Giuseppe Libè

Giuseppe Libè

Il video di Aria nuova in anteprima


28/02/2019 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Primo singolo dall`album di debutto di Giuseppe Libé, un brano che tra cantautorato e rock canta la necessità di conoscersi, affrontare le proprie crisi senza raccontarsi scuse e trovare il modo di respirare aria nuova. Il video presenta cinque personaggi, inchiodati alle loro dipendenze e alle loro fragilità: riusciranno a uscirne?
Vi presentiamo oggi in anteprima il video di Aria nuova, che anticipa il primo album del cantautore piacentino Giuseppe Libé. Il videoclip, scritto e diretto da Niccolò Savinelli, mostra cinque persone che stanno attraversando la piazza di una città. Ecco la sinossi:

Il regista apre una porta nelle vite dei protagonisti rivelando il loro lato nascosto e le loro debolezze. Una ragazza che ha una dipendenza da eroina, un uomo di mezz’età che affoga la propria solitudine nell’alcool, una coppia che vive il dramma della violenza domestica e un giovane affetto da ludopatia. Ma alla schiavitù del quotidiano si contrappone lo spazio aperto, incontaminato, che spinge i protagonisti alla consapevolezza e al cambiamento. Le immagini tornano nella piazza, dove ritroviamo i protagonisti continuare ciascuno per la propria strada. Viene lasciata allo spettatore la libertà di immaginare se i protagonisti sapranno cambiare e sconfiggere i propri demoni.

I cinque personaggi sono in cammino, ma non sappiamo verso quale meta: li vediamo intanto paralizzati nelle loro dipendenze, da droga, alcool, dal gioco, da legami sentimentali soffocanti e pericolosi in cui si dà il peggio di sé o si subiscono violenze fisiche e psicologiche. Appaiono stanchi ed esasperati, ma riusciranno a prendere altre strade, ad ammettere i loro problemi, come nell’urlo della ragazza nella vasca da bagno, a guardare il fondo dell’abisso per decidere di nuotare fino alla risalita in superficie? Il brano, tra cantautorato e rock, è un invito non a cercare soluzioni temporanee in una fuga o negli alibi che si raccontano innanzitutto a sé stessi, ma a respirare davvero aria nuova, come quella rappresentata dal paesaggio puro, montano e innevato in cui il cantautore appare immerso. Non si può scappare infatti da sé stessi, o dalle crisi che non sono fuori, ma dentro di noi: alla tentazione alla rassegnazione occorrerebbe reagire con uno scatto decisivo verso il cambiamento. La canzone, aperta da tocchi dolenti di piano, a cui si aggiungono poi chitarre e archi, cresce poi in intensità e velocità nella seconda parte, sostenuta dalla batteria, come a costituire un incoraggiamento impetuoso verso un necessario mutamento.

Aria nuova è tratto da Le vite di tanti, primo album di Libé, da lui prodotto sotto la direzione artistica di Matteo Calza e in uscita il 15 marzo. Per l’artista si tratta di un “esordio tardivo che ha fatto sì che l’autore si immergesse nell’esistenza prima che nel suo racconto”. Il disco è così presentato:

Il disco offre una panoramica sull’esistenza e sugli infiniti intrecci che le nostre scelte ci portano a percorrere. Attraverso il racconto della vita, Libé espone il suo punto di vista sulla contemporaneità. Così come le nostre vite differiscono l’una dall’altra, allo stesso modo cambiano i registri con cui vengono raccontate: c’è il realismo di canzoni come “Le Vite di Tanti” e “Passo Dopo Passo”; la malinconica poesia di “Sopra Le Viole” e il “Tuo Abito Blu”; l’eterna commedia del rapporto tra uomo e donna ne “Il Segreto di Chiara”; la scanzonata ironia di “Vivo un po’ Così” e il romanticismo di “Apri La Tua Porta”. Infine, come a legare tutto il racconto, l’epica e allo stesso tempo introspettiva “Aria Nuova”, una canzone che si rivolge all’interiorità e al bisogno di andare oltre la superficie dell’esistenza, ripercorrendo l’antico monito del “conosci te stesso”. Le radici di Libé affondano sicuramente nel cantautorato italiano e statunitense, ma il tutto è mediato da un linguaggio diretto e da un vestito musicale che spazia abilmente tra i generi. Si passa con facilità dal pop al rock, attraverso incursioni di sintetizzatori e drum loop, senza dimenticare una matrice folk che a tratti riemerge prepotentemente (“Sopra Le Viole”).

“Le Vite di Tanti” è un album ricco, che riesce ad essere intenso e a tratti scanzonato, che apre porte ma non dà soluzioni, da cantare sotto la doccia o meditando sopra un divano. Un album nato fra i colori delle vallate Piacentine e il grigio della nebbia autunnale della pianura padana. Insomma, “Le Vite di Tanti” è un esordio che ha il sapore di una lunga esperienza.



Crediti:

scritto e diretto da Niccolò Savinelli 

Cast:

Alice Pintus
Salvatore Lodigiani
Davide Pellecchia
Martina Barani
Vittorio Merola
Matteo Lodigiani 

Un ringraziamento speciale a: Aiglon Cafe`, Samuele Ghisoni, Comune di Andalo, Comune di Piacenza, Paolo Cattivelli, Camelia Chitoi per il trucco e a tutte le comparse.

Biografia

Giuseppe Libé è un cantautore piacentino. La passione per la musica gli viene trasmessa dal nonno, clarinettista della banda del paese, che lo porterà a otto anni proprio allo studio del clarinetto. Nell’adolescenza si avvicina alla chitarra e alla musica rock, in particolar modo affascinato dalla scena grunge dei primi anni ’90; forma così le prime band, i Frisoni e i Libido, dove veste i panni di cantante e chitarrista. Da queste esperienze nascono le prime composizioni: canzoni piene di rabbia e voglia di riscatto. Con la maturità i gusti si spostano in maniera preponderante verso il mondo dei cantautori, senza dimenticare il rock. Inizia a divorare i dischi di De Gregori, Guccini e soprattutto De André, mentre sul fronte anglosassone ascolta Bob Dylan, Bruce Springsteen ed Eddie Vedder. Nel frattempo, inizia a studiare Filosofia all’Università degli studi di Milano, venendo in contatto con il fermento culturale milanese dei primi anni del 2000. Incoraggiato dall’incontro con i Nomadi, e spronato da Beppe Carletti e Massimo Vecchi, Libé si concentra sulla stesura di nuovi brani. Nascono canzoni che raccontano la vita della provincia al tempo della crisi: i sogni provinciali, le feste, gli amori dietro l’oratorio, i vitelloni, le belle segretarie.

A gennaio 2013 esce il primo Ep L’anima nel fango. Accede alla finale del concorso nazione per artisti emergenti Videofestival Live 2013. Durante l’estate 2013 promuove il suo primo EP in un tour estivo che tocca diverse città del nord Italia. A novembre 2014 si classifica al secondo posto del Concorso nazionale Festival di Ghedi. A febbraio 2015 partecipa alla trasmissione televisiva The Voice interpretando “Alice” di De Gregori. A marzo 2015 esce il primo videoclip del brano Sara prepara il caffè. A ottobre 2017 è tra gli otto finalisti del Premio Pierangelo Bertoli. Sotto la direzione artistica di Matteo Calza, all’inizio del 2019, termina il suo primo album intitolato Le vite di tanti”.

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