Miriam Foresti

Miriam Foresti

Nel suo Giardino segreto


27/04/2019 - di Francesco Malta
Miriam Foresti presenta il suo disco di debutto, uscito a fine 2018, al Teatro Kopó di Roma. Un`ottima occasione per far conoscere in versione live le dieci (più una) canzoni che compongono Il Giardino Segreto.
Nella piccola, ma gremitissima, sala del teatro Kopò a Roma l`emozione iniziale di Miriam Foresti si avvertiva prima ancora che cominciasse a cantare. Ma sono bastate le prime strofe per vedere il volto sciogliersi e la voce scaldarsi. Accompagnata dalla sua band tutta abbruzzese ( Damiano Notarpasuale al clarinetto, Luigi Sfirri alle chitarre, Fabrizio Ginoble all`Hammond, Guerino Rondolone al basso e Fabio Colella alla batteria) la cantante romana di nascita ma di base a Udine ci porta a conoscere il suo Giardino segreto, un disco intimo, biografico e molto personale. E lo spiega, racconta il percorso che ha portato a ogni singola canzone, ed ognuna è un affresco di una parte di vita.

Da Persa nel blu parte il racconto di questo album, dalla canzone più scura, come fosse una metafora. Partire dal peggio per risalire. Miriam ci racconta di amori sbagliati, in Quella sera, e lo fa facendo giocare la sua voce in contraltare con il clarinetto, creando una nuova forma della canzone * che si sente sul disco. La band riesce a prendersi i propri spazi, mostrando i propri talenti, e facendo apprezzare la variegata scelta musicale di ogni singolo pezzo. Si va dal Jazz, al Blues, al pop al folk, senza che si abbia mai la sensazione di forzatura, tutto suonato con una naturalezza eccezionale. E la voce della cantante si riesce ad adattare alla perfezione a ogni stile, senza patire mai difficoltà.

Il Giardino segreto che Miriam Foresti ci racconta è composto di piante più importanti di altre, tra cui di certo spicca la famiglia. Ecco quindi tre brani che vanno a mettere in scena l`importanza dei genitori per l`artista. I Know a Place è dedicata a Nick Drake e alla madre, l`unica persona in grado di capire le angoscie di un figlio. Sono Stanco è un blues di Bruno Martino che però Miriam era convinta fosse scritta dal padre ( presente, ed emozionato, in platea) per quante volte gliel`aveva sentita cantare quando era bambina. Su Father arriva la sorpresa della serata. "A tutti è capitato almeno una volta di pregare, anche a chi non crede. La canzone, in un certo senso è una preghiera, e se cantata in tanti è ancora più preghiera" dice Miriam nell`introduzione. Ed ecco alzarsi dalla prima fila un coro di sei persone del Phonema Gospel Choir ( dove Miriam ha militato per sei anni) ad accompagnare la band in quella che diventa una vera e propria invocazione.

Come detto la band è abbruzzese così come può definirsi tale Miriam che ha vissuto quasi tutta la sua vita a L`Aquila. Il primo singolo estratto dal disco è L`odore delle piccole prende lo spunto proprio dal terremoto di dieci anni fa, "che è una sorta di anno 0 per L`Aquila. Circa due settimane dopo il terremoto tornai a casa mia per prendere delle cose, eravamo andati via di corsa, senza niente, e dentro casa sentii un odore, un odore che di solito non si nota dentro casa propria, era l`odore delle piccole cose". Il clarinetto prende la scena con un assolo che varia la faccia della canzone per come la conoscevamo, conferendogli una profondità notevole.

Un`ora e mezza davanti a un pubblico attento e preso dalla performance della band e dai racconti di Miriam Foresti. Un presentazione che ha emozionato in primis la cantante ma anche molti dei presenti in sala. Un`ora e mezza per conoscere un disco che ha già qualche mese sulle spalle, ma soprattutto per conoscere chi c`è dietro a quel disco, con il proprio talento, con le proprie difficoltà e con le proprie emozioni. Sperando che Miriam Foresti, e tutta la sua band, possano avere il giusto successo che meriterebbero.