Nicolò Carnesi

Nicolò Carnesi

Turisti nel tempo e nello spazio


10/10/2019 - di Arianna Marsico
Abbiamo fatto una chiacchierata con Nicolò Carnesi, cantautore siciliano di Villafrati, prima della presentazione, con Dente, del disco “Ho bisogno di dirti domani” a Roma, presso “Goccia - Ristoro Permanente”. Parlando con lui si ha modo di notare come il suo sguardo sensibile, lucido ed educato si estenda ben oltre la sola musica…
Mescalina - In questo disco Ho bisogno di dirti domani sembri riuscire a raccontare ansie e paure di oggi senza però cadere nella disperazione, mantenendo comunque la ricerca di un appiglio. Era questo il tuo intento?

Nicolò -  Diciamo che nella scrittura di un disco non ho un intento preciso, inizialmente. Ho solo una necessità, che è quella di raccontare dei mondi, che molto spesso mi appartengono o che ho osservato e di cui perciò fruisco…e che poi devono uscire in qualche modo, come sono entrati devono uscire. Quindi la tendenza, la mia indole è quella di scrivere, scrivere testi, musiche. Nel mio caso è anche una sorta di terapia: terapia contro l’ansia, terapia contro le paure rispetto al futuro.  Per quanto mi riguarda alla tua domanda rispondo sì, quello che mi auguro e che mi piacerebbe è che fosse anche per gli altri, per chi lo ascolta, una terapia che sfocia nella speranza, magari con un po’ di cinismo ma non nella totale alienazione o nel totale nichilismo. Quindi bisogna saper vivere sempre in equilibrio perfetto come dico in Sportiva, e invisibile.

 

Mescalina -  È un approccio che per certi versi non è dissimile da quello di Dario Brunori, il cercare comunque un approccio non disperato ai problemi di oggi, che non è ovviamente un’accusa di plagio. Però vista la tua collaborazione, che è stata molto stretta, con Dario, sia in termini di tour che di brani, cosa pensi che ti possa aver lasciato, nel senso buono, sia in termini sonori che di modo di porti sul palco?

Nicolò -  Con Dario siamo amici di vecchia data, ormai si può anche dire visto gli anni che ci uniscono. Abbiamo collaborato discograficamente un paio di volte, in un pezzo ormai vecchio che si chiama Mi sono perso a Zanzibar e con un cameo in realtà nascosto di Spogliati. Non so ecco se influisca sulla mia scrittura Dario, probabilmente perché lo vedo più come un amico che come un riferimento. Generalmente non guardo alla musica italiana quando scrivo, comunque non guardo alla musica contemporanea, anche per gusti miei personali. Tendo un po’ a girare la testa verso il passato, quindi se devo trovare una referenza per questo disco magari è quella di Battisti, e anche in parte quella di Dalla, e anche tanta musica straniera. A livello concettuale e musicale è stata sempre una mia cifra stilistica, o almeno ho cercato di inseguirla: riuscire a unire la canzone italiana a delle sonorità internazionali, cercando di sperimentare con la voce, scrivere un pezzo che possa essere allo stesso tempo cantautorale però con degli stilemi diversi, non la semplice ballata ma la ballata, che so, col vocoder e l’auto - tune.

 

Mescalina - Turisti d’appartamento disegna quasi una geografia intimista, infatti parli del frigorifero come del Polo Nord, ed è il pezzo che mi è piaciuto di più. Com’è nato?

Nicolò - È nato tornando da Milano, vivevo in un bilocale, ho immaginato il termine di questa relazione, nel momento in cui ti dici: “è tutto qui?”.  E la risposta è:“sì tutto qui”. Però c’è l’appiglio come dicevi tu, c’è sempre questo fondamento di speranza, ci deve essere per continuare la nostra esistenza. Lo stesso titolo Ho bisogno di dirti domani è un appello quasi di speranza anche verso te stesso. Ho immaginato di agire come uno scalatore che sta per cadere ma proprio all’ultimo riesce a aggrapparsi: in questo caso ho cercato l’ausilio della fantasia per salvare qualcosa che era, e forse è, insalvabile. Quindi perché no, proviamo un’ultima carta, il contesto più banale, quello a ci siamo più abituati, perché non proviamo a stravolgerlo con delle immagini, con la fantasia mi viene da dire. Non so se questa cosa poi funzioni, anche nel pezzo lascio dei puntini di sospensione, però sicuramente serve e può essere utile, a volte può anche salvarti cominciare a vedere il ondo a cui sei abituato con occhi diversi, da una nuova prospettiva. Ad un certo punto dobbiamo farlo, suppongo…

 

Mescalina -  Quale brano di questo disco butteresti già dalla torre e quale invece porteresti su un’isola deserta?

Nicolò -  Di questo disco?

 

Mescalina -  

Nicolò -  No, ti rispondo sinceramente non ne butterei nemmeno una…sono molto contento del risultato. Se mi dicessero: “guarda il disco non entra nel vinile, ne devi mettere nove e non dieci”... non avrebbe più senso, è un’opera completa così, sarebbe come se fosse mutilato. Un pezzo che mi porterei su un’isola deserta…probabilmente sarebbe Il passato, per farmi ricordare. È anche uno dei pezzi che mi piace di più nel disco nuovo. Comunque c’è sempre qualche preferito…

 

Mescalina – Negli showcase di presentazione del disco hai spesso altri artisti al tuo fianco, Stasera per esempio ci sarà Dente. Stai preparando qualcosa del genere per il tour. E poi c’è qualcuno con cui ti piacerebbe duettare con cui ancora non hai avuto modo?

Nicolò –  Innanzitutto l’idea era prettamente inerente alla presentazione, perché mi incuriosiva dialogare delle tematiche del disco, il tempo e le relazioni, con dei colleghi e non con dei giornalisti, per una volta, giusto per carpire anche il loro punto di vista, perché sono persone che stimo, con cui ho avuto un vissuto e c’è già la giusta confidenza per poter risultare familiari nel modo di raccontare quello che generalmente è solo promozione. Non volevo che fosse solo promozione. Li chiamano firmacopie ma io sto presentando un lavoro a cui ho dedicato tre anni della mia vita, mi sembrava anche un modo per svilirlo. Le copie le firmo, però prima, ne voglio anche discutere e parlare, perché dico che a me è servito farlo, magari potrà servire anche agli altri ascoltarlo. Nei live a volte capita che ci sia il tuo amico a salire sul palco, può capitare ma non lo sto programmando, però potrebbe succedere.

Con chi mi piacerebbe duettare? Mi piacerebbe un sacco fare un pezzo con Franco Battiato, è sempre stato uno dei miei idoli musicali. Magari un giorno…

 

Mescalina – Ora sembra essersi rimesso…

Nicolò – Lo spero tanto, perché oltre a essere uno dei miei preferiti è una persona, quindi si augura sempre il meglio.

Mescalina – Ti ringrazio a nome di tutti i lettori e della redazione di Mescalina, in bocca al lupo per stasera e per tutto il resto!

Nicolò – Grazie, crepi il…no, viva la lupa!

 

Come anticipato sarà Dente a presentare il disco di Nicolò, risultando subito perfetto nel ruolo di intervistatore sui generis. Ho bisogno di dirti domani, che aprirà il successivo breve set, diventa quasi un bellissimo pretesto per parlare dello spazio, di come lo streaming abbia cambiato le modlaità di fruizione della musica, della velocità della luce, di come ci si immaginava il futuro (ad esempio con macchine volanti per gli spostamenti abituali). Ma anche per elogiare la cura profusa dal cantautore siciliano nella sua musica, quando Dente rivela che in ambito discografico è risaputo che i provini di Nicolò sono realizzati così bene che sembra in sala ci vada solo per ripetersi. L’interessato sorride e si schernisce, si definisce semplicemente un nerd.

Eppure ascoltando i brani presentati oltre alla già citata title – track, ossia Turisti d’appartamento, Carta da parati, Il futuro e Il passato si capisce che Dente ha detto la pura e semplice verità, senza iperboli. Il lavoro di cesello si nota già nel semplice riarrangiamento con la tastiera.

Finito il concerto Nicolò rimane a distribuire le copie da lui firmate, e con dei suoi disegni nella versione in vinile. Rimanendo semplice pur nella piena consapevolezza del proprio lavoro. L’augurio è di conservarsi così, al di là di tutto.

 

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Foto Stefano Maselli