Moostroo

Moostroo

Il video di Mark Bene in anteprima


30/03/2019 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Carmelo Bene e l`elettronica, chitarre elettriche e spoken, rock e hip hop, ritmiche quasi ballabili e le parole profonde e provocatorie dell`attore: i Moostroo tornano con un remix degli Otu dedicato a Bene.
Musica, sperimentazione o divertissement? Il trio Moostroo di sicuro si diverte a spiazzarci e spiazzarsi, andando al di là del prevedibile e dell’ordinario. Così ecco che torna mescolando un profluvio di chitarre elettriche e ritmiche elettroniche pulsanti, bassi vertiginosi e cangianti e ritmi ballabili, sonorità ipercinematiche e ambivalenti, tese e affascinanti, spoken e hip-hop, per omaggiare Carmelo Bene. La band ci presenta infatti Mark Bene, un remix di Mark degli Otu, che così ci illustra:

Martellante ossessiva ossessione.
Ossessivo, ritmo ossessivo, ballo ossessivo, da capogiro.
Il MOOSTROO si disarticola e scava nel silicio alla ricerca del bit
e scopre un mondo:
dal reverse di beatlesiana memoria,
al magnifico Carmelo che tanto fa godere.

Ci troviamo in crisi ogni qualvolta frequentiamo biografie di uomini e donne che attirano la nostra curiosità per la loro lucida franchezza. Questa volta abbiamo esplorato Carmelo Bene e ne siamo ancora abbacinati. Facendo poi (noi tre insieme) del terapeutico rock, abbiamo deciso di omaggiare in musica questo nuovo nostro maestro dell’incoerenza. L’occasione ci è stata data da un gruppo fraterno, gli OTU, con il loro cinematic hip hop. Abbiamo scelto il brano “Mark” dal loro disco “CLAN”, per reinterpretarlo in una cover. Il risultato è stato per noi un cortocircuito che ci ha messo all’opera, producendo il nostro primo brano miscelato di elettronica. Ci siamo così autodisorientati, mancando a noi stessi, per un poco. Questa ora è la nostra prossima frontiera: produrre il disco, che stiamo già armeggiando, seguendo questa nuova direzione, cioè miscelare postpunk a elettronica e… perderci.

Di conseguenza il video che abbiamo confezionato ha un aspetto elettronico e psichedelico e mostra quanto, all’origine della nostra esistenza (come quella del piccolo ballerino del video), all’epoca in cui siamo davvero in quello che ci manca, siamo allo stesso tempo liberi di non assomigliare a nulla.

In ogni caso non conosciamo la verità, sappiamo dire soltanto delle idiozie.

Nel video seguiamo infatti snodarsi e moltiplicarsi in più immagini i movimenti liberi e franti del bambino, un po’ a tempo, un po’ disordinati come una forza entropica e incoercibile, al pari delle parole pungenti e provocatorie di Bene, “schiaffi alla vita / puttana e mediocre”. Mandala di immagini psichedeliche si affiancano così a frasi elette a mantra laico e straniante, per un brano fuori da ogni convenzione. 



BIO: Da vent`anni sui palchi fuori e dentro le province d`Italia (hanno suonato anche in Argentina, Francia, Spagna, Slovenia, Kosovo) come parte dei Jabberwocky, storica patchanka band di buskers orobici.

Oggi sono il trio MOOSTROO, con la stessa indole di strada ironica e beffarda, ma pronta a fare a botte con la serietà dei temi cantati e un centinaio di concerti alle spalle.

LINE UP: Sono Dulco Mazzoleni (voce e chitarra classica distorta), Francesco Pontiggia (basso a due corde) e Igor Malvestiti (batteria essenziale e elettronica). Il suono che ne viene fuori è grezzo e poderoso senza diventare muscolare e grottesco.

DISCOGRAFIA:

I concerti arrivano subito e con essi anche un primo EP a nome Dulco Klo Charm. Il cambio di nome coincide con la lavorazione del primo vero disco. Si tratta dell’omonimo MOOSTROO pubblicato nel 2014, rigorosamente autoprodotto (“come un autocomplotto” ama dire la band), si avvale della produzione di Stefano Gipponi de Le Capre A Sonagli, il quale insieme al trio ha scelto un suono assai prossimo alla realtà, con pochissima post-produzione e alcune fantasmagorie. Il disco racconta la deformità morale ed esistenziale della provincia e di chi la vive. In copertina un pastore bergamasco, ritratto come un ammasso di pelo dalle fattezze informi, ricorda a chi tiene tra le mani il disco cosa siamo diventati: un qualcosa di osceno, che impaurisce e ci fa paura, che può distruggere e morire. Oppure rinascere, salvare e salvarsi. Un nuovo inizio, un disco elettrico raffinatamente grezzo, di ballate crude e dolci, che si ballano da sole e lasciano impalati per la livida tensione funk che le attraversa in filigrana. Le parole sono pesanti per scelta, fotografano in immagini taglienti una provincia disanimata che è il Paese tutto, ma puntano anche l`obiettivo su chi canta e chi ascolta. Le nove canzoni di MOOSTROO diventano un moderno rito sciamanico di guarigione ma anche un piccolo atto politico, dove alla fine è l`amore l`unico approdo e la sola rivoluzione, l`atto di fede di una resistenza apostata.  

Nel 2016 autoproducono il secondo disco, “Musica per adulti”. Si tratta di un disco denso d`amore viscerale, uno sguardo trapassato sull’eterna contemporaneità della relazione sentimentale, particolarmente concentrato su una certa carnalità finalizzata al godimento, tutto il resto è un rigurgito del male del mondo che il MOOSTROO canta per esorcizzarsi. In continuità con il precedente disco, emerge una certa mostruosità sentimentale: quella a distanza ravvicinata. La musica è energica, quadrata e scolpita con dedizione, articolata equilibrando i tre strumenti in modo minimale, dinamico e vibrante con scatti di nervi. Il basso è a fondamento e sa cantare, la chitarra ha un colore sporco pur essendo classica, mentre la batteria scarna, ma dotata di groove, suona poderosa. Tutto è riassumibile in tre parole: gravità, distorsione e intensità. La scrittura è scarna e diretta e allo stesso tempo sensuale e poetica, intenzionalmente ricorsiva. Canzoni con parole di senso, inquiete, magari crudeli, ma catartiche. Il titolo “Musica per adulti” è riferito al tema - l’amore - che ha una natura talmente complessa che solo gli adulti riescono ulteriormente a complicare. Si tratta in definitiva di un disco sulla perdita dell’innocenza. Al disco partecipano Leonardo Gatti al violoncello, Giuseppe Falco alla chitarra di Ostinato Amore e Luca Barachetti che canta in Usura, di cui è anche autore del testo. La regia della produzione artistica è di Francesco Pontiggia. PRODUZIONE VIDEO: Il trio si occupa anche di produrre i propri videoclip. Meteora ha riscosso importanti riconoscimenti nel circuito internazionale dei video di animazione.

 

LINK:

http://moostroo.bandcamp.com  

http://www.facebook.com/moostrooband  

https://www.youtube.com/c/MOOSTROOOORTSOOM  

 

CONTATTI:

moostrootrio@gmail.com