Tenco 2019  43° Rassegna Della Canzone D’autore

Tenco 2019 43° Rassegna Della Canzone D’autore

TENCO 2019 43° Rassegna Della Canzone D’autore


24/10/2019 - di Elena Bertoni
“Dove vola colomba bianca” è il titolo del Tenco 2019 (17/18/19 Ottobre 2019 – Teatro Ariston , Sanremo ) che si propone di tracciare un percorso della Memoria storica della canzone italiana dal 1951 (prima edizione del Festival, dove Nilla Pizzi cantò proprio Vola Colomba) fino ai nostri giorni.
Mercoledì 16 la Masterclass “AMICO FRAGILE”su Fabrizio de Andrè, che ha visto la presenza di Vittorio De Scalzi, Dori Ghezzi e Michele Serra, la presentazione presso la sede del Club Tenco del libro “La mia prima volta con Fabrizio De Andrè. 515 Storie”di Daniela Bonanni e Gipo Anfosso, e alla sera al Forte Santa Tecla la performance di luce dell’artista Marco Rotelli dedicata a Fernanda Pivano a 10 anni dalla sua scomparsa, ha preso il via la 43à edizione della Rassegna, mentre Giovedì 17 Ottobre alle h. 21.15 si è alzato il sipario sulla prima delle tre serate. Come da tradizione, sul palco del teatro Ariston praticamente sold out, si è iniziato con la bellissima Lontano Lontano eseguita da Achille Lauro (scelta ed esibizione che hanno scatenato numerose critiche, alcune decisamente feroci), seguito dal duo Peppe Voltarelli e Alessandro d’Alessandro. I due artisti, oltre ad aprire tutti gli eventi delle 18,30 presso la ex chiesa di Santa Brigida, sono chiamati a fare da collante tra le tessere del mosaico, eseguendo ogni sera, in apertura, un brano storico. Si è partiti con un’intensa versione di “La Storia” di De Gregori, quasi recitata,la prima sera a una potentissima “Mario”, bellissimo omaggio a Pino Donaggio e implicitamente anche a Enzo Jannacci nella sera di venerdì, cantata con trasporto da Voltarelli e suonata con maestria da D’Alessandro, per arrivare la terza sera a  “Che faccio qui” di Gianni Siviero. Tre interpretazioni da incorniciare, tra i momenti più belli della rassegna. Lo storico presentatore Antonio Silva e Morgan, che aveva appena cantato Vola Colomba, accompagnandosi con il pianoforte, hanno richiamato sul palco Achille Lauro e nel presentarlo lo hanno definito “L’anello di congiunzione  tra la canzone italiana e la canzone d` autore, cioè tra “festival” e “rassegna”. Perché l’intento di questa edizione era appunto ripercorrere la storia della canzone italiana. Achille Lauro  ha cantato il pezzo presentato al Festival lo scorso Febbraio Rolls Royce (assieme a Morgan) e altri due brani, 1969 e C’est la vie.  Il discusso artista nel lasciare il palco,  si è inchinato quasi in ginocchio davanti a Silva e Morgan, un gesto che gli fa onore (o è solo teatro?) . La prima sera prevedeva la consegna delle Targhe Tenco e la prima è stata consegnata a  Piero Fabrizi che ha ritirato il premio per conto degli Adoriza (miglior collettivo a progetto) per “Viaggio In Italia. Cantando le nostre radici”, mentre Enzo Gragnaniello per l’album Lo chiamavano vient’’ terra è stato premiato con la Targa Tenco per il miglior album in dialetto. La sua voce potente e i quattro pezzi eseguiti hanno conquistato il pubblico.

 Grazie ad Alessio Lega (Targa quale miglior interprete di canzoni) che si è esibito accompagnato dal magico violino di Michele Gazich, si è vissuto un altro momento di grande emozione. Lega ha reso omaggio a Bulat Okudžava con Il Musicista, a Gianni Siviero con la commovente Non ti scriverò più e a Ivan Della Mea con la splendida La nave dei Folli, rendendo omaggio a due grandi autori “caduti nell’oblio” che quest’anno al Tenco sono stati giustamente onorati e ha chiuso il set con uno splendido brano dedicato a Monicelli. 

 La Targa Tenco per il miglior disco in assoluto è andata a Vinicio Capossela per Ballate per Uomini e Bestie. L’istrionico artista  si è esibito per una quarantina di minuti in modo impeccabile,  ha indossato degli strani  cappelli (tra cui uno a forma di testa di maiale e uno a forma di lumaca) con cui ha ricreato i personaggi dei suoi brani e  “vestito” le sue canzoni,  da I musicanti di Brema, al Il Povero Cristo, al Testamento del Porco a La Lumaca.

Ha decisamente convinto Fulminacci (Targa Tenco per la miglior opera prima: La vita veramente) premiato da Teresa De Sio. Il giovane cantautore romano  si è esibito  chitarra e voce dando prova di grande maturità e bravura.

Piacevole sorpresa anche Rancore che ha proposto  la sua favola “Sangue di Drago”.  Raggiunto da  Daniele Silvestri e Manuel Agnelli, i tre hanno cantato “Argento vivo” (Targa per il miglior brano), il brano che Silvestri aveva presentato al Festival 2019, un brano con un testo profondo e intenso, impreziosito dalle note rap di Rancore e dagli interventi vocali di Agnelli.  Silvestri si è poi esibito da solo con “Le navi” e Agnelli con “Quello che non c`è”.  Una geniale e improvvisata versione swing di “Vola Colomba” in inglese (traduzione a quanto pare fatta  dallo stesso Luigi Tenco) con Morgan, accompagnato da Agnelli e Cammariere ha chiuso  la prima serata della 43° edizione della Rassegna.

L’itinerario nella memoria storica della musica è continuato venerdì 18, sempre con Peppe Volatrelli e Alessandro d’Alessandro questa volta con una potente versione di Mario, omaggio  al grande Pino Donaggio a cui viene assegnato il  Premio Tenco all’artista.  Il grande compositore veneziano, autore di oltre 240 colonne sonore, oltre a innumerevoli brani di grande successo, ha ascoltato alcuni suoi brani eseguiti  da un trio di voci grandiose, Petra Magoni, Nina Zilli e Levante, accompagnate degli GNU Quartet. Petra Magoni con la sua voce magica, accompagnata al piano dalla figlia bravissima,Frida Bollani,  ha eseguito “Il cane di stoffa” e Il Fabbricone di Siviero, Levante Come sinfonia, Nina Zilli  Io che non vivo senza te, e ancora Petra Magoni Giovane Giovane, mentre gli  GnuQuartet, sempre più bravi, si lanciano in un medley di alcune colonne sonore. Un Pino Donaggio visibilmente commosso ha ritirato il premio e, anche se non cantava più da tantissimo tempo, ha intonato con Morgan un pezzetto di Io che non vivo, cantata a Sanremo nel 1965, dimostrando di avere ancora una voce notevole.

Gaetano Curreri con gli Stadio ha ricevuto il Premio Tenco per i Suoni della Canzone e quale brano meglio di Chiedi chi erano i Beatles è perfetto per il tema di quest’anno? Infatti gli Stadio l’hanno cantata assieme ad altri tre brani del loro repertorio : Swatch, Tu sei l’amore di cui hai bisogno e Un giorno mi dirai. Un brano a testa ancora per Nina Zilli e Levante e spazio quindi a Sergio Cammariere e il suo piano, seguito da Rosalino Cellamare, aka Ron, cinquanta anni di carriera e brani che sono poesia: Almeno pensami, Futura (Lucio!), Una città per cantare e Non abbiam bisogno con l’aiuto di Cammariere al piano. Magia pura!

Ed ecco il momento clou della seconda serata (senza nulla togliere agli altri artisti intervenuti). Dopo aver ascoltato  Le custodie cautelari, notevole gruppo che ha già pubblicato 7 dischi (e che bravi!), viene annunciato il Premio Tenco all’Artista straniero: il mostro sacro Eric Burdon. Camicia ed occhiali neri, carisma che si nota fino all’ultima fila di poltrone in galleria, voce e grinta che sembrano quella di quando aveva 20 anni. The House Of The Rising Sun, Dont’t Let Me Be Misunderstood e una  We Gotta Get Out Of This Place da lasciare senza fiato, eseguite in maniera perfetta. Chapeau Mr Burdon!

Come da tradizione le tre serate all’Ariston sono state accompagnate da numerosi ed interessanti eventi collaterali, iniziati in tarda mattinata per finire a notte fonda.  Verso mezzogiorno  presso la sede del Club Tenco si sono tenute le conferenze stampa di presentazione delle serate all’Ariston. Alle 15 sempre al Club Tenco ci sono state le presentazioni di una quindicina di libri tra cui quello nuovo di Guccini, la autobiografia di Bobo Rondelli “Cos’hai da guardare”, “Gaber – Brel. Dialogo” di Micaela Bonavia . E ancora “Massimo Riva vive! La vita rock dello storico chitarrista di Vasco “ di Massimo Poggini, con la presenza della sorella dello stesso Riva,  “La nave dei folli: la biografia di Ivan Della Mea” di Alessio Lega, e il cd-book “Io credevo, Canzoni di Gianni Siviero” un grandissimo autore dimenticato dai più  ed il cd “Da Livorno in là” dedicato a Piero Ciampi.

Alle 18.30  tutti alla Pigna nella ex chiesa di Santa Brigida per set dedicati a  Franco Fortini, Giangilberto Monti, Ernesto Bassignano, Claudia Crabuzza, tutti introdotti dall’infaticabile duo Peppe Voltarelli e Alessandro D’Alessandro.

Peppe Voltarelli e Alessandro d’Alessandro sono stati il collante che ha tenuto insieme le tessere del mosaico di questa edizione del Tenco. Nella terza serata sabato 19 hanno cantato Che ci faccio qui di Gianni Siviero, e onore al merito a questo duo che ha aperto alla grande tutte le tre serate.

Franco Fabbri (Premio Tenco quale operatore culturale) ha cantato davanti al teatro strapieno, chitarra e voce, Ponte Landolfo , brano degli Stormy Six di cui è stato uno dei fondatori , accompagnato da Alessio Lega e Peppe Voltarelli .

E che dire di Mimmo Locasciulli? Il medico abruzzese ha omaggiato anche anche lui Siviero con Il trasferimento, un pezzo decisamente forte,  e accompagnato da un quartetto con influenze jazz  ha presentato i suoi pezzi Aria di Famiglia, Svegliami domattina e Passato Presente, regalando al pubblico uno tra i set più apprezzati.

Tutti in piedi per un altro grande vecchio: Roberto Brivio, classe 1938, (Chiedi chi erano i Gufi?) e ci si tuffa nella  Milano negli anni ’60 con Gaber e Iannacci. Con la sua classe immensa ha fatto meditare, ridere e cantare tutto il teatro con le sue “canzoni  macabre” e con Porta Romana. Della serie la classe non è acqua.

Uno degli artisti più affezionati al Tenco è David Riondino. Mentre lo scorso anno intratteneva il pubblico nei cambi di palco assieme a Enrico Rustici con le loro ottavine improvvisate, quest’anno si è presentato da solo sul palco e  solo con chitarra e voce ha intrattenuto il pubblico con i suoi monologhi, con una cover ironica di De Gregori, Giuseppina che corri sul filo, e un poema satirico sulle buche di Roma e della Sindaca Raggi, Le buche della Raggi e con La ragazza di Kobane.

Il Tenco è anche scoperta di nuovi talenti e Simona Colonna con il suo violoncello Chisciotte è sicuramente una di questi. La compositrice piemontese, che canta in dialetto roero (territorio nella provincia di Cuneo)ha presentato due suoi brani Curima Curima , Masca Vola via, e ha omaggiato Siviero con Gli impossibili sogni. Che grinta e che voce la ragazza!

Dopo l’uscita di Simona Colonna, Antonio Silva e Morgan dal palchetto hanno introdotto l’artista vincitrice del Premo Tenco all’Artista, senza tuttavia nominarla.

Un sipario formato da luci e una inconfondibile voce fuoricampo hanno svelato subito il mistero. Ecco di Gianna Nannini  che ha sfoderato tutta la sua grinta e la sua passione nel cantare gli 8 brani in scaletta  .  Ha chiamato sul palco il suo primo mentore Paoluzzi per accompagnarla alla chitarra in una versione grandiosa di America, e ha incantato i fans con Ragazzo dell’Europa, Profumo, Donne in Amore, Sei nell’anima. Dopo la consegna del Premio Tenco, è stata “costretta” a tornare sul palco per concedere un bis.

Terminata l’esibizione della Nannini,  lo storico presentatore Antonio Silva, ha salutato il pubblico. Già Antonio Silva: merita sicuramente una menzione speciale. Anche quest’anno ha presentato con un’energia, una ironia e una vitalità incredibili e tenuto il palco come i più grandi professionisti del mestiere. E onore anche a Morgan che ha presentato, cantato, accompagnato al pianoforte molti artisti e ha terminato la serata cantando Lontano Lontano, chiudendo così il cerchio iniziato giovedì sera, mentre calava il sipario.

Tutto finito? No perché al Palafiori, come nelle altre due sere, iniziava il Dopo Tenco, dove molti artisti presenti all’Ariston hanno dato sfogo alla loro creatività e allegria per jam session trascinanti. E così Petra Magoni, Bobo Rondelli, Cammariere, Morgan e tanti altri hanno regalato nottate cariche di vitalità ed energie.

L’edizione di quest’anno, nonostante le solite polemiche che hanno preceduto le giornate di SanRemo, è stata una delle più riuscite, ha premiato artisti noti e meno noti, ha offerto riuscite esibizioni all’Ariston e negli eventi collaterali, ha reso omaggio a grandi e dimenticati cantautori come Ivan Della Mea e Gianni Siviero, tenendo quindi fede alla sua missione!      Viva Il Tenco!

 

Foto di Giuseppe Verrini