Marquez

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Marquez Il video de Il disgelo in anteprima

23/12/2020 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Marquez#Italiana#Folk

Marquez, alias Andrea Comandini, è tornato con un nuovo singolo, una magnifica ballata folk di cui vi proponiamo il videoclip, un'esplorazione della natura e di sé, di paesaggi reali e metaforici, per superare ostacoli e limiti e ritrovarsi.
Oggi vi presentiamo, in anteprima esclusiva, Il disgelo, il nuovo video estratto da I vinti (Bluscuro), il nuovo album di Marquez (Andrea Comandini). Ecco la sinossi del video, diretto e prodotto da Valentina Giovanardi:
“Sul letto di un corso d'acqua che sembra aver perso il suo vigore, un uomo cerca la pietra perfetta. 
La sua esplorazione, come "acqua di fiume", lo porterà verso un mare buio e primordiale che accetterà di affrontare e oltrepassare. 
Il video è stato girato nella casa-atelier dello scultore Carlo Brignola, sulle rive del fiume a Tarquinia. 
L'edificio è sopravvissuto a diverse inondazioni. 
[…] 
O passato, terreno cedevole ti saprò attraversare 
Questo mare bianco scioglierà i suoi ghiacci e riuscirò a passare 
Al di là del mare, io potrò di nuovo stringerti le mani 
E ti saprò guardare 
[…]”.

Un uomo si aggira sulle rive scoscese e pietrose di un fiume, su un terreno sconnesso e disagevole, di cui saggia i massi più grandi. Quando trova la pietra che cercava e la trascina con una corda, quella fune potrebbe sembrare inquietante; invece l'artista torna nel suo studio tra le sue opere d'arte, tra volti e busti. Dalla forza primigenia della natura, dalla sua eternità e dal confronto con sé stesso trova l'impeto e l'ispirazione per scolpire qualcosa di altrettanto sempiterno come il dolore e la resistenza dell’uomo.

Nella canzone, una splendida ballata folk, al contempo inquieta e avvolgente, con inserti chirurgici di chitarre elettriche, si attraversano paesaggi emozionali e metaforici: l’intento è infatti risalire alle origini di malesseri e sconfiggerli, vincere il freddo, sciogliere i ghiacci per oltrepassare finalmente il mare e colmare le distanze. Allora, insieme, anche in questo caso si immortalerà quello che si sente: sarà il vuoto a essere cantato in una poesia, ma anche "la storia degli dèi che non muoiono". La natura, i suoi ostacoli, ma anche la sua bellezza senza tempo e senza fine è insomma orizzonte in cui proiettarsi, per superare i propri limiti, credere ancora in una possibilità di contatto e coltivarla, senza aver paura delle difficoltà.

Andrea, dopo aver militato nel gruppo MWB, aver collaborato con Ivan Graziani, Omar Pedrini, Gianni Maroccolo, Aidoru, Julie’s Haircut, IO e la TIGRE e molti altri, ha cominciato a lavorare alle sue prime canzoni come Marquez nel 2004; è tornato con un nuovo disco dopo quattro anni di assenza.

L’artista Carlo Brignola, che appare nel video, è nato a Napoli, ma vive a Tarquinia dal 1985; nel 2004 ha pubblicato ed esposto alla quadriennale di Roma (anteprima a Napoli) una scultura sonora che riassumeva le sue valenze tecniche scultoree e la sua ricerca nel campo musicale, vista la sua passione per la liuteria. Ha alle spalle varie collaborazioni musicali infatti con lo strumento aborigeno australiano Yddaki o (didgeridoo); tra queste si ricorda una con Angelo Branduardi. È appassionato ed esperto di arte etrusca (ha riprodotto il gruppo scultoreo Mitra tauroctono per il Mitreo del parco archeologico di Vulci); adopera vari materiali, dando vita a un linguaggio poliedrico, intento a custodire la conoscenza dei maestri artigiani per dar vita a visioni oniriche, secondo i suggerimenti fornitigli dal maestro Sebastian Matta.



Credits
Videoclip diretto e prodotto da Valentina Giovanardi
Con Carlo Brignola e Eduardo Arturo Brignola
Testo e musica: Andrea Comandini
Prodotto da Michele Bertoni
Suonato da: Andrea Comandini, Michele Bertoni

Biografia

Nel 1987 Andrea Comandini, Antonio Comandini e Fabio Ricci (insieme al loro    primo gruppo, MWB) si esibiscono nel loro primo concerto. Cantano già in italiano, cosa insolita per gli anni ed eseguono già composizioni originali. 

Nei primi anni ’90 vengono realizzati i primi demo-tapes che ricevono subito consensi e che portano la band di Andrea e Antonio a partecipare e ricevere i primi riconoscimenti nei festival per gruppi emergenti. 

Nel 1995 c’è una svolta decisiva nel modo di scrivere di Andrea. Esce il demo-tape Cesena blue in cui, per la prima volta, nei testi riversa sé stesso in maniera cruda e sincera. Il demo diventa un punto di riferimento per diverse realtà locali. 

In quegli anni Andrea produce presso gli studi de “Il suono degli Spazi” una serie di gruppi tra i quali un primo nucleo di 64 slices of american cheese, Aidoru, Lova, Pulsar e molti altri.

Nel 1997 rappresentano l’Emilia Romagna ad Arezzo Wave.  Nello stesso anno lavorano insieme ad Ivan Graziani a quello che dovrebbe diventare il loro primo disco ufficiale, ma la prematura scomparsa di Graziani rimette tutto in discussione.

Dal lavoro svolto si decide dunque di pubblicare solamente un ep Abbi pietà.  Dal tour promozionale di Abbi pietà nascono una serie di contatti che porteranno la band alla realizzazione del primo album ufficiale prodotto da Omar Pedrini allora ancora in forza ai Timoria.

È il 1998, esce Zobia blu, album segnalato come una delle rivelazioni del tempo dalle critiche di settore. 

Zobia blu porta la band in giro per l’Italia, si segnalano le presenze di “Arezzo wave” nuovamente, “Vicenza Sound”, “Milanosuona”, “Beach Bum Festival”. Il video del secondo singolo estratto dall’album (L’aria che respiri) riceve inoltre la nomination per il miglior soggetto al premio “Duel videoclip”. 

Nel 1999 si crea il contatto con Sonica e il gruppo incomincia a lavorare insieme a Gianni Maroccolo per la realizzazione del secondo album. L’etichetta toscana è però costretta a chiudere i battenti mentre il lavoro è già cominciato. Ci sono tante canzoni pronte, ma tutto si ferma per un bel po’ di tempo. 

Nel 2004 Andrea incomincia a scrivere le canzoni che andranno a comporre il primo lavoro a nome Marquez e coinvolge anche Dario Giovannini e Michele Bertoni (Aidoru) per completare l’ensemble live. L’anno successivo esce L’incredibile storia del malinteso tra il Dottor Poto e la banda dell’acqua minerale.

Dopo un lungo periodo di assenza escono gli ultimi due lavori, l’ep L’anno del toro (novembre 2009) e l’album Il rumore migliore (marzo 2010). 

Contemporaneamente Andrea incomincia a collaborare in qualità di musicista e sound designer con la compagnia teatrale Motus e con la quale partecipa ad importanti festival internazionali.

Tra il 2010 e il 2011 Andrea produce ed è coautore di alcuni brani di Blu, album d’esordio di Andrea Cola e Tierkreis di Karlheinz Stockhausen interpretato dagli Aidoru. Insieme ai Julie’s Haircut, che segue dal vivo per tutto il tour di Our Secret Ceremony registra con Andrea Rovacchi il 7’’ Julie’s Haircut play Jodorowsky e Rota e alcuni brani per il loro album in lavorazione. 

Durante l’estate 2011 Andrea decide di misurarsi con la solitudine artistica avvicinata tante volte e scrive Figlio del diavolo che uscirà, totalmente autoprodotto, nel febbraio 2012.

Nell'aprile 2016 esce l'album Lo stato delle cose e a seguire Andrea segue la produzione artistica dell'album GRRR POWER di IO e la TIGRE, uscito per Garrincha Dischi. 

Dopo la canonica assenza di quattro anni, esce il 13 novembre 2020 il nuovo album, I vinti.  

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