Grigio Scarlatto

special

Grigio Scarlatto L'Ep T9 in anteprima

17/04/2022 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Grigio Scarlatto#Emergenti#Alternative

In anteprima il nuovo EP della giovane band padovana, quattro canzoni fresche e accattivanti, tra rock indipendente e indie-pop luminoso, synth dream-pop e chitarre quasi jangle. Si intitola T9, perche' la musica per il trio e' stata ed e' un mezzo per trovare nei momenti difficili un senso e una forma definita.
Vi presentiamo in anteprima l’EP della band padovana Grigio Scarlatto, quattro canzoni fresche e di impatto, tra rock indipendente chitarre, basso e batteria e indie-pop lieve e luminoso, con vaghe sfumature dream-pop e un retrogusto anni ’80, tra synth ariosi e lucenti (v. gli inserti in Vino), ritmi su cui dondolare divertiti e accattivanti riff post-punk o quasi jangle-pop, un po’ smithsiani, che si inchiodano nella memoria. 

Altre volte nell’EP, intitolato T9 e in uscita domani con distribuzione Artist First / Costello's, le chitarre elettriche hanno un sapore più deciso e grunge, oppure sembrano strizzare l’occhio al rock indipendente italiano senza fronzoli tipico del periodo tra anni ’90 e anni Zero. Nostalgia per altre epoche? No, forse piuttosto stimoli ben assimilati, che emergono con naturalezza nella freschezza e nei ritmi frenetici e vividi di tre ragazzi molto giovani, che hanno cominciato a suonare insieme nel 2019. Non hanno scelto forse il periodo migliore, dato che pochi mesi dopo è cominciato il lockdown, ma non ci sono fermati e hanno trovato nella musica un punto di riferimento in un periodo che per tutti è stato difficile da gestire:

Sicuramente si possono dire tante cose sugli ultimi due anni e si possono avere opinioni diverse a riguardo. Quello che è certo, però, è che tutti siamo stati catapultati in una realtà inedita, senza istruzioni per l’uso. Al di là delle fragilità, dei punti di forza, delle esperienze, dei limiti e delle singole reazioni, chi non ha avuto almeno un momento in cui ha sentito forte la necessità di una guida per affrontare quella situazione?

I Grigio Scarlatto quella guida l’hanno trovata nello scrivere canzoni. Sono entrati in saletta e si sono aperti al mondo nel momento in cui il mondo era più chiuso. Si sono lasciati guidare dagli strumenti, dall’istinto, dalle sensazioni, che come un T9 hanno corretto la rotta per guidarli verso qualcosa di compiuto: questo EP.

Un’uscita breve, composta da sole quattro tracce, fresche, vitali, splendenti. Anticipata dai due singoli “Ahmed” e “Botias”, questa release mette a fuoco un progetto musicale giovanissimo ma con le idee già molto chiare, con una narrazione molto personale sebbene inserita nella grande cornice dell’indie-pop.

Nelle canzoni del disco si ritrovano indecisione, procrastinazioni e coraggio, la ricerca dell’equilibro fisico e interiore, a bilanciare i sospiri, il contatto con gli altri e con sé stessi tra conoscersi e riconoscersi.

L’Ahmed del primo singolo è un salvatore del quotidiano, delle serate in cui ha venduto loro birre freschissime a pochi spiccioli, presentandosi puntualissimo sulla sua bicicletta.

Il Botias dell’omonimo singolo invece può “essere un amico, una divinità, un padre, uno sconosciuto che però ci conosce”, “è uno sguardo, una voce, qualcosa al di fuori che osserva muoverci nel quotidiano, su e giù per le nostre vite come schegge, a volte impazzite, a volte impacciate”. Botias “ci guarda e non giudica, come una coscienza silenziosa. Siamo pronti a fidarci?”:

Due occhi neri guardano silenziosamente quello che succede. Sono anni che cercano di capire come funziona il mondo fuori dall’acqua, ed hanno visto talmente tante cose che, se potessero, sarebbero in grado di raccontare la storia di ciascuno di noi. “Botias” è il nome di chi è sempre stato al proprio posto, lontano da caotiche routine. È anche il nome di chi conosce ma non giudica, di chi ascolta ma non parla, di chi osserva, ma non fa domande.

Questo personaggio sembrerebbe quasi ricordare la creatura anfibia de La forma dell’acqua, è forse una persona che si sente “diversa”, che respira “materia diversa da quella che respiri tu”, ma dal suo punto di vista esterno e in qualche modo privilegiato osserva gli altri cambiare, diventare grandi, accumulare segreti.

Prima di affidarsi ancora alle chitarre e alla ritmica irresistibile, gli ultimi versi del disco, in Ahmed, sono questi: “Non mi conosci un granché /se ti sei fatta un’idea / dimmelo sottovoce / io dopo faccio lo stesso”. Sembrano parole non solo rivolte al “tu” della canzone, ma anche al comune ascoltatore: la musica stessa, insomma, proprio come il T9, nella condivisione con gli altri, serve a trovare un senso e una forma definita.

Racconta ancora il trio su questo EP, che appare convincente e personale:

«Gli ultimi due anni sono stati per noi delle vere e proprie montagne russe. Ci sono successe più o meno 74mila cose. Per fare fronte a questa altalena di storie, incontri, persone, pandemie, birre medie, speranze e linee di basso, abbiamo cominciato a scrivere.

Abbiamo scritto di getto, senza fermarci troppo a pensare, le mani si sono mosse praticamente in automatico. Per questo ci piace pensare che questo EP ci sia stato dettato dalle nostre sensazioni, più o meno come quando la tastiera ci suggeriva le parole corrette da scrivere. "T9" è il nostro modo di vedere le cose, di raccontare le nostre storie. È il primo checkpoint di una lunga maratona, il primo respiro dopo mesi di apnea. I nostri passi sono le dita che premono i pulsanti della tastiera, ed il nostro percorso sono le parole che compaiono sullo schermo.»

Non vi resta che premere “play” e ascoltare T9!

Tracklist
1. Botias
2. Vino
3. 5 Gocce
4. Ahmed

Crediti
Testi e musica: Giovanni Stocco, Marco Gomierato, Sotirios Papastefanou
Registrato, mixato e prodotto da Exit Exit presso Iohoo Records Studio (PD)
Master: Overdrive Recording Studio di Edoardo "Dodi" Pellizzari (TV)
Artwork: Nora

 



Biografia

Grigio Scarlatto sono una band formatasi a Padova nel 2019, dopo un incontro quasi casuale in Piazza delle Erbe. Dalle prime parole scambiate quel pomeriggio si è spontaneamente sviluppato tutto il progetto (ed una fraterna amicizia). Il sound del trio si colloca a metà tra l’indie pop e il rock più grezzo e spigliato, ma le influenze vengono dai generi più disparati: dal boom bap al funk “old school”, dal grunge al dream pop; i ragazzi non hanno mai smesso di voler scoprire suoni e immaginari diversi fra loro.

Il loro primo disco, Antiuomo, è uscito durante l’estate 2020. Nell’album tematiche cupe e introspettive, frutto anche del periodo post lockdown, si alternano a momenti di ingenua e sincera voglia di ripresa e liberazione. In seguito, avviano un’intensa collaborazione col duo di producer Exit Exit, coi quali registrano e pubblicano Naomi Osaka, singolo che anticipa l’uscita di un nuovo EP.

Foto: Giovanni Tosato

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