Tenco 2018  42° Rassegna Della Canzone D’autore

Tenco 2018 42° Rassegna Della Canzone D’autore


24/10/2018 - di Elena Bertoni
Grande successo per la 42° edizione dedicata al tema Migrans, uomini, musiche, idee svoltasi il 18-19-20 Ottobre al Teatro Ariston a Sanremo.
Preceduto da una Masterclass su Giorgio Gaber con Paolo Dal Bon, Neri Marcorè  e Gianpiero Alloisio,  e da una serata alla Pigna con  Bobo Rondelli e Peppe Voltarelli, il 18 Ottobre 2018 dal teatro Ariston parte la 42° edizione del Premio Tenco. Sul palco, dominato dall’imponente scultura della “Venere degli Stracci” di Michelangelo Pistoletto, copia della statua neoclassica “Venere con mela”, che qui appare con il volto  nascosto e immerso  in un cumulo di abiti dismessi, che sono ormai diventati stracci, Antonio Silva, il presentatore di tutte le edizioni, legge con trasporto il testo della canzone “Migranti” di Francesco Guccini. Si perché quest’anno il tema della rassegna è Migrans, tema che indica non solo i migranti veri e propri ma tutto ciò che riguarda l’attraversamento di confini temporali, geografici, linguistici, culturali, musicali. Quindi, uomini, idee, musica.

Quest’anno ad eseguire “Lontano Lontano”, la canzone con cui da tradizione inizia la Rassegna, è chiamata una elegantissima Elisa, vincitrice di una Targa Tenco nel 1998 come migliore opera prima con l’album Pipes & Flowers. Dopo il brano di Luigi Tenco la cantante friulana esegue alcuni suoi brani e termina il set, durato una ventina di minuti, con il brano Luce, cantata a gran voce dal numerosissimo pubblico presente.

L’edizione n.42 presenta anche una novità: lo storico presentatore Antonio Silva per la prima volta  è affiancato da una valletta: si tratta di Marco Castoldi, ovvero Morgan, che presenta il sorprendente duo Edoardo De Angelis e Neri Marcorè.  I due artisti hanno però le chitarre non accordate in sincronia e quindi, in attesa della nuova accordatura, ingannano il tempo cantando il grande successo di  De Angelis Lella, e poi quando finalmente le chitarre sono a posto eseguono Mio fratello che guarda il mondo di Ivano Fossati, quindi Speranza disperata, Yusuf e la preghiera laica scritta da De Angelis Padre nostro.

Spazio strumentale con Rocco Papia alla chitarra flamenca 7 corde e  Giulio Capurso con una inedita doppia chitarra elettrica con 7 corde per manico, che omaggiano i giganti della musica brasiliana, nonché Premi Tenco,  Jobim e  Vinicius De Moraes.

Anche quest’anno non mancano tra un cambio e l’altro le incursioni di David Riondino e  Enrico Rustici , a cui si aggiunge Donato De Acutis,con le loro ottavine improvvisate per intrattenere gli spettatori.

Se passi la vita a decidere chi non fare entrare in casa tua va a finire che ti perdi le feste più belle”. Scatena gli applausi del pubblico la frase, riferita neanche troppo velatamente a Salvini, pronunciata dal leader dello Stato Sociale, gruppo  che era già stato sul palco dell’Ariston durante il Festival di Febbraio. La band esegue alcuni brani, canta Altrove assieme a Morgan e si congeda dal pubblico ovviamente con Una Vita in vacanza.

E’ la volta poi di Sighanda, nata a Bruxelles da genitori siciliani emigrati in Belgio, che presenta alcuni brani tratti dal suo album Mitofonie dove mescola influenze della sua Sicilia con la mitologia greca e con altre molteplici culture. Degna di nota è anche la sua iniziativa di fondere musica e segni utilizzando la lingua dei segni (LIS)per portare il pubblico sordo e quello udente in un mondo fatto di vibrazioni ed emozioni visive.  A  chiudere la prima serata arriva Zucchero, vincitore del Premio Tenco alla Carriera per “aver invaso con le sue canzoni i territori più ambiti e meno frequentati dalla canzone italiana”, che per la prima volta in acustico regala 60 minuti di poesia, e un richiesto  bis, con alcune delle sue migliori ballate, Dune mosseIl suono della domenica, Ci si arrende, E’ un peccato morir, Hey Man, Come il sole all’improvviso, Così celeste, Voci, I tempi cambieranno e Diamante. 

Davide Van De Sfroos apre la seconda serata con tre brani tratti dal suo repertorio e legati fra loro dal comune denominatore del migrare, del superare frontiere, muri e barriere, da Sem parti a Sciur Capitan.

Anche il rap irrompe in questa edizione del Tenco con Willie Peyote, una delle figure più interessanti della scena musicale italiana.  Torinese, con una forte vena autoironica, spiega lui stesso il suo nome d’arte ( Ho preso il personaggio della Warner e gli ho dato della droga) , si diverte anche a duettare con Morgan che non aspetta altro che potersi esibire con gli artisti sul palco.  Introdotto dalla registrazione del 1985 della voce di Antonio Silvia che  presenta  Bulat Okudzava, padre dei cantautori russi e  Premio Tenco 1985 e che emoziona non poco tutto il pubblico, arriva sul palco Alessio Lega che presenta sei canzoni tratte dalle poesie del poeta tra una cantata dalla bravissima Elena Frolova.

Omaggiato da una composizione in 13 ottavine di Riondino viene consegnato il Premio Tenco operatore culturale 2018 a Carlo Petrini che nel suo discorso di ringraziamento dedica alcune parole al Sindaco di Riace e non risparmia critiche  a quello di Lodi.

La serata prosegue con la voce cristallina di Tosca  le cui canzoni sono il risultato dei suoi viaggi intorno al mondo e alla conoscenza di diversi generi musicali, dalla musica rebetika con le contaminazioni greco arabe, il fado, la morna di Capoverde, il samba in Brasile.

Seguono poi Giua e Simone Cristicchi, che conclude la seconda serata, artista capace di improvvisare ma che non rinuncia mai all’impegno pur restando ironico. Esegue Magazzino 18 dal nome del magazzino situato nel porto vecchio di Trieste dove ci sono gli oggetti lasciati dai profughi in fuga dalla Jugoslavia, per concludere con Ti regalerò una rosa, canzone sull’amore tra due anziani sbocciato entro una casa di riposo, e con lo splendido  brano inedito, Lo chiederemo agli alberi.

Naturalmente il Tenco non è solo le tre serate all’Ariston. Ci sono una serie di eventi collaterali mai come quest’anno densi e importanti. Oltre alle conferenze stampa del mezzogiorno con alcuni degli artisti che si esibiranno la sera, nel pomeriggio nella sede del Club Tenco vengono presentate alcune iniziative editoriali. Nella giornata di mercoledì 17 vengono presentati  il libro Salvezza di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso sulla esperienza sulla nave Aquarius ed il doppio CD  Yayla – Musiche ospitali con Andrea Parodi. Nei pomeriggi seguenti vengono presentati i primi tre libri del Club Tenco pubblicati da Squilibri editore : Giorgio Gaber , Sette interviste e la discografia commentata di Luciano Ceri, Bulat Okudzava, Vita e destino di un poeta con la chitarra di Giulia De Florio e Vent’anni di sessantotto di Sergio Secondiano Sacchi, Sergio Staino e Steven Forti.  E non si possono non menzionare le serate alla Pigna a partire da mercoledì 17 con Bobo Rondelli e Peppe Voltarelli, dal titolo 1958 anno zero, per proseguire poi giovedì con Autostrada60 rivisitata con Olden, Ventun corde per i Premi Tenco con Capurso & Papia venerdì per concludere sabato con La poesia cantata dei lirici Russi con Elena Frolova

E sabato è anche la serata finale della Rassegna, Si parte con il botto : Premio Tenco all’artista 2018 con il “tenero giardiniere dell’amore” (come lo definiva Jacques Brel ) e Migrans totale, non solo perché figlio dell’emigrazione, a Salvatore Adamo, nato in Sicilia ed emigrato in Belgio con i genitori quando aveva 4 anni, figlio e nipote di minatori italiani che si è preso la rivincita sugli insulti subiti per anni, quando andava a scuola con gli abiti dell’assistenza pubblica.

Quasi un’ora di esibizione, accompagnato da una straordinaria band di otto elementi,  con i suoi più grandi successi tra cui Perduto amor, colonna sonora del film omonimo di Franco Battiato, Lei , ringraziando Nanni Moretti che l’ha utilizzata in ben due suoi film, Cade la neve, Ingenuità, Non mi tenere il broncio, Amo e La mia vita, quindi l’inedito Migrants,  che ha commosso tutto il pubblico e anche lo stesso Adamo che a stento ha trattenuto le lacrime, Inch’allah, per chiudere con una scintillante versione di La notte, in duetto con l’immancabile Morgan. Enorme  successo della sua esibizione, continue  emozioni tra il pubblico per un grande artista da oltre 50 anni sulle scene, che ha venduto oltre 100 milioni di dischi  e che sta preparando per il prossimo anno un nuovo disco e relativo Tour.

 Iniziano quindi  le consegna delle Targhe Tenco. Quelle per l’opera prima a Giuseppe Anastasi e la Targa per la Miglior Canzone a  Mirkoeilcane . Segue poi Franco Fabbri che consegna la Targa per l’album a progetto (una nuova targa) a Amnesty International per Voci per la libertà, mentre Francesco Paracchini consegna la Targa Tenco per il miglior album a Motta per l’album Vivere o morire. Tutti i premiati eseguono tre brani ciascuno.

Fabio Cinti che con un quartetto di archi e pianoforte ha riletto l’album La Voce del Padrone di Franco Battiato,  cambiandone gli arrangiamenti e le sonorità riceve la Targa Tenco come Miglior Interprete per aver dato una nuova veste a questo capolavoro,  presenta alcuni brani e Morgan si unisce per l’immancabile duetto finale.

Alessandro Carrera  consegna la Targa per il miglior album in dialetto a Francesca Incudine con Tarakè e la cantante siciliana, con la sua incredibile voce, regala agli spettatori un set veramente trascinante e coinvolgente.

Il Premio Tenco in Pectore, come afferma Silva, Pippo Pollina, grande artista siciliano, semisconosciuto in Italia, ma vera  star nei paesi di lingua tedesca, autore di una ventina di album,  chiude alla grande la terza serata con un tris di canzoni tra cui Il pianista di Montevideo e Dove crescevano i melograni.

Ma la serata non è ancora terminata. Finale tutto rock con Morgan che esegue in trio la sua personale versione de La notte di Adamo e poi tutti al Palafiori per il dopo Tenco con buffet e tanta altra musica.

 

Arrivederci al prossimo anno dove, come anticipato,  la Masterlass sarà dedicata a Fabrizio De Andrè .

 

 

FOTO DI  GIUSEPPE VERRINI