Giacomo Scudellari

Giacomo Scudellari

In streaming l`album Lo stretto necessario


12/03/2018 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Un disco colorato per celebrare la gioia e liberarsi dal pessimismo, un cantautorato che alterna e assomma tanti suoni, dal banjolele alle conchiglie, dal moog alla mandola, dal mellotron alle chitarre, dalle maracas all`organo. Prodotto da Francesco Giampaoli dei Sacri Cuori, questo รจ l`esordio di Giacomo Scudellari.
Penso che un imperativo morale di chi fa un’attività `culturale` o pseudo tale, sia di non prendersi troppo sul serio. E’ una cosa che mi ha insegnato, alla sua maniera, Marino Severini dei Gang (lo considero a tutti gli effetti il padre spirituale del disco). Un giorno mi trovavo a pranzo con lui, per parlare del disco e del mestiere di musicista. Gli faccio: `Sì vabbè Marino, voi della Gang siete dei grandi musicisti, avete fatto scuola`; e lui ‘ma che cazzo stai a dì Scudellari, Mozart e Beethoven erano dei grandi musicisti, noialtri siamo ar massimo dei casinisti!` ”. 

Giacomo Scudellari scrive questo, nella presentazione del suo primo album, dopo l`ep “Santi o non Santi”, in uscita il 16 marzo per Brutture Moderne con la produzione di Francesco Giampaoli (Sacri Cuori, Classica Orchestra Afrobeat). Il disco si intitola Lo stretto necessario e vi avvisiamo: non aspettatevi tonalità minori, o storie tratte dal solito “manuale del cantautore depresso o incompreso perché magari è stato lasciato dalla fidanzata, o perché è lui che l’ha lasciata e si è pentito, o perché non la trova. Chi cerca questo non troverà pane per i suoi denti.

Non è un disco leggero, perché non mancano riferimenti profondi che rappresentano la visione della vita dell’autore, ma questa prevede appunto un tentativo di esplorare sonorità gioiose e giocose e di prendere tutto con filosofia, persino la morte, immaginata con tanta ironia in Morirò in una taverna. Nel lavoro, che si fa al cantautorato classico, ma lo riempie di suoni e sfumature personali, troviamo tripudi di fiati, fisarmoniche, chitarre brillanti e immagini leggere, colorate, originali e significative (A poter scegliere), banjolele+trasognate filastrocche folk, percussioni etniche e variegate, inserti di cori world, trame acustiche placidamente caraibiche, brani che cullano riflessioni come “e non è mica detto che è un artiglio e mica un guanto / e non è mica detto che c’è poco da scherzare […] e non è mica detto che è saltato l’ingranaggio / che c’è sempre peggio al peggio, che siamo di passaggio […] non è mica detto che bisogna anche soffrire / e che il giro sulla giostra come inizia può finire” (Lo stretto necessario). Non c’è niente di già scritto e non bisogna lasciarsi prendere da sconforto e pessimismo: Scudellari d’altronde intende celebrare proprio “il gusto onesto della Gioia con la g maiuscola”, con un sorriso che è quello di chi sa apprezzarne il valore e cercarla, quello di chi non si arrende o accetta quello che va accettato, ma senza fare tante storie. L’ultimo verso del disco è “L’aquilone può volare solamente se lo vuole”: e allora sta noi metterci del dentro per scovare quella gioia senza diventare vittime passive e lamentose del presente.

Buon ascolto!



 

 

Copertina

La copertina, disegnata dall’illustratore Davide Salvemini, vorrebbe riflettere visivamente le vibrazioni vitali del disco. Mi sono appoggiato a lui perché è solito impiegare colori psichedelici e scioccanti, per dare forma a visioni oniriche a tratti mostruose, e a tratti ai limiti dell’assurdo. In copertina ci abbiamo piazzato un bel serpente su un falò (appunto, lo stretto necessario), come a far da monito a chi si accontenta! Inoltre, abbiamo deciso di rappresentare la crescita di una pianta di sambuco (da germoglio alla sua folle fioritura nell’interno del disco), visto che il cantico della sambuca è un po’ la sintesi di tutto il disco.

 

Crediti

Testi e musiche di Giacomo Scudellari
Prodotto, registrato e mixato da Francesco Giampaoli - Studio Al Mare - Lido di Dante (RA)
Masterizzato da Andrea Scardovi  - Duna Studio - Russi (RA)

Giacomo Scudellari: voce

Francesco Giampaoli: basso elettrico, basso semiacustico, basso Fender Telecaster, basso Fretless, Hohner Pianet T, Fender Bass X, OP 1, moog, chitarra elettrica, chitarra acustica high strong, bombo, clave

Diego Sapignoli: batteria, maracas, timpano, bonghi, cembalo, derebucak, conchiglie, snap, teste di morto, tamburo a cornice, grancassa, piatto, molla, campane, nacchere, Kalimba, surdo, noci, log drum, vibraslap, campanelli

Marco Bovi: chitarra acustica, chitarra Archtop, chitarra acustica high strung, chitarra classica, mandola

Enrico Farnedi: tromba, trombone, flicorno, banjolele, cori

Nicola Peruch: pianoforte, Hammond, Profet, mellotron, synth modulare, synth Brute, organo Vox, solina string ensamble

Christian Ravaglioli: fisarmonica, mellotron

Stefano Pilia: chitarra elettrica, Ebow

Caterina Arniani: cori

 

Link

https://www.facebook.com/GiacomoScudellariCantautore/  

 

Contatti

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