Joe Bonamassa

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Joe Bonamassa Apriamo il televoto per Joe

22/11/2020 di Roberto Frattini

#Joe Bonamassa#Jazz Blues Black#Blues

Non so se qualcuno da qualche parte in questo pazzo mondo abbia spinto la perversione da talent show sino al punto da inventarne uno per chitarristi rock blues
Non lo credo possibile, per un motivo semplice: i talent c’entrano poco con la musica e molto con lo spettacolo televisivo rivolto alla platea generalista. Da questo punto di vista, diciamocela tutta, se escludiamo una minoranza di inguaribili nerd della sei corde che ancora discutono furiosamente di pick up, ampli e soli memorabili, ormai chitarre e chitarristi non sono più al centro dei sogni di rock & roll della gente e sui poster nelle stanze degli adolescenti. Lo strumento che è stato il re della pop music non ha più l’appeal mediatico di una volta.  In ambito mainstream, ancora fra la fine degli anni ‘80 e l’inizio dei ‘90 ricordo che se ti chiamavano a fare una chitarra su un pezzo ti dicevano: “Oh, qui fammi un bel solo!”. Oggi dopo mezza battuta ti dicono: “Scusa, puoi fare meno?”.

Se volessimo però figurarci un talent del genere,  potremmo immaginare primissimi piani di Eric Clapton o Jeff Beck mentre si  fanno  scendere una lacrimuccia dopo aver ascoltato la storia del concorrente che dedica il solo di Stairway To Heaven al fratello scomparso in tragiche circostanze per poi dirgli: “Sei ancora un po’ impreciso nei bending, ma se vieni nel mio team, ti prometto che ci lavoreremo insieme!”.

Continuando a far viaggiare la fantasia, so però con assoluta certezza chi potrebbe essere il concorrente perfetto. Ah, signori miei, non ho proprio alcun dubbio su questo.

Se avesse trent’anni di meno, il vincitore ideale  dell’ X Factor della chitarra rock blues non potrebbe essere altri che Joe Bonamassa. Non è un caso che, in un’epoca dove la figura del guitar hero è sostanzialmente scomparsa dall’orizzonte dello show biz, lui sia forse l’unico che ancora riesce ad incarnarla presso un pubblico allargato e non totalmente di nicchia.

Tecnicamente impeccabile, inutilmente virtuoso, manierista fino al punto da parere uno che abbia mangiato un bignami di tutto il chitarrismo rock blues degli ultimi cinquant’anni e sia in grado di riprodurlo in versione potenziata e totalmente impersonale, passando dallo stile di B.B. King a quello di Page o di Peter Green con l’infallibilità e la freddezza di un campionatore, coverizzatore indefesso e debordante, egocentrico e attento alla costruzione dell’immagine e del “personaggio” ma senza farlo sembrare (perché oggi gli istrioni veri, quelli folli e creativi danno fastidio), il buon Joe sarebbe un dominatore di televoti fenomenale, potete scommetterci.

A ben vedere, il suo modo non nasce con lui, e comincia probabilmente già con il compianto Stevie Ray Vaughan. A volerlo valutare freddamente, cosa faceva il grande chitarrista texano? Un super karaoke di gran lusso sullo stile di Albert King, Johnny Winter o Hendrix potenziato al plutonio e suonando il doppio delle note. Già lui era un prodotto di modernariato manierista. Tuttavia, lo faceva con ben altro sangue, ben altra umanità e onestissimo coinvolgimento.

Umanità, già. Perché alla fine di questo si tratta, questo sembra fare difetto nella musica di Bonamassa e, forse, anche un po’ nella sua personalità. Lo so, molti di voi si aspettano che ora io citi il famoso smacco a Pino Daniele al Croossroad Guitar Festival del 2010. No, non lo farò, i curiosi vadano a vedere il cliccatissimo video su Youtube. 

Dunque, in conclusione, non c’è proprio niente di buono nel vecchio Joe? Sì, ci son due cose. La prima è il fatto che, nei tempi grigi in cui viviamo, può fungere da medium per far appassionare i millenial ad una musica che è ancora musica. La seconda sta nei suoi duetti con Beth Hart. Lì la presenza dominante di un animale da palco dal talento cristallino come la Hart lo costringe a suonare meno, a contenersi, facendosi contagiare dal cuore e dalla sensualità di lei, dandoci un esempio di come potrebbe suonare Joe Bonamassa se non fosse Joe Bonamassa.