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Cccp Cio' che deve accadere accade: la presentazione della mostra Felicitazioni. CCCP Fedeli alla linea 1984-2024

15/06/2023 di Giada Lottini

#Cccp#Italiana#Rock

Fedeli alla linea: una linea che da Reggio Emilia e dall'Emilia Paranoica si e' proiettata nello spazio riuscendo a collegare Berlino est ed ovest, l'Europa di quegli anni, il mondo arabo, l'URSS e i suoi paesi satellite trasformandoli nei centri di un grande impero mentale.
13 giugno 2023: i CCCP sono seduti al tavolo ottagonale di Palazzo Masdoni, tavolo della segreteria della Fondazione del PCI di Reggio Emilia, per presentare la mostra Felicitazioni – CCCP Fedeli alla linea 1984-2024 che avrà inizio il 12 ottobre e terminerà l'11 febbraio del prossimo anno ai Chiostri di San Pietro. Una mostra che celebrerà i 40 anni dalla formazione della band e che prevede un viaggio immersivo tra la discografia, le scenografie, gli abiti, le installazioni e gli archivi dei CCCP. Al suo interno la mostra prevede il 21 ottobre anche una serata al Teatro Valli, il Gran Galà Punkettone di Parole e immagini, dove Andrea Scanzi e Daria Bignardi presenteranno e accompagneranno la band nel ripercorrere la loro storia. Non solo: dal 13 ottobre sarà disponibile il libro Felicitazioni – CCCP Fedeli alla linea 1984-2024 tramite Interno4 edizioni: già acquistabile in pre-order, sarà un catalogo della mostra che permetterà a chiunque di ripercorrere le gesta, le ambizioni le premonizioni e le felici intuizioni del gruppo in trecento pagine di materiale edito e inedito su carta e vinile, con la grafica di Matteo Torcinovich.

Il Comune di Reggio Emilia, la Fondazione Palazzo Magnani e la Fondazione I Teatri Reggio Emilia sono stati subito entusiasti nel realizzarla quando Massimo Zamboni ha esposto loro il progetto: i CCCP sono inscindibilmente legati alla storia della città e, quindi, attraverso il lavoro di una città intera, verrà raccontato un viaggio tramite un allestimento curato da Stefania Vasques e con i contributi artistici di Arthur Duff, Roberto Pugliese, Stefano Roveda e Luca Prandini; il light design infine sarà firmato da Pasquale Mari. L'obiettivo è far sì che l'arte parli di attualità, susciti idee e riflessioni a partire dall'esperienza dei CCCP in chi visiterà la mostra attraverso incontri, talk e spettacoli. Un ricordo delle performance del gruppo, che non sono state solamente musicali ma teatrali nel loro mettere in scena quegli anni attraverso le scenografie e i movimenti di Danilo Fatur e di Annarella Giudici, la chitarra grattugiata da Massimo Zamboni e le declamazioni di Giovanni Lindo Ferretti.

Poiché parliamo di storia, è impossibile scindere il gruppo dagli avvenimenti che ne determinarono lo stop ed è curioso ritrovarli il giorno dopo la morte di Berlusconi al tavolo del PCI. Dopo una breve introduzione le parole di Massimo Zamboni sono chiare: “Siamo felici di essere qua. Siamo sempre stati processati per eccesso di contenuti e continuiamo con questa tradizione in questo palazzo, attorno a questo tavolo in cui si è decisa la storia di Reggio Emilia e non solo per decenni. Difficile dunque che ci limitiamo a parlare di musica perché non l'abbiamo mai fatto. E non abbiamo nemmeno mai pronunciato la parola "sciolti" per quanto riguarda i CCCP: siamo stati una cellula dormiente. Ci siamo addormentati maledicendo la Fininvest e sappiamo benissimo quello che è successo ieri. Oggi ci risvegliamo in un mondo in cui c'è ancora l'impero del male: ci sono così tanti stimoli, così tante contraddizioni”.

Diventa necessario quindi constatare e vivere il presente ed affrontare quello che accade in questo momento storico, cogliere gli stimoli e le suggestioni che questo tempo riserva.

Per Ferretti la morte di Berlusconi è quasi simbolica, ha seguito uno schema necessario. “I CCCP sono sempre stati profondamente legati alla realtà e sono sempre stati sinceri con loro stessi e sovrastati dall'attualità e dall'accadere delle cose. Siamo abituati a rispondere a domande complesse. Oggi non siamo più giovani, non siamo più belli, non siamo più strafottenti e però la nostra ragion d'essere è sempre la stessa: essere scomodi”.
Il tempo quindi è fondamentale: se la band è nata ed ha fatto la storia della musica italiana, è stato perché si sono create le condizioni favorevoli perché succedesse, così per questa riunione: il ritrovarsi (lo scorso 27 settembre intervistati per il film Kissing Gorbaciov) dopo aver fatto le loro esperienze come singoli non vedendosi per anni e scoprirsi uniti come se non fosse passato un giorno.

Ci si potrebbe preoccupare di trovare dei signori imbolsiti rifare le cose del passato, ma non sarà così: sarà centrale unire la dignità di quel decennio alla consapevolezza aggiunta della vecchiaia. Come ottenere questo risultato? Sicuramente attraverso l'impatto estetico e visivo della mostra stessa. Non sono quindi in programma dei concerti, ma succederà qualcosa in linea con l'oggi e con uno sguardo più distaccato verso il passato.
Dice Zamboni: “La mostra è perfettamente conseguente a quello che noi siamo: non sarà una mostra dedicata ad un gruppo rock'n'roll, dunque non ci saranno solo le memorabilia della band. In realtà l'intento è quello di mettere in mostra, o in un circuito di pensiero quantomeno, un decennio che sappiamo non nasce isolato: quel decennio contiene tutto ciò che è stato prima e conteneva già i semi del futuro. La nostra intenzione dunque è di mettere in mostra quelle idee con la stessa perplessità che ci ha sempre contraddistinto allora”.

Ai Chiostri di San Pietro saranno naturalmente esposti gli album, in una parte ordinata al primo piano, mentre al secondo piano l'esperienza sarà più caotica: verranno ricostruiti determinati ambienti che sono stati fondamentali nel percorso della band.

La storia dei CCCP è inscindibile da quella della loro terra: hanno portato in scena un teatro primordiale, dove invece di cercare l'unione con il pubblico mettevano del filo spinato a separarlo da loro. Stavolta sarà eliminata la distanza con la città e con il rapporto contrastato, contrastante e consapevole con essa, centro e soluzione del problema.

Ferretti dichiara: “Noi non siamo mai stati ridicoli, forse tragicomici e molte altre cose. La mostra infatti è una cosa seria. Sarà bella come è stata bella la storia dei CCCP. E quindi, a qualcuno non piacerà. E a qualcuno starà proprio sui coglioni. Sta nell'ordine delle cose. Venite a vederla”.

Link e contatti

Prevendita del biglietto early bird alla mostra “Felicitazioni! CCCP - Fedeli alla linea. 1984 - 2024” .
Prevendita evento 21 ottobre

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