Bongi

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Bongi Tutto a posto, l'album di BONGI in anteprima

17/04/2021 di Antonio Corcillo

#Bongi#Emergenti#Alternative

Un disco in cui le emozioni di BONGI si trasformano in parole e musica. Vi presentiamo in anteprima il suo EP, 'un piccolo viaggio, iniziato con una domanda: tutto a posto? Da li' e' nata la ricerca di un nuovo equilibrio...'
In anteprima rispetto all’uscita che avverrà solo il 27 aprile, vi presentiamo il nuovo album di BONGI, nome d’arte di Alessio Buongiorno, dal titolo Tutto a posto, una pubblicazione firmata da Costello’s.

Si parte con Percento, che ci spara subito in faccia il suo dolore che avverte come quando si cade in velocità; un altro esempio per definire ciò che prova è il male che crea la sabbia quando viene trasportata da una raffica di vento. Non ha nessuna intenzione di tornare indietro; vede l’altra persona allontanarsi: è solo davanti alla porta chiusa dell’incomunicabilità. I synth sono freschi e le percussioni esaltano un ritmo che si placa solo nel ritornello.

Nettamente più cupa è Tutto a posto, in cui esprime di avere una voglia che deve continuamente reprimere. Viene annientato da qualcosa che gli impedisce di fare ciò che vuole, ma è costretto ad accelerare come una panda che mette la sesta. Le percussioni dalla cadenza accelerata, ma costante, ricreano un senso di angoscia che si estende per l’intero brano. L'artista qui tenta di stupirsi, di non rimanere congelato per questo non vuole rimanere solo ed ha il bisogno delle grida per fuggire dai suoi mostri. Sono queste le ragioni per cui non è tutto a posto.

Con Solo dalla testa apre le porte alla tecno. La chiave di una persona a lui cara si trova conficcata nella sua testa. Paragonando inoltre la speranza al gusto che lascia la vaniglia, poiché risulta dolce all’inizio, ma dopo stanca, si percepisce la fatica di chi è alla continua ricerca di un equilibrio. È già stordito da questa ragazza e vorrebbe andare più veloce per togliersela dalla mente.

L’ep si conclude con Elastico, molto dolce per l’esecuzione vocale e per l’arrangiamento che non sovrasta un timbro quasi sussurrato. Il tempo che passa è il tema che si ripresenta nelle varie strofe, prima in maniera attiva (“passo il tempo a sciogliere la voce”, “passo il tempo a correre per strada”), ma dopo ne subirà le conseguenze.

Sul concepimento dell’album l’artista spiega: «Questo EP è un piccolo viaggio, iniziato con una domanda: tutto a posto? Da lì è nata la ricerca di un nuovo equilibrio, una voglia di cambiamento, una crescita che ancora oggi non si è fermata. Volevo però iniziare a fermare questi momenti, come una pausa nel percorso: guardare un attimo indietro per poi ripartire. Ricordarmi di quello che ho pensato e vissuto, i colori che ho scoperto, le geometrie che ho ridefinito. Ricordarmi del perché ci sentiamo sempre un po’ sospesi, sempre con questa voglia nella testa, sempre con un po’ di paura nel cuore. Un cerchio che si chiude, con tanti altri che si aprono.»



BONGI si presenta così:

«Credo nella profondità, in qualcosa che esplode di nascosto, mentre fuori è tutto a posto, lineare.
Porto in musica quello che ci lasciano gli altri, quello che pensiamo di vedere, quello che ti è piaciuto, quello che non hai sopportato.
Mi piace la contaminazione tra generi, le cose con identità, le cose con originalità.
Ho trovato un mio modo, lo chiamo crossover pop.
Scrivo, produco, suono la tastiera. Nonostante tutto mi piacciono le canzoni.
Ho un moog bianco, no pregiudizi.
Cambio con il tempo, come cambia quello che mi sta attorno, e mi piace.»

Ufficio stampa Costello’s

Foto di Imnotfah

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