Jacopo Perosino

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Jacopo Perosino Il video de Il Curatore

15/05/2022 di Ambrosia J. S. Imbornone

#Jacopo Perosino#Italiana#Canzone d`autore

Nuovo video e singolo per il cantautore, che ci racconta dei curatori dei nostri fallimenti, cioe' delle persone che ti salvano la vita, dei migliori o peggiori amici che ci sono sempre, di personaggi/fantasmi notturni che ti curano o ti trascinano a fondo. Nel video vecchi filmati scanzonati con gli amici, mentre nelle sonorita' fa capolino anche l'elettronica, novita' del secondo album di Perosino.
Oggi vi presentiamo il video del nuovo singolo di Jacopo Perosino, Il curatore, tratto dal suo nuovo album, B.I.S.; è ben noto che il curatore fallimentare sia un professionista e pubblico ufficiale che si occupa dell’amministrazione del patrimonio fallimentare, preparando il piano di liquidazione di un’impresa e gestendo tutte le operazioni della procedura fallimentare sotto la vigilanza del giudice delegato e del comitato dei creditori. Invece per il cantautore astigiano diventa colui che ti cura nei momenti difficili, una figura a cui rivolgersi e aggrapparsi per salvarsi dai peggiori fallimenti; può trattarsi degli amici fidati che ti aiutano a risollevarti, di chi in buona o cattiva fede ti trascinerà con loro ancora più in basso, delle persone che ti vogliono bene da sempre, o di personaggi strani che non sai se esistono veramente o li hai sognati in una serata alcolica.

Il video del pezzo è un montaggio di vecchi video girati con gli amici; spiega infatti il cantautore astigiano:

"Il found footage (l'utilizzo di un metraggio preesistente) è stata una scelta presa con amore: il brano parla di personaggi/fantasmi notturni in grado di salvarti, curarti o trascinarti a fondo e, su tutti, di un fantomatico curatore fallimentare che nulla ha a che spartire con l’istituto giuridico. Ma in fondo questa canzone è il buco nel muro attraverso il quale spio quelle notti e quei tempi ben impressi nella memoria mia e dei miei complici storici, i miei migliori/peggiori amici.

E tra questi c’è anche Gianvincenzo Pugliese che ancora una volta dà immagine, colore e luce alle mie dissertazioni in musica e con cui, oltre ad un sodalizio artistico di vecchia data, mi lega una solida amicizia. Nonostante le sue capacità registiche, nessuna invenzione poteva restituirmi il sapore dell'adolescenza scanzonata in cui affonda le radici questa canzone meglio delle immagini che ho (anzi abbiamo, grazie Pollo!) miracolosamente salvato dalle grinfie del tempo e della chimica che stava distruggendo le pellicole. Per questo abbiamo scelto di usare con onestà quello che resta di una vacanza tra amici, di ricordarci che anche attraverso un glitch su una vecchia cassetta, si può sfiorare quella magia che rinnova gli sguardi e che un po' ci sa di cinema. E poi i miei amici sono un gran cast, va detto".

Aggiunge ancora sulla canzone:

“Il curatore nasce da istantanee confuse delle serate trascorse con le anime affini, quei parenti che ci scegliamo da soli e che per comodità chiamiamo migliori (o peggiori) amici. Si alimenta di storie che partono col buio e finiscono con le prime luci, come un teatro a cielo aperto, tra errori madornali che durano il tempo di un ballo e acidità di stomaco al gusto di Fernando (cocktail a base di Fernet e Cola, ndr)”.

Il singolo è un brano dal cantato caposseliano, ma aperto da sonorità elettroniche dilatate e malinconiche. Nel video si possono vedere appunto filmati scanzonati di matte giornate e serate con gli amici, tra atti goliardici, crema di nocciole, abbracci, video divertenti, lettori mp3 e bagni di notte al mare. Il testo è una galleria di persone e personaggi stravaganti, tra gli alibi dei narcisisti e la caccia al fallimento del bizzarro curatore. Ironia, alcool, musica e divertimento caratterizzano serate in cui non servono sermoni, ma ci si sostiene a vicenda con le proprie imperfezioni e peculiarità, come in una somma di colori che porta il bianco alla fine della notte:

“Gatto, allungami un Fernando, voglio sbagliare camminando
Gatto, allungami un Fernando, voglio morire camminando”.

Chi di noi non conosce amici che ti salvano la vita e guariscono da ogni dolore?


Il secondo album di Jacopo Perosino si intitola appunto B.I.S.: prodotto artisticamente da Marco Corrao e dallo stesso cantautore, è stato pubblicato dalla giovane e dinamica etichetta siciliana Suoni Indelebili ed è distribuito da IRD. Un fil rouge attraversa le canzoni del lavoro, il tema della paura, “di amare, di morire, di lottare, di fallire, di spezzare catene ataviche, di perdere la motivazione; di tradire ideali, radici, compagni”. Vi è tuttavia nelle canzoni del disco, come in questo singolo, anche “la ricerca di modi, storie e persone che ci possano salvare dalla paura stessa”.

In un cambio di sonorità rispetto al primo album, in questo caso entra nei brani un sound più asciutto e acido, in cui l’elettronica crea ambientazioni lo-fi e underground.

Buon ascolto e buona visione!



Crediti Il curatore

Produttore esecutivo: Jacopo Perosino/Suoni Indelebili Records.
Produttore artistico: Marco Corrao, Jacopo Perosino.
Arrangiamenti: Jacopo Perosino, Marco Corrao.
Autore testi: Jacopo Perosino.
Autori musiche: Jacopo Perosino, Marco Corrao.

Musicisti:
Jacopo Perosino: voce, cori, Rhodes piano.
Marco Corrao: cori, chitarra elettrica, hammond, elettronica, soundscapes.
Raffaele Kohler: tromba;
Fabio Leone: basso;
Davide Campisi: batteria e percussioni.

Registrazione:
recording, mixing, e mastering presso Audio Project Studio di Andrea Ensabella, Enna
Etichetta Discografica: Suoni Indelebili Records, branch of Indelebili Communication srls
Distribuzione: IRD International Records Distribution.

Biografia

Cresce ad Asti con una palla da basket in mano. Quando non gioca, suona. Jacopo Perosino, classe 1988, esordisce nel 2011 al festival “A sud di nessun nord” con alcuni varietà e improvvisazioni di teatro-canzone. Il 2012 è anche l'anno in cui avvia il collettivo musical- teatrale Noàis, con il quale produrrà un disco e alcuni spettacoli, assieme ad alcuni musicisti e performer del panorama locale.

Nel frattempo scrive un monologo per il teatro, Figli del 68, che va in scena ad AstiTeatro 35. Nel 2014 produce e registra con il collettivo Noàis e Archensiel Studio di Paolo Penna un album intitolato Lanterne (Punto Rec Studios edizioni). Il disco ottiene alcune recensioni importanti e consensi ed è inserito nei 40 candidati per la “Targa Tenco per la migliore opera prima”.

Alterna la musica al teatro, con la stesura, le musiche e l’interpretazione del recital Femmes dans la rue, storie di donne coraggiose e poco ricordate.

Nel 2015 vince con il brano inedito Levante il premio “Colline di Torino- InediTo”, nella sezione testo-canzone, al Salone del Libro di Torino.

Tra il 2015 e il 2016 si esibisce con i Noàis in importanti rassegne nazionali quali Collisioni, Aria di Festival, ResetFestival, Tenco Ascolta, fino a concludere il tour promozionale in Germania allo storico Rondellkonzerte Music Festival.

Nel 2019 esce il suo primo album solista, Retrò, che si avvale della collaborazione di Paolo Penna (già chitarre e arrangiamenti Noàis) e di Giulio Rosa (Roy Paci, Vinicio Capossela, Bandakadabra, ecc.). La produzione artistica viene curata da Fabrizio “Cit” Chiapello allo storico Transeuropa Recording Studios di Torino.

B.I.S., uscito il 15 aprile 2022, è il suo secondo album. 

Link:

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