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LefrasiincompiutediElena Il video di Miró in anteprima

10/01/2021 di Ambrosia J. S. Imbornone

#LefrasiincompiutediElena#Emergenti#Alternative

Vi presentiamo il video del nuovo singolo del progetto del chitarrista e scrittore salentino RafQu, un magnifico brano pensoso e suggestivo, una canzone intima sulla necessità di ritrovarsi nelle gioie innocenti e nelle parole che non si sanno più pronunciare, mettendo da parte "gli inverni che fanno più male". Il video è un viaggio reale e interiore sulla Prenestina, con le immagini urbane che scorrono sui finestrini e accompagnano lo scorrere dei pensieri.
Più del quadro in sé, quello che conta è ciò che esso emana e diffonde nell’aria.
Non ha importanza se il quadro viene distrutto.
L’arte può anche morire, quello che conta è che abbia sparso semi sulla terra.
(J. Miró)


Oggi vi presentiamo un magnifico brano riflessivo ed evocativo, il video di Miró, nuovo singolo de LefrasiincompiutediElena, progetto del chitarrista e scrittore salentino RafQu, già in passato chitarrista de la Municipàl e artista che come solista ha suonato anche in UK, Germania, Cina e Danimarca. La canzone, tratta dall’album Interno 29, pubblicato a marzo da Romolo Dischi con distribuzione Pirames International, è nata di notte sviluppando lo spunto di una frase di Prevért sul celeberrimo pittore spagnolo Joan Miró. Racconta RafQu:

Il testo racconta uno stato d’animo con cui spesso si deve fare i conti. Quest’anno poi credo che un po’ per tutti sia stato molto riflessivo.  Allo stesso tempo il riferimento al pittore spagnolo è nato per gioco.  Avevo letto poche ore prima questa frase di Prevért che descriveva Miró: “Un innocente col sorriso sulle labbra che passeggia nel giardino dei suoi sogni”. Mi ha incuriosito tanto e sempre per gioco sono andato a spulciare la sua biografia e un po’ della sua storia.  È stato bello scoprire uno spirito come quello di Miró, in qualche modo e in maniera soggettiva mi ha ricordato lo spirito di Stravinsky: l’arte del distruggere per poi ricomporre, reinventare sé stessi e interessarsi a nuove forme d’arte che inevitabilmente portano dei cambiamenti nella vita. Ho sempre adorato i personaggi a cui la comfort zone è stata stretta.

L’artista ha quindi terminato di comporre il pezzo alle tre di notte nel suo studio al primo piano che vede di fronte l’accesso alla terrazza:

Dopo aver abbozzato la voce e volumi ho messo ‘play' e sono uscito fuori a fumare guardando un po' i tetti del mio paese qui in Puglia.  Ho sempre cercato di scrivere le canzoni che in determinati momenti avrei voluto ascoltare, e ho avuto quella sensazione.

Il video di Miró è stato girato sui mezzi pubblici sulla Prenestina a Roma; mentre la musica regala meravigliosi arpeggi di chitarra introspettivi e malinconici, il paesaggio urbano scorre sul finestrino, tra fermate del tram, auto e altri mezzi pubblici, accompagnando il fluire dei pensieri e quasi rappresentando la speranza del ritorno a sé di cui parlano i versi. È facile immedesimarsi in queste immagini, tra i riflessi degli altri sedili e scorci della città: a tutti sarà capitato di vivere il percorso sui mezzi come un viaggio interiore tra propositi e idee, con lo sguardo perso tra le strade e i panorami cittadini.
Se Miró, secondo la definizione di Prevért, passeggiava sorridente nel giardino dei suoi sogni, qui RafQu si chiede se il tempo non sia “solo un giardino che non sogno più”. C’è una mancanza nell’anima dell’artista, innanzitutto gli manca sé stesso e occorre allora ritrovarsi tra “mille parole di carta” che non si sa più pronunciare, ritrovarsi nei propri difetti, o nelle gioie innocenti (“saprò di te / il gesto di un bimbo / che coglie dai prati / poi un fiore”). Bisogna anche lasciarsi “dietro / gli inverni che fanno / più male”, per quella che appare in qualche modo come un’auspicabile rinascita, che veda sorgere un’aurora color rame persino su “questo rancore”.
Il brano, dall’andamento morbido, dolce e intimo, presentato come singolo il 29 dicembre, appare insomma una canzone di attesa, che costruisce orizzonti futuri desiderati in cui proiettarsi; intanto “mi invento un silenzio / e aspetto mi porti con sé / mi invento un silenzio / e aspetto mi porti da te”, canta l’artista salentino.
Il progetto LefrasiincompiutediElena fonde varie attitudini musicali, oltre che ricerche sonore e una certa attenzione agli arrangiamenti: non a caso a ispirare la trama delle chitarre c’è l’idea del contrappunto contemporaneo, con gli ascolti appassionati dei lavori di Steve Reich, e del minimalismo in generale.



Biografia

 “Sono nato a gennaio, amo l’autunno, ho provato a stare lontano dalla musica. Ho ascoltato Bach, Lennon, Morrissey e Noel Gallagher. Amo poche cose e ne odio troppe. Tipo guidare. Perdere tempo. Le parole messe a caso. Le canzoni che scrivo. Poi ho creato LefrasiincompiutediElena un progetto musicale nato per terminare quello che Elena non ha più raccontato a nessuno”.
LefrasiincompiutediElena nascono a Roma, tra piazza Bologna e la Nomentana, fra il quartiere Trieste e il Policlinico. Il tutto da una semplice esigenza, tornare all'essenza delle canzoni, quasi come un gioco o una sfida che prende forma a settembre del 2017. A dicembre dello stesso anno pubblicano in maniera totalmente indipendente il loro primo singolo Fiori e Camomilla, raccontando "una carezza per i tempi bui". Ad essa si aggiungono Libia ed Incenso nel 2018 che contribuiscono ad attirare l’attenzione di tutto il circuito indipendente. Nel 2019 pubblicano Ciglia, il primo singolo per Romolo Dischi, seguito da Lenzuola che conquista la classifica “Viral 50” e le playlist “Indie Italia”, “Scuola Indie” (incluso copertina) e “Indie Triste” di Spotify. Il 13 marzo 2020 è uscito per Romolo Dischi Interno 29, l’album di esordio.

Credits brano
Testo e musica: Raffaele Quarta (RafQu)
Registrato presso: QuStudio
Prodotto da: LefrasiincompiutediElena presso QuStudio
Mix: RafQu – Qustudio
Mastering: Francesco Guadalupi – OM Studio
Cover: Benedetta Barone

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