un individuo e del suo bisogno, come tutti gli esseri umani, di essere amato. “Where is My Mind”, pezzo dei Pixies, si ispira ad un’immersione subacquea nel Mar Dei Caraibi ed è stato riarrangiato in chiave più intima piano voce, come fosse una ninna nanna.

 

 

 

 

Il tuo sound accoglie tante influenze. Come lo hai elaborato?

The Ordinary Way Of Stealing Samples” è un LP sperimentale, che affonda le sue radici nel pop, per poi esplorare vari generi musicali e dare voce a chitarre, sitar, archi, basso, batteria, percussioni, pianoforte, tastiere e strumenti elettronici.

Si tratta di un Album pieno di contrasti e di intrecci musicali, che mescola il pop all’elettronica, venature indie e alternative rock a influenze funky, mood orientali a sfumature dance. Il tutto, arricchito da qualche richiamo all’industrial, volées sinfoniche, pennellate dark wave, una spolverata grunge e un tocco di psichedelia pop.

La voce è, a tratti energica ed esplosiva, talvolta metallica e dark, sovente dolce e melodica. L’insieme si fonde con un’antifonia di cori, suoni a ripetizione ciclica e loop velatamente ipnotici, in un alternarsi di ritmi incalzanti, melodie andanti o moderate e ballads malinconiche.

Il sound dell’Album è frutto di una lunga ricerca dei suoni che meglio potevano esprimere ciò che avevo da raccontare e l’ho elaborato sia in studio che traendo ispirazione da momenti di vita vissuta e rovistando nei “cassetti” della mia creatività.

 

Su quale traccia mi dovrei soffermare di quest’Album e perchè?

Su tutte, non ho una preferenza né una traccia sola da consigliare agli altri, sia perché considero tutte le canzoni di quest’Album figlie mie, sia perché contengono messaggi importanti in egual misura, seppur differenti tra loro.

 

Mi parli delle cover dell’Album?

“How Soon Is Now” è una cover riarrangiata di un brano dei The Smiths, di cui sono compositori e autori Johnny Marr e Steven Patrick Morrissey. La canzone racconta la storia di un individuo che non riesce a vincere la sua timidezza e del suo bisogno, come ogni essere umano, di essere amato.

“Where Is My Mind” è una cover rivisitata di un pezzo scritto da Black Francis, cantante e frontman del gruppo dei Pixies, ispirato ad un’immersione subacquea nel Mar Dei Caraibi. Nel mio Album, l’ho riarrangiato in chiave più intima piano voce, come fosse una ninna nanna.

La scelta delle due cover è stata dettata dalla mia passione per la musica dei gruppi a cui appartengono e perchè ho sempre sentito vicini, le sonorità ed il mood in esse contenuti.

 

Se la tua musica fosse una città a quale assomiglierebbe?

E se fosse un cocktail o un quadro?

Per la città, direi un incrocio tra città cosmopolite e multiculturali come Roma, Londra, New York, Tokyo e Quebec City.

Se fosse un cocktail, direi Moscow Mule.

Se dovessi associarlo ad un quadro, “Golconda” di Magritte

 

Se la tua musica fosse un film quale sarebbe?

Più di uno: “Fight Club” di David Fincher, “La Grande Bellezza” di Sorrentino, “Edward Mani di Forbice” di Tim Burton, “Blade Runner di Ridley Scott”, “Romeo e Giulietta” di Bazz Luhrmann.

 

Protesta, libertà, conoscenza personale, amore, anticonformismo etc. Quanto è importante parlare di cose del genere con la propria musica?

E’ importantissimo. Per me la Musica è come l’aria, fa parte della mia vita in maniera imprescindibile. Credo molto in Lei, penso sia un mezzo di comunicazione potente e diretto, un veicolo di emozioni che crea armonia cosmica. Musica non è successo ma succedere, non è arrivismo ma percorso, non è autoaffermazione dell’ego ma scoperta di se stessi e scambio. E’ una dimensione oltre il tempo e lo spazio, che unisce tutti al di là delle diversità e che consente di toccare con mano una realtà distante da quella terrena. E’ per questo motivo che alcuni se ne innamorano. Regala, a chi sa davvero ascoltare, a chi sa osservare col cuore e non guardare soltanto, il privilegio di vedere le cose con occhi diversi.

 

Qual è la tua massima aspirazione? Dove ti vedi tra 5 anni? Su quale palco sogni di suonare?

La massima aspirazione è quella di continuare ad esprimermi attraverso la musica, facendo dischi e concerti.

Il sogno è quello di fare maggiormente e meglio ciò che ho già iniziato. Il top sarebbe poter vivere della propria musica. Sono una sognatrice con la testa tra le nuvole, ma i piedi sempre per terra.

Palchi bellissimi che mi piacerebbe calcare...ce ne sono tanti. La cosa importante però, è il pubblico che ti ascolta e sostiene, qualunque palco si calchi.

Io sono felice di poter sperimentare, di potermi aprire a tutti i generi che meglio esprimono ciò che ho da dire.

I dischi nascono in base all’evoluzione personale. E credo che dovremmo sempre essere in continua evoluzione. Questo per via della fetta di vita che ci portiamo sulle spalle, delle esperienze, dell’età, della maturità, delle emozioni che viviamo. E’ dunque per me impensabile scrivere ora ciò che scriverò tra due anni o fra dieci. Nel tempo, cambierà la forma della mia scrittura ed anche i contenuti, così come la scelta dei suoni.

 

Come ti senti quando canti? Com’è il tuo live perfetto?

Mi trasmette una forte emozione, prima, durante e dopo l’esibizione. Il live perfetto è quello dove riesco ad esprimere completamente me stesso e nel quale riesco ad emozionare il pubblico, ricevendo in cambio la carica energetica di quest’ultimo.

 

Con quale artista italiano/a sogni di collaborare per il futuro?

Diversi. Il primo che mi sovviene alla mente, Jovanotti.

 

Hai dei progetti in cantiere?

L’Album è uscito il 15 maggio scorso e potete trovarlo su tutti i Digital Store (Amazon, iTunes, Apple Store, Google Play, Spotify, etc.) per ascoltarlo e per comprarlo.

L’intenzione è quella di farlo conoscere ed ascoltare a tante persone, e dunque di promuoverlo.

E’ prossima anche la realizzazione del primo videoclip dell’LP, non posso rivelare ancora dove verrà girato e a quale brano si riferirà, ma non vedo l’ora!

Lavori in corso anche per la creazione di un format live per portare in giro l’Album e farlo conoscere al pubblico.

Per il resto, sono in arrivo tante altre sorprese e novità. C’è già altro materiale su cui continuare a lavorare, tante idee in testa e molta voglia di partorirle. Il mio desiderio è continuare a farlo e cercare di far sì che la mia musica parli al cuore delle persone.

 

I tuoi contatti

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Se volete comprarlo (a me fa molto piacere) potete farlo negli Store Digitali, come Amazon, iTunes, Google Play etc.

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Per finire, un saluto ai nostri lettori.

Ciao a tutti i lettori diMescalina, spero che ascolterete l’Album e che vi piaccia. Continuate a seguirmi perchè sono in arrivo tante belle novità. Buona musica. Giulia Grisetti