Gerardo Attanasio

Gerardo Attanasio

Il video di Terraferma in anteprima


27/05/2019 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Vi presentiamo un video molto evocativo, un`ode al viaggio e al mutamento, un inno a chi ha il coraggio di affrontare la sfida della tempesta, come gli uccelli che non hanno paura di allontanarsi dalla terraferma, per difendere la loro libertà e forse i loro e i nostri sogni. E` il video di un brano arioso, cinematico e dolceamaro, il nuovo singolo di Gerardo Attanasio.
Vi presentiamo oggi il video di Terraferma, primo singolo del nuovo album del cantautore campano Gerardo Attanasio, prodotto da lui e da Fabio Rizzo, in uscita il 15 giugno su Blue Bell Records. Nel video natura e civiltà, bellezza e cultura, tra oggetti senza tempo, luci, ombre, riflessi, sole e pioggia, aria e acqua; il volo degli uccelli sovrasta il movimento umano, tra strade immerse nel traffico, auto, piedi che camminano, corpi che nuotano, treni e giostre. Rispetto a quel movimento sulla terra, quello nell’aria e sulla distesa infinita del mare non può che apparire più libero: gli uccelli non hanno infatti paura del “morso dell’onda” e sfidano le tempeste in una canzone che diventa così quasi un inno per difendere la scelta di chi lotta appunto per la propria libertà, non ha paura del cambiamento, di viaggiare, muoversi e forse inseguire i propri sogni di felicità, costi quello che costi. Ecco infatti come viene presentato il video:

Sfidare il mare in burrasca - un antagonista ben più temibile dei propri naturali nemici - è il paradossale destino dell’uccello delle tempeste, dal cui umanissimo punto di vista è cantata la canzone. 
Campania, Toscana, Sicilia, Calabria, Abruzzo… sono solo alcune delle regioni sfiorate dal viaggio raccontato attraverso queste immagini. 
Talvolta è necessario abbandonare la terraferma, la sicurezza della propria casa e delle proprie certezze, per evolvere o in certi casi sopravvivere. 
Spostarsi, misurarsi e vincere contro qualcosa di apparentemente insormontabile aiuterà a superare sé stessi. 
La complessità e la bellezza della vita sono svelate, nel movimento, da prospettive sempre diverse.
Una piccola ode al viaggio, al mutamento, alle sfide, al fluire, alla vita, alle lotte, all’amore.


Si tratta di un video di qualità e di grande suggestione per una canzone con una linea dolcissima e sontuosa di piano e chitarre folk, un brano arioso, cinematico e struggente con un ritornello animato da un pathos acustico, prezioso e delicato.



Video credits
Regia e montaggio Bianca De Magistris
Riprese Bianca De Magistris e Gerardo Attanasio
Riprese con droni Pragma e Sos Stabia – Ricomincio da tre
Blue Bell produzioni

Terraferma è il terzo disco di Gerardo Attanasio e viene presentato così:

Un disco di sole e di sale che insegue l`arcaico attraverso suoni di terra e di mare. Le nove canzoni tracciano una mappa fantastica della provincia di Napoli, luoghi in cui l`autore è cresciuto e che lo hanno ispirato. Semi gettati molti anni fa e che sono maturati lentamente fino a questa forma definitiva. Lo sforzo compiuto è stato quello di annientare l`autore e la sua biografia per arrivare a un linguaggio poetico e musicale senza tempo, come se la stratificazione di versi e suoni arrivasse da lontano, come se fosse una voce plurale. L`intento è quello di essere classico e dunque eterno, al di fuori delle mode. Chitarre battenti, zampogne e castagnette si scontrano con sintetizzatori, chitarre elettriche e batteria per sottolineare lo strappo irrimediabile fra due mondi: quello contadino contro quello tecnologico, i tempi della terra contro quelli del Mercato. Una contaminazione inevitabile che regala nuova linfa a dei canti senza tempo. La canzone d`autore si sporca di sonorità alla Sufjan Stevens, Bon Iver, José González. È come se i Radiohead di The Bends suonassero la chitarra battente. Dal mito delle sirene a una ninnananna di sapore popolare, il Mediterraneo respira in ogni episodio di questo viaggio. Qui la vita si esprime attraverso mille contraddizioni per bocca di personaggi diversissimi fra loro.

Tutta la vita di Gerardo Attanasio è caratterizzata da innumerevoli letture, viaggi e uno spontaneo amore per luoghi e storie dimenticate. La sua poetica si nutre di letteratura e bellezza, rendendolo uno degli ultimi esemplari di una razza estinta: il "cantor litteralis", di cui non ripropone oziosamente gli stilemi ma, grazie a un continuo lavoro di ricerca, rinnova con personalità e freschezza l`arte della canzone.

Biografia

Gerardo Attanasio, classe 1983, è un cantautore italiano vincitore della Targa Siae al Premio Pigro 2008 e Premio Lunezia “Musicare i poeti” 2015

con musica su testo dantesco.

Adolescente comincia a suonare in diverse band della provincia napoletana di cui scrive l’intero repertorio inedito. Autoproduce da solista due demo: Partenze & Ritorni (2004) e In due ore (2006). Si diploma come paroliere al CET di Mogol. Vince svariati premi per approdare poi al primo disco nel 2009, Vivere lento, in cui comincia ad esplorare il linguaggio della canzone d’autore spostandolo verso sonorità di matrice rock.

Intanto si è laureato in lettere classiche all’Università di Napoli Federico II con una tesi in filologia classica sul mondo classico nella canzone di Fabrizio De André. La letteratura infatti è una passione che resterà centrale all’interno della sua personale ricerca artistica e umana. Comincia a dedicarsi alla produzione musicale curando stabilmente le sonorizzazioni e le musiche di spot e documentari per CGIL. Scrive colonne sonore per cortometraggi e produce diversi dischi di piccole realtà della provincia napoletana. Si diploma come tecnico del suono presso Spazio musica, EDEXCELL. Lavora come musicista di scena per la Compagnia di Teatro Cat di Castellammare di Stabia con cui vanta una collaborazione pluridecennale.

Per lo stesso teatro idea una rassegna mensile dedicata alla canzone d’autore chiamata Folkstudio Reloaded, di cui è direttore artistico. Nel 2014 produce il suo secondo album, I Canti dell’Ontano, in cui spinge la canzone d’autore verso territori sempre più sperimentali ottenendo diversi riconoscimenti e tanti apprezzamenti da parte della critica: “è uno dei segreti meglio custoditi del cantautorato italiano”, Francesco Nunziata

(Ondarock); “Un oceano di ricerche, esperienze e intuizioni (...) separa queste prime prove dal secondo “I canti dell’ontano”. Attanasio predispone un edificio di produzione - per quasi un’ora di durata - che ha dello sbalorditivo”, Michele Saran (Ondarock).
Il suo carattere schivo lo porta a prediligere l’aspetto della produzione e della scrittura piuttosto che la dimensione live, questo non gli impedisce di girare lo stivale solo chitarra e voce. Intanto come paroliere arriva allo Zecchino d’Oro nel 2013 con Ninnaneve e nel 2015 con Resterà con te e Il contrabbasso, mentre vincerà il Premio Lunezia “Musicare i poeti” dello stesso anno con Amar perdona, scritta su testo dantesco.

Nel 2018 pubblica “Canzone per Giulio / Kumbaya, My Love”, un singolo di due canzoni dedicate ai diritti umani con una delle quali arriverà in finale al Premio Pierangelo Bertoli.

Cova in pancia dagli anni dell’università il desiderio di regalare alla propria terra un disco luminoso che abbia i suoi stessi colori. Gira la Grecia in auto alla ricerca di risonanze segrete con le storie che ha in mente di raccontare e dopo un lungo processo di ricerca, scrittura e pre-produzione, nel 2018 sceglie come partner alla regia artistica Fabio Rizzo (Indigo) per chiudere il lavoro, registrandolo tutto a Castellammare di Stabia presso il suo studio, Blue Bell Project Studio e chiudendo i mix a Palermo presso Indigo.

Il 15 giugno 2019 pubblicherà il suo terzo album, Terraferma, dedicato ad alcuni miti della provincia napoletana, declinando strumenti tradizionali come la chitarra battente all’interno di scenari rock, creando un vero e proprio scontro di mondi (contadino e industriale) che contribuisce a dar vita a un immaginario variegato, colorato, che spinge la canzone verso territori assolati, sporchi di sale. Le liriche si fanno asciutte come le pietre dei templi greci e la semplicità, sintattica e armonica, nasconde un intenso lavoro di limatura che restituisce freschezza e spontaneità a tutto il disco.

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Alessandro Favilli sandro@promorama.it
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