Leader Negativo

Leader Negativo

Il disco Dovevo solo dormire in anteprima


09/12/2019 - di Ambrosia J. S. Imbornone
Tra synth-pop e corpose chitarre alt-rock l`album del nuovo progetto di Luca Urbani, Fabio Galvagno e soci esplora il privato e la società odierna con una cifra stilistica in bilico tra ironia e tonalità agrodolci, raccontandone manie e tic intellettualoidi, la tendenza ad additare al branco i difetti altrui, o a giudicare senza informarsi, le divisioni di un Paese che forse ha bisogno di ricostruire la propria identità, più che di difenderla ostinatamente.
Oggi vi presentiamo l’album del nuovo progetto di Luca Urbani, Leader Negativo. Leggiamo come è nato:

Leader Negativo è un’idea che nasce più o meno nell’estate 2016 e prende forma definitivamente nel 2017. Leader Negativo è il prodotto di una collisione di oggetti in movimento casuale generata da Luca Urbani, che riunisce attorno a sé personaggi che, a vario titolo, hanno lavorato nei suoi molteplici progetti in questa seconda decade del secolo. Luca, presenza costante nel panorama musicale italiano per due decenni, fondatore di Soerba (“PlayBack, “La Vittoria dei Cattivi”, “1996 beside 2002”) e collaboratore storico di Bluvertigo (“L’Assenzio”), Garbo (“Gialloelettrico”, “Come il Vetro”, “La Moda”, “Fine”, “Living 2016”), Alice (“L’immagine”, “Un po’ d’aria”) e Fluon, raccoglie l’invito dei compagni di strada che con lui hanno lavorato e lavorano con successo per Garbo tra il 2014 e il 2018. Il progetto così si sviluppa assumendo caratteristiche TransPunk, un fare musica senza recinti e contenitori, aperto alle idee e alle influenze di Matteo Agnelli (chitarra), Alessandro Parietti (batteria e percussioni) e Andrea Pellegrino (basso). Ma Leader Negativo ha bisogno di esprimere la sua autorità avversa (a non si sa cosa!) con la voce e la performance che faccia sintesi di tutto questo con personalità, spessore, unicità: Fabio Galvagno, che proviene dall’interessante storia di Eco 98 con “Salvati” (Discipline, 2011), rappresenta tutto questo ed è l’ingranaggio ideale che, inserito nel meccanismo, riesce a metterlo in moto e a farlo girare a dovere. La band così costituita lavora da inizio 2017 ad un repertorio di pezzi scritti in stanza da Luca e/o Fabio, trasformati e fatti masticare agli altri tre componenti, liberi di trasformare a proprio piacimento e sulla base di influenze poco esplicite e molto implicite il materiale. Ne nasce un incontro e mix di scrittura alt-italiana, electropop e di rock analogico che sfocia nel singolo Comunque, registrato al Frequenze Studio con la sapiente produzione di Matteo “TechnoTeo” Agosti, a cui seguiranno nei mesi successivi le sessioni dell’opera prima del gruppo, Dovevo Solo Dormire, con pubblicazione prevista per il 13 dicembre 2019 via Discipline.

L’album mescola così generi e influenze, synth-pop e corpose chitarre alt-rock, ritmi incisivi e ritmiche morbide e pensose, ironia e appeal intellettuale, momenti divertiti e riflessioni affilate; nel disco infatti la dimensione personale si fonde con quella sociale, in un’analisi del presente, della pseudo-cultura odierna, delle dinamiche della vita degli umani, raccontata come in un disincantato documentario, con le sue attitudini, le tendenza a stigmatizzare i difetti altrui presso il branco, senza notare i propri (Alcuni esemplari), oppure a risparmiare a tempo indeterminato (per quando si sarà morti, suggerisce Il sogno dei poveri), o a seguire indiscriminatamente troppi modelli e giudicare senza informarsi adeguatamente (Acido laico). Se talvolta le sonorità del disco rammentano il fascino intellettuale ed elegante della musica appunto di band come Bluvertigo o Soerba, spesso colpiscono le sfumature più agrodolci e malinconiche, come quelle che colorano il ritornello di Che cosa?. Ne Gli italiani non esistono si riflette sulla storia del Paese, sulle sue divisioni, che persistono nonostante la sua storia sia costellata di incontri e fusioni, su un’identità che più che da rafforzare, sembra da ricostruire perché sia credibile e affidabile e non spinga ad emigrare il più lontano possibile.

Il disco è così presentato:

L’incoerenza può essere una scelta? Dall’ascolto di Dovevo Solo Dormire sembrerebbe proprio di sì. Un dichiarato contenitore di democrazia musicale dove l’involucro fa da cornice ad un contenuto eterogeneo, ma saggiamente bilanciato. Certo è che la firma di Luca Urbani si fa sentire, ma il contributo di Fabio Galvagno, Matteo Agnelli, Andrea Pellegrino e Alessandro Parietti sposta la collocazione stilistica in luoghi dove i riferimenti musicali si perdono e a volte si contrastano. Il background rock del terzetto basso, batteria e chitarre si sente tutto e, se pur sapientemente “nascosto” per far spazio alle creazioni “sintetiche”, il risultato sonoro appare omogeneo in tutto l’album, grazie in buona parte alla voce di Fabio che riesce a fare da collante timbrico in una varietà molteplice di suoni. I testi trattano argomenti apparentemente sconnessi e, come anticipavamo, al limite della coerenza, ma comunque legati da un sottile filo rosso che riesce a guidare l`ascoltatore in un viaggio evocativo intenso. Forse il messaggio che si voleva trasmettere era proprio quello del viaggio, prima del quale, forse, si doveva solo dormire.

Buon ascolto!



Crediti

Prodotto, registrato e mixato da Matteo Agosti @ “Frequenze Studio”
Masterizzato da Giovanni Versari @ “La Maestà”
Scrittura, arrangiamenti e pre-produzione di Leader Negativo
Edizioni musicali: Discipline / XXXV
Label: Discipline
Distribuzione: Master Music Piacenza e Believe Digital
Copertina e grafica: Gaetano Maiorano

Tracklist
1. Perdita di Gravità 2. Alcuni Esemplari 3. Rimandare 4. Buon Vino 5. Il Sogno Dei Poveri 6. Che Cosa? 7. Acido Laico 8. Quando Sono Io? 9. Gli Italiani Non Esistono

Line Up

Fabio Galvagno - voce
Luca Urbani - tastiere, chitarra elettrica e voce
Matteo Agnelli - chitarra elettrica e acustica
Alessandro Parietti - batteria e percussioni
Andrea Pellegrino - basso

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