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Praino Il cantautore ci presenta il singolo Vorrei essere una foresta (video)

19/05/2021 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Praino#Emergenti#Songwriting

Praino ci racconta com'e' nato il singolo "Vorrei essere una foresta", un brano caratterizzato da riff accattivanti e da un ritmo incalzante, che esprimono un anelito catartico e desideri personali e sociali. Il cantautore ci accenna inoltre nel video il brano in acustico.
Oggi vi presentiamo un cantautore molto interessante, da tenere sicuramente d’occhio: si tratta di Praino, di origini calabresi, ma di stanza a Bologna, polistrumentista, in primis batterista, che si sta facendo notando per la qualità delle sue canzoni. La sua cifra stilistica è presentata infatti come “una scrittura ricca e un gusto per gli arrangiamenti ricercati con influenze e referenze internazionali”.

Il suo primo nuovo singolo si intitola Vorrei essere una foresta, e anticipa l’uscita di un EP, che sarà pubblicato a ridosso dell’estate; seguirà poi un altro EP nella stagione autunnale, che insieme al primo comporrà il disco di debutto del cantautore. Le uscite discografiche dell’artista saranno accompagnate da “una narrazione molto particolare a livello grafico e visuale, a completare l’immaginario poetico del percorso tracciato dall’artista”, come si può notare già dal videoclip di Vorrei essere una foresta, con elementi grafici colorati, che trasportano la vita quotidiana in una dimensione altra, colorata, fantasiosa, quasi onirica:

Il concept del video è molto semplice: portare all’interno del video stesso le atmosfere, le ambientazioni e le sensazioni del brano, la voglia di rompere le catene di una dimensione domestica statica e che sa di routine lancinante, ma allo stesso tempo il desiderio di allinearsi a quella parte onirica e di desiderio che tutti noi abbiamo. Grazie all’occhio e alle grafiche di Marta Pianta crediamo di esserci riusciti”.

Praino ha inoltre dichiarato sulla canzone:

“Scegliere questo pezzo come traccia di presentazione dell’intero progetto è stata cosa veloce e sicura.

Raccontare la sensazione di inadeguatezza che caratterizza determinate sfere dell’anima umana, accompagnata da una rabbia crescente che risuona nelle chitarre e nelle ritmiche: credo che questo pezzo lo faccia bene.

Ci sono molte cose che non vanno dentro di noi, lì fuori il mondo da sempre ci bombarda di esempi sbagliati e violenza, vorresti gridare e far fermare tutto, e anche solo per un momento aprire gli occhi e ritrovarti in mezzo ad una foresta sperduto chissà dove, lì dove sei solo e puoi riuscire finalmente a scorgere il senso finale, che c’è del bello a salvarci, sempre e comunque, contro qualsiasi cosa, sotto chissà quale forma.

Vorrei essere una foresta, per respirare bene”.

Il brano, nella sua versione studio, non è il classico pezzo melodico all’italiana, ma appare incisivo e programmatico, nei temi e nei suoni; il singolo cresce impetuoso nel ritmo e nell’interpretazione, che si fa nella parte finale intensa e urlata, quando Praino si immerge nella natura e viene quasi inghiottito graficamente dal verde. Riff ipnotici, bassi tesi e poi chitarre più rock rendono la canzone molto accattivante.

Il pezzo sembra contenere un anelito liberatorio, rispetto alle ansie di un quotidiano claustrofobico (ma la canzone è nata prima del lockdown): esprime infatti un elenco di desideri personali e sociali/civili, dall'auspicio di saper esprimere ciò che si sente, la collera come la tenerezza, al desiderio di “essere un uomo migliore”, che sappia sorridere o suonare con tutti, ma solo “quando gli va”. Ancora nel brano emerge il desiderio di essere meno urla e più tutela sindacale dei diritti dei lavoratori, essere una macchina del tempo, essere la libertà e non farsi comprare, oppure saper dire le cose importanti quando è necessario. Quando scende la tensione e la pressione si allenta, tuttavia, resta solo il bello, come si canta nel pezzo.

Il cantautorato di Francesco Praino appare di spessore e regala suoni fascinosi; a tratti gli innesti sociali ricordano il conterraneo Brunori, mentre il finale fa venire in mente persino il Teatro degli Orrori di Capovilla & co.



CREDITS BRANO

Produzione Artistica: Fausto De Bellis e Francesco Praino
Registrato presso Basement Bologna

CREDITS VIDEOCLIP

Diretto e girato da Marta Pianta
Montaggio a cura di Marta Pianta
Scritto da Marianna Fornaro e Marta Pianta con la collaborazione di Mirko Perri e Francesco Praino

Etichetta e Management: Manita Dischi
Distribuzione: Believe
Ufficio Stampa e Promozione: Big Time

Il cantautore ci ha raccontato in un video com’è nato il singolo Vorrei essere una foresta, che ci ha poi accennato in acustico; il brano mantiene anche in questa versione l’incanto del riff delle strofe.



PRAINO – cenni biografici

Francesco Praino è un cantautore e vive a Bologna.
Nasce in Calabria e da bambino inizia a suonare la batteria e a scrivere canzoni.
Si trasferisce a Bologna per studiare Storia e parallelamente iniziare il suo percorso musicale. Polistrumentista - suona batteria, chitarra e basso - è un artista appassionato che scrive e suona per esigenza, incide e registra in cantina, senza mai trascurare l’uso di una scrittura fine e diretta.
Nei suoi brani nessun suono viene mai lasciato al caso.

Spotify: http://open.spotify.com/artist/2fUaJZD8uo5hR0FxR9OeIZ
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