Grammy Awards 2019

Grammy Awards 2019

Le principali novità nell’anno delle donne.


14/12/2018 - di Raffaella Mezzanzanica
Per tutti quelli che amano la musica e per tutta una parte di pubblico mossa dalla semplice curiosità, il momento cruciale per vedere riconosciuto il lavoro agli artisti che hanno segnato con i loro brani l’anno che sta finendo è il mese dicembre. E’ proprio a dicembre, infatti, che vengono svelate le nomination per due importantissimi riconoscimenti: l’inserimento nella Rock & Roll Hall of Fame, da una parte, e i Grammy Awards dall’altra.
Per un artista, l’inserimento nella Rock & Roll Hall of Fame rappresenta uno dei massimi onori per “certificare” il proprio contributo alla musica. Tuttavia, non è così per tutti. La storia ha portato alla ribalta star che, per i più diversi motivi, hanno rinunciato a prendere parte alla cerimonia. Basti ricordare Van Morrison nel 1993, Jerry Garcia nel 1994 o David Bowie nel 1996 perché in tour in Finlandia.

Nel corso di questi anni, tuttavia, il rifiuto che ha suscitato più clamore è stato quello dei Sex Pistols. Nel 2006, infatti, il cantante Johnny Rotten (all’anagrafe John Lydon), inviò una lettera dai contenuti nemmeno troppo gentili, per respingere l’invito alla cerimonia (“We are not your monkeys…Outside the shit-stem is a real SEX PISTOL”).

I metodi di scelta della Rock & Roll Hall of Fame sono stati spesso criticati, soprattutto per il giudizio determinato dal gusto personale degli esperti di settore chiamati al voto, a cui si unisce, da qualche anno a questa parte, il voto dei fan.

  In questi giorni sono state anche annunciate le nomination ai Grammy Awards, la cui cerimonia si terrà il prossimo 10 febbraio a New York.

Il processo di assegnazione dei Grammy è da sempre in continua evoluzione e, quest’anno in particolare, è stato oggetto di importanti novità.

 Ecco i dettagli:

  Le nomination all’interno di quelle che sono definite General Field Categories (Record of the Year, Album of the Year, Song of the Year e Best New Artist) sono aumentate da cinque a otto. (Fonte: www.grammy.com - Recording Academy Grammy Awards official website)  

E’ cambiata la definizione di Best Alternative Music Album.Alternative is defined as a genre of music that emabraces attributes of progression and innovation in both the music and the attitudes associated with it. It is often a less intense version of rock or a more intense version of pop and is typically regarded as a more original, eclectic, or musically challenging. It may embrace a variety of sub-genres or any hybrids thereof and may include recordings that don’t fi tinto other genre categories.” (Fonte: www.grammy.com - Recording Academy Grammy Awards official website). Considerando questa nuova definizione di alternative non stupisce trovare, tra i possibili vincitori di quest’anno anche American Utopia di David Byrne e Masseducation di  Saint Vincent.

 
All’interno della sezione American Roots sono state introdotte le maggiori novità. In particolare è stata aggiornata la definizione di Best Americana Album che ora si applica agli album “containing at least 51% playing time of new vocal or instrumental Americana recordings. Award to the artist(s), producer(s), and/or engineer(s) of over 51% playing time of the album.” (Fonte: www.grammy.com - Recording Academy Grammy Awards official website). L’elemento di novità vocale e strumentale (almeno 51% del totale) diventa decisivo per l’inserimento in questa categoria.

Sempre all’interno della sezione American Roots sono state modificate le definizioni di Best Folk Album, Best Contemporary Blues Album e Best Regional Roots Music Album.

  La categoria Best Surround Album, ad esempio, è stata rinominata Best Immersive Audio Album and Field “to reflect evolving technology, new formats, and current industry trends, practices, and language.” (Fonte: www.grammy.com - Recording Academy Grammy Awards official website). Questa è la categoria in cui la tecnologia assume un aspetto decisivo per la definizione delle nomination.

  Un altro importante elemento da chiarire è rappresentato dalla differenza tra le categorie Record of the Year e Song of the Year.  

Record of the Year goes to the artist(s), producer(s), and engineer(s) involved in crafting the specific recording (hence “record”) of a song. (Fonte: www.grammy.com - Recording Academy Grammy Awards official website).

Facciamo un esempio. Quest’anno, tra le nomination, è presente Brandi Carlile con il brano The Joke. In caso di vittoria, il premio non sarebbe assegnato solo a Brandi Carlile perché interprete del brano ma anche ai produttori Dave Cobb e Shooter Jennings, agli ingegneri del suono Tom Elmhirst e Eddie Spear e a Pete Lyman in qualità di mastering engineer.

 Song of the Year, on the other hand, goes to the songwriter(s) (hence “song”) of new material (not including sampled or interpolated material) of a song. (Fonte: www.grammy.com - Recording Academy Grammy Awards official website).

Facciamo un esempio anche in questo caso e torniamo a Brandi Carlile, nominata per The Joke anche in questa categoria. In caso di vittoria ad aggiudicarsi il premio sarebbero Brandi Carlile, Dave Cobb, Phil Hasenroth e Tim Hasenroth perché tutti coautori del brano.

 La sessantunesima edizione dei Grammy Awards sarà ricordata non solo per gli elementi di novità introdotti ma anche per la presenza di artisti e brani appartenenti a generi assolutamente diversi tra loro (questo forse anche grazie all’aumento del numero delle nomination nelle principali categorie). Soprattutto, però, passerà alla storia per essere l’edizione con la più alta presenza femminile tra i nominati.

Questa è un’assoluta controtendenza nella storia dell’assegnazione del premio e arriva dopo la passata edizione in cui Neil Parton, Presidente della Recording Academy, si era espresso affermando che le donne avrebbero dovuto fare un passo avanti (Women need to “step up”- Fonte: Variety 29 gennaio 2018) al fine di ricevere un uguale trattamento rispetto agli uomini.

 E le donne non hanno tardato molto a far sentire la propria voce.

 All’interno della categoria Best Folk Album, ad esempio, ci sono due importanti nomination: nel primo caso si tratta della “veterana” Joan Baez, simbolo femminile della musica di protesta, con Whistle Down the Wind, nel secondo di Mary Gauthier con Rifles & Rosary Beads, i cui brani sono stati tutti scritti con la collaborazione dei veterani di guerra e delle loro famiglie al quale ha collaborato anche il violinista Michele Gazich.

 Tuttavia, è proprio la categoria sovrana, Album of the Year a diventare la massima rappresentazione dell’importanza e del potere delle donne nel mondo della musica. Seppur sia vero che tra le nomination ci siano alcuni “soliti noti del mainstream”, Drake e Cardi B ad esempio, accanto ad essi ci sono anche degli assoluti “outsider”, due in particolare: Brandi Carlile con By the Way, I Forgive You e Janelle Monae con Dirty Computer. Non solo. In quella che, di fatto, è la categoria più importante ci sono cinque donne su un totale di otto nomination.

 Brandi Carlile è una cantante folk ma è soprattutto una combattente. Da sempre in prima linea nelle battaglie per i diritti delle donne, della comunità gay, contro la liberalizzazione delle armi, ha creato con il brano The Joke un inno per i più deboli, gli emarginati, i reietti.

In questa edizione dei Grammy è stata nominata in sei diverse categorie ed è seconda, per numero di nomination complessive, solo a Drake che ne porta a casa sette.

 Janelle Monae è un’artista che ha fatto della comunicazione attraverso generi musicali contemporanei (hip-hop, rap ma anche funk e R&B) la propria cifra stilistica.  E’ una ragazza non convenzionale, sicuramente sopra le righe e che non usa troppi giri di parole per esprimere le proprie idee. Non stupisce, quindi, il bollino “Explicit Lyrics” su Dirty Computer, album eclettico in cui, tra l’altro, è presente un’interessante collaborazione con Brian Wilson. Janelle Monae è una forza della natura. Da sempre, infatti, si batte per il riconoscimento dei diritti delle donne, della comunità afroamericana, per la libertà sessuale e contro tutte le forme di discriminazione sociale.

 Let ‘em laugh while they can, Let ‘em spin, let ‘em scatter in the wind, I have been to the movies, I’ve seen how it ends, And the joke’s on them. Così canta Brandi Carlile nel brano nominato come  Best Song of the Year, The Joke e scritto a seguito del clima sociopolitico venutosi a creare negli Stati Uniti dopo le elezioni presidenziali del 2016.

 And nigga, down dawg, Nigga move back, take a seat, you were not involved, And hit the mute button, Let the vagina have a monologue, Mainsplaing, I fold ‘em like origami, What’s a wave, baby? This a tsunami”. Risponde Janelle Monae con Django Jane, brano estratto da Dirty Computer, scritto per tutte le donne e per le donne afroamericane in particolare.

 Joan Baez, Mary Gauthier, Brandi Carlile e Janelle Monae sono il simbolo di questa edizione dei Grammy Awards. E anche se con un linguaggio e con forme e modi, in alcuni casi diametralmente opposti, hanno già vinto: il loro messaggio è arrivato forte e chiaro.