Francisco

Francisco

Il video di Madre ricorda


23/09/2018 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Un brano delicato e suadente per cantare l’incertezza che aleggia su una giovane ragazza con i suoi sogni innocenti e sul suo futuro: vi presentiamo il bellissimo video di Madre ricorda, che anticipa l’uscita dell’album Truco Blues dei Francisco, ovvero Fabio Martino e Fabrizio Barale degli Yo Yo Mundi.
Un nuovo progetto, un duo composto e affiancato però da musicisti di lungo corso che danno corpo e vita a un solido cantautorato tra folk e blues: si tratta di Francisco, che nasce dalla collaborazione di Fabio “Naniz” Martino (fisarmonicista degli Yo Yo Mundi e degli svizzeri Vad Vuc) e Fabrizio Barale (chitarrista degli Yo Yo Mundi e storico collaboratore live di Ivano Fossati); con loro Guido Guglielminetti al basso, Lillo Fossati alla batteria, Ismael Outtarà voce di Afro Talk, Animor, che appare in Fiore di Seta, le voci multi-lingue di Magnifico, Fabrizio Pagella alla recitazione, la sezione fiati e la voce di Cerno dei The Vad Vuc ed altri ancora.
Il nome del progetto è come una lingua di conquistatori entrata nell’uso dei conquistati, rimanda a un mondo meticcio e colorato, che mescola tradizioni e lingue, è come un nome su un passaporto per una terra di frontiera come la vita o sembra il nome stesso di una zona franca e libera. D’altronde il nome del loro primo album, Truco Blues, in uscita il 26 ottobre, è così spiegato:
 
Il Truco è un gioco di carte molto popolare che nasce nell’America del Sud. Il gioco stesso è stato importato in Italia dai viaggiatori di inizio secolo scorso. Fino a qualche anno fa nelle osterie del Basso Piemonte – di cui Barale e Martino sono originari – era abitudine che gli anziani si riunissero e passassero i pomeriggi giocando al Truco e, cosa assai bizzarra, si parlassero in spagnolo per indicare i punti o le “mosse”. Quegli stessi giocatori erano, un tempo, stati migranti, uomini e donne partiti e poi tornati dalle Americhe. Alcuni di essi con qualche piccola fortuna, la maggior parte senza un soldo, un mazzo di carte in tasca ed una lingua nuova da ricordare. La narrazione di questa vicenda ci rimanda ad una atmosfera blues (inteso come quel sentimento di malinconia, di rassegnazione ma anche di voglia di rivalsa). Da tutto ciò nasce il titolo di questo lavoro e l`intenzione di “dipingere” musiche per viaggiatori. 

Vi presentiamo in anteprima il video di Madre ricorda (di Ivano Anaclerio Antonazzo), che anticipa l’uscita del disco; il singolo è così presentato:

Come finirebbe una vicenda drammatica se soltanto si potesse riscrivere il finale? Il valore di una vita è molto più alto di quello a cui ormai siamo abituati. Madre Terra, ricorda che siamo tutti figli tuoi.

Il video “racconta di una fanciulla dei giorni nostri che, attraverso la danza, si prepara ad affrontare quello che sarà il suo domani”; nel videoclip infatti una ragazzina, interpretata da Elisa Rolfo, si muove in un contesto naturale baciato dal sole, ma la vediamo anche in un corridoio deserto, in cui poi comincia a danzare con i suoi sogni di innocenza e di pura bellezza. Il video “oppone la grazia e la bellezza del gesto (oltre che della protagonista stessa), all`incertezza e all`imprevedibilità del futuro”, usando “immagini che suggeriscono diverse interpretazioni”: “ognuno può trovare, tra le righe, la propria strada”. Il futuro della ragazza è forse dietro la porta a cui bussa nel finale del video: rispetto alla libertà gioiosa che si può respirare nella natura, l’aria in quel corridoio sembra inizialmente tesa, ma si scioglie nella danza. Che la fanciulla stia attendendo di fare un provino per le selezioni di una scuola? Non lo sappiamo, né sappiamo le riservi il futuro dietro quella porta, ma il brano celebra il fiore che la giovane diventerà, affidandolo alle cure della Madre Terra. La canzone “invoca la possibilità e la necessità di riscrivere il futuro, soprattutto quello amaro e violento che talvolta si abbatte sulla gente”: “padre e figlia (la protagonista) si promettono a vicenda un domani diverso da come le cose sono andate nella realtà, e sul finale della canzone cantano insieme “madre ricorda di curare tutti i fiori / madre ricorda e non lasciarci mai più soli””. Nei versi della canzone, infatti, tra le chitarre e il ritmo suadente, vibra un anelito e una consapevolezza di possibile rinascita: “Sono la figlia scampata alla furia del male / sono la figlia riemersa dalla pancia del mare”, recitano infatti alcuni versi della canzone. Quel fiore innocente forse può ancora essere protetto dalla violenza delle mareggiate della vita e i suoi sogni finalmente possono essere custoditi? C’è spazio per un lieto fine anche in una storia forse drammatica? Noi speriamo di sì. La canzone ci affida allora un “messaggio da cui trapela il desiderio di cambiamento, in quest`epoca di durezza e cinismo verso il prossimo ed un invito affinché si torni ad essere umani e sensibili verso la sofferenza”.



L’album comprende dodici canzoni, tra cui sette pezzi cantati, tre recitati e tre strumentali: i Francisco hanno infatti una forte vocazione a comporre musiche per sincronizzazioni; i testi sono di Barale. Al centro del lavoro sembra esserci
il trattenere il fiato, il pazientare, il pensiero, l’ascolto, l’ombra ma anche tutti i suoi contrari. Si ha la sensazione, ascoltando il disco, di doversi fermare anche solo per quell’attimo, di doversi scostare dal flusso continuo e travolgente delle cose.  Di concedersi una breve pausa per poi riprendere il passo.

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Ufficio Stampa: Luca Trambusti press@francisco.band  
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