Giorgio Ciccarelli

Giorgio Ciccarelli

Il video di Un moderato coraggio


29/05/2018 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Nuovo video per Giorgio Ciccarelli, tratto dal nuovo album "Bandiere" in uscita oggi. Movimento in bianco e nero, tra metro, fiamme e meduse, e lo stallo esistenziale di chi resta alla finestra e si accontenta della banalità pur di rispettare il decoro borghese e proteggersi da quanto potrebbe sconvolgere la propria vita: un video sapiente per un brano in perfetto equilibrio tra synth liquidi e chitarre rock, che ci racconta l`ipocrisia e il "moderato coraggio" che predominano nelle relazioni umane.
Continua la sua carriera solista il chitarrista, cantante, autore e compositore Giorgio Ciccarelli (Afterhours, Sux!, Colour Moves), che pubblica oggi il suo nuovo album Bandiere: vi presentiamo in anteprima il suo nuovo video, dedicato alla canzone Un moderato coraggio. Eccolo nelle parole del regista del videoclip, Claudio Del Monte, che si è occupato anche del montaggio: “Spesso non si ha il coraggio di agire e si resta in una fase di stallo, di immobilità, in cui si ha la sensazione che tutto intorno si muova mentre tu rimani fermo ad osservare, come paralizzato. Il video vuole ripercorrere quella sensazione di paralisi, a tinte scure e in un bianco e nero senza tempo”. Il brano, invece, è presentato così: “In qualunque rapporto – sentimentale, di amicizia, di lavoro – troppe volte non si ha il coraggio di arrivare a un vero e profondo confronto, a uno scontro. Il decoro esige un pegno di ipocrisia. Un moderato coraggio è una denuncia della colpevole leggerezza di troppe relazioni umane, oggi. Un mea culpa generazionale. L’intenzione, per questa canzone, sia a livello compositivo, come negli arrangiamenti, era abbastanza ardita e cioè, quella di far incontrare (ipoteticamente) i Pixies ed i Metronomy in un caruggio di Genova nel 1965”.
Un bianco e nero sapiente, inquadrature con la regola dei terzi, una fotografia con i fiocchi ci mostrano allora nuvole, scale mobili e tradizionali, porte e vagoni della metro, passi e meduse che fluttuano, fiamme che salgono e pioggia che scende e scorre: è appunto quel movimento temuto e osservato dall’esterno a causa di quel “moderato coraggio”, che porta ad accontentarsi di qualcosa di banale e incolore, ad arrestarsi al livello del “decoro borghese”, da cui si ha paura di allontanarsi. Ci si accontenta di vivere nell’ipocrisia o in una dimensione placida e inautentica, quindi, per il timore di qualcosa che possa portare scompiglio nella propria vita. Al movimento si contrappone allora lo stallo, ovviamente esistenziale.  
Musicalmente si ascolta una sapiente e fascinosa combinazione di synth liquidi e chitarre rock, in un perfetto amalgama di analogico ed elettronico, suoni eterei e corrosivi, suoni pulsanti e impetuosi, ritmiche tese e voce graffiante quasi à la Vasco Rossi.
L’album Bandiere, che nasce sia da un profondo percorso interiore che dal confronto con il pubblico live, è presentato come un disco in cui Ciccarelli “non ha avuto paura di osare e di andare oltre, in una direzione impensabile per lui fino a qualche tempo fa”, cimentandosi per la prima volta con i synth e l’elettronica, già sperimentata nel tour in duo con Gaetano Maiorano. Ogni canzone di Bandiere è “una storia, un argomento affrontato e sviscerato, un viaggio attraverso noi stessi e il nostro mondo. E in ogni canzone c’è un’invenzione, uno scarto rispetto ai canoni, un ribaltamento della prospettiva. Qualcosa che rimette in gioco tutto. Le cose sono cambiate, adesso e Bandiere è un nuovo traguardo e, allo stesso tempo, un nuovo inizio”.

Nota la nostra Barbara Bottoli sul disco:
Bandiere rappresenta la pellicola per negativi della realtà che ci circonda: usando i colori che restano impressi sulla membrana fotografica per comporre dall`immagine latente quella sperata, quindi parlando di rabbia, di pietà, di amore che va spegnendosi, di dipendenza sentimentale, Giorgio Ciccarelli riesce a isolare la maggior parte di ciò che non dovrebbe esserci per lasciarci tutto ciò che sarebbe migliore. Dopo Le cose cambiano (2015) Giorgio Ciccarelli cambia la sua dimensione solista e si lascia travolgere da un viaggio introspettivo, toccando punte profonde del substrato umano condivisibile per mostrare realmente ciò di cui è composto un uomo e che spesso non tende a mostrare, e oltre a lasciarsi trasportare come uomo lo fa anche come musicista, esplorando nuove forme di comunicazione musicale.

Trovate qui la recensione completa di Bandiere (FMA/Abramo Allione Edizioni/Audioglobe).

Ecco il video di Un moderato coraggio.



Biografia

Chitarrista, cantante, autore e compositore, Giorgio Ciccarelli ha pubblicato dischi e suonato con numerose e importanti band (tra cui Afterhours, Sux!, Colour Moves) con le quali ha dato alle stampe ben tredici album, oltre a dvd, video e singoli. Si è esibito in Europa, Stati Uniti, Canada, Cina. Praticamente ovunque in Italia: dal teatro Ariston di Sanremo al Leoncavallo di Milano, dal concerto del Primo Maggio a Roma al teatro Petruzzelli di Bari, passando per buona parte dei locali, dei pub e dei bar rock della penisola. Ha suonato con e per artisti del calibro di Greg Dulli, Mark Lanegan, Patti Smith e Mina. Ha scritto e arrangiato pezzi per tutte le band con cui ha pubblicato dischi, vincendo premi in varie categorie. È giunto ora al suo secondo disco da solista dopo Le cose cambiano uscito a novembre 2015 per XXXV/Comicon Edizioni.

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