Circlelight

Circlelight

In anteprima l`album Ties And Struts


18/03/2019 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Vi presentiamo in anteprima il disco d`esordio di Emanuele Durante, in arte Circlelight, un magnifico viaggio tra sonorità alt-folk delicate, eppure intense, tra paure, inquietudini, ricordi e amori che incoraggiano a essere ciò che si è davvero. Un disco che fonde spunti da nomi come Bon Iver, Jeff Buckley, così come dal brit-pop , un album dai colori primaverili, ma anche più ricchi e accesi, che vi conquisterà.
L`album di esordio di Circlelight, progetto alt-folk di Emanuele Durante, cantante ed autore  di origine campana, classe 1987, distende colori delicati, ma anche al contempo intensi nei suoi otto brani, caratterizzati da sonorità alt-folk eleganti e struggenti. C`è tanta grazia e luce in Ties And Struts e nei suoi pezzi pieni di colori, che però non appaiono solo quelli chiari e pastello della primavera, ma accolgono sfumature più scure grazie a fiati; in un brano come From the Outside le chitarre elettriche hanno un sapore vagamente psych-folk, mentre spesso tonalità e uso della voce guarda a modelli come Bon Iver, alle interpretazioni emozionanti di Gregory Alan Isakov o le trame vertiginose di acuti di Jeff Buckley, ma rammenta anche talora sonorità e vocalità di Damien Rice. Quando la tonalità media è più bassa e si apre comunque ad acuti ben modulati, ricorda anche Chris Martin; d`altronde gli arrangiamenti, a volte ricchi ed eclettici, sono figli anche di un certo brit-pop, compresi i Travis della maturità. Altre volte prevalgono invece ovviamente suoni acustici, dall`impatto morbido e agrodolce. Siamo dinnanzi a un disco interessante e di grande bellezza, che vi consigliamo senz`altro di ascoltare: ve lo presentiamo in anteprima streaming. 
Che si tratti di un disco dolceamaro, lo confermano anche i testi del lavoro, che affrontano temi come la fine di una relazione con i ricordi che da un lato svaniscono lentamente, dall`altro fanno capolino quando meno ce lo si aspetta, oppure un`inquietudine che prevede come un presentimento l`arrivo di una tempesta anche quando il sole splende più che mai. Ancora c`è la sensazione che l`amore spinga a tradurre in realtà ciò che si è in potenza, ma c`è spazio anche per riflessioni in qualche modo più sociali in From the Outside, in cui si mette in evidenza la necessità di aprire la porta e parlare con chi percepiamo come estraneo o straniero, anziché additare il male dall`esterno, restando chiusi nella bolla dei propri pensieri e nel proprio micromondo. Emergono infatti nel disco spesso anche temi come paure e senso di inadeguatezza; l`album infatti è presentato così:

 è una metafora che fa riferimento alla meccanica razionale, in particolare al modello dei tiranti (ties) e puntoni (struts), che rappresentano forze opposte all’interno di un elemento strutturale. Nel contesto del disco, l’autore è l’elemento strutturale elementare. Da una parte, il senso d’inadeguatezza e la costante paura di sbagliare sono viste come forze interne che possono spingere a rifugiarsi in un angolo e a rifiutare la realtà. Dall’altra, l’amore per la musica, la vita e le persone che ne fanno parte, spingono nel verso opposto e ci aiutano ad andare avanti. “Ties And Struts” non è stato pensato come un concept album, ma al tempo stesso non è una semplice raccolta di canzoni. L’album trova il suo filo conduttore nella costante ricerca di un equilibrio interiore. I brani del disco nascono come reazione a quelle spinte opposte e descrivono, in ordine sparso, momenti e sensazioni appartenenti ad una fase precisa della vita dell’autore. 

Note biografiche

 Avviato a Londra nel 2015, il progetto Circlelight viene portato avanti all’inizio come solo act, passando da serate open-mic a piccoli festival, per poi diventare un progetto di band e calcare palchi più importanti, quali l’02 Academy di Islington. Nel 2017 il ritorno in Italia coincide l’inizio del lavoro all’album di debutto, con l’intenzione di assecondare la natura più intimista del progetto. L’intento è anche quello di esplorare nuove possibili vie, mischiando l’acustica all’elettronica e al lo-fi. Per fare ciò la produzione artistica viene affidata ad Antonio Prugno Siniscalchi (Terzo Piano, Shut Up Munch, I O Tilde). Circlelight vuole fondere le atmosfere rarefatte tipiche di certi esponenti della nuova corrente folk americana (Bon Iver, Gregory Alan Isakov, Radical Face) con melanconia ed intrecci armonico-melodici di reminiscenza buckleyana o che richiamano gli ultimi esponenti del Britpop (Coldplay, Travis). 

Credits

Produzione e mixing a cura di Antonio Prugno Siniscalchi
Registrato e masterizzato da Giovanni Di Fusco con l’aiuto di Antonio Prugno Siniscalchi presso Studio 12 a Falciano del Massico (CE)
Testi e musiche di Emanuele Durante
Arrangiamento a cura di Antonio Prugno Siniscalchi ed Emanuele Durante
Grafiche a cura di Simone Capuano
Foto di Emanuela D’Ambrosi 

Emanuele Durante - voce, cori e chitarre acustiche
Stefano Torino - chitarre elettriche e chitarra-ukulele
Daniele Apicella - batteria e percussioni
Emanuele Marsico - flicorno e tromba

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